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Pisa

«Ivan ucciso per futili motivi Warda merita l’ergastolo»

«Ivan ucciso per futili motivi Warda merita l’ergastolo»

Le richieste del pm nel processo sulla morte del russo caduto dal quarto piano Il difensore dell’imputato: «No omicidio volontario, al limite preterintenzionale»

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PISA. Tomasz Dariusz Warda merita l’ergastolo. Di più. Deve restare solo per tutto il tempo in cui resterà in cella.

La richiesta del pm Aldo Mantovani arriva al termine della requisitoria nel processo per la morte di Ivan Tikhomirov, il 27enne russo caduto dal terrazzo del quarto piano di un condominio in via Matteucci durante una lite con l’imputato, un ex militare polacco.

L’accusa, oltre al carcere a vita per omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi, ha chiesto anche una condanna a 3 anni per i documenti falsi di Warda e altri 3 anni per i maltrattamenti ai danni di un 50nne con problemi psichici che il badante avrebbe dovuto accudire nell’appartamento del condominio in cui si consumò il dramma una domenica di settembre di un anno fa.

Nel corso dell’udienza, che si svolge con rito abbreviato a porte chiuse davanti al gup Pietro Murano, il difensore dell’imputato, l’avvocato Rolando Rossi, nella sua arringa ha chiesto l’assoluzione per l’omicidio volontario e la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale. Per il legale non c’era la volontà di Warda di uccidere Ivan, 27enne russo attivo nell’associazionismo a favore dell’integrazione degli stranieri. La lite, scoppiata per futili motivi, era degenerata in un corpo a corpo arrivato fino al terrazzo. E qui, secondo la difesa, nella colluttazione il russo sarebbe finito di sotto. Warda avrebbe cercato di salvare Tikhomirov appeso al balcone, ma i problemi a una mano non gli avrebbero consentito una presa sufficiente a riportarlo sul balcone. Alle conclusioni del pm si sono associate le parti civili, la sorella e mamma di Ivan, rappresentate dall’avvocato Stefano Del Corso.

Tikhomirov dall’età di 12 anni residente a Peccioli e poi a Pisa, morì sul colpo dopo il volo dal quarto piano. All’arrivo della polizia Warda era fuori dal condominio in zona Cisanello. «Sono andato a prendere le sigarette, cosa è successo?» chiedeva ai presenti. Una versione che per gli investigatori della squadra mobile era in totale contrasto con quanto raccolto nel corso del sopralluogo e dopo aver sentito chi era presente in casa. Oltre a vittima e accusato c’erano un ucraino e una connazionale che se ne andò prima dell’aggressione mortale. Non era la prima volta che l’appartamento si trasformava in un bivacco. Il badante polacco aveva l’abitudine di portare in casa amici e donne e fare baldoria.

A Ivan Tikhomirov di recente il Comune ha intitolato una piazzetta sul viale delle Piagge. Era presidente dell'associazione Unità Migranti Italia di Pisa ed era impegnato nelle politiche dell'integrazione. Orgoglioso e generoso, così lo ricordano gli amici, Ivan era arrivato a Peccioli intorno al 2000, insieme alla madre Daria Maltseva, figlia di un artista di San Pietroburgo, e aveva frequentato le scuole medie nel paese dell'Alta Valdera. Il viaggio dalla Russia alla Toscana era dovuto alla madre che aveva trovato lavoro nel Museo delle icone russe di Peccioli. Dopo il diploma di terza media i suoi studi erano proseguiti all'Istituto Nautico di Livorno. La sentenza sarà letta venerdì 27 ottobre.

Pietro Barghigiani

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