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Pisa

Avete il pacemaker? Una app vi dice da cosa stare alla larga

Avete il pacemaker? Una app vi dice da cosa stare alla larga

L'ha messa a punto il dottor Raffaele De Lucia, medico della Cardiologia 2 dell'ospedale di Cisanello (Pisa). A casa o in viaggio, il software illustra tutti i dispositivi a rischio

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PISA. Il peggior nemico di chi ne porta uno è il rumore. Può essere quello silente prodotto da un metal detector o il frastuono di vibrazioni di un motore a scoppio. Sì perché anche elettroni e neutroni ne fanno. Basso, alto, forte, piano, il rumore magnetico può perfino diventare uno tsunami sonoro di onde elettriche, ed è quello a complicare tutto, a interferire con il salvavita che ti hanno impiantato nel petto. «Dopo anni in corsia, mi sono accorto che i portatori di pacemaker che hanno appena subìto l’impianto si sentono smarriti, vivono l’uscita dall’ospedale come l’ingresso in una giungla. Hanno il dubbio che ogni dispositivo possa minacciarli». Per questo Raffaele De Lucia ha pensato di creare una app. Trentotto anni, nato a Livorno ma cresciuto a Gallarate, in Lombardia, dove si è laureato in medicina prima di specializzarsi a Pisa, oggi è uno dei camici bianchi del team della Cardiologia 2 di Cisanello diretta da Maria Grazia Bongiorni, una delle chirurghe e aritmologhe più stimate d’Europa.

La sua creatura si chiama Erpm, ed è il primo software per cellulare concepito come una sorta di Cicerone per i portatori di pacemaker e di defibrillatore. Una sorta di manuale sulle insidie e i rischi ambientali per chi a causa di una patologia si ritrovi a convivere con un piccolo apparecchio che scandisce il tempo al suo cuore oppure lo faccia ripartire con una scossa se dovesse fermarsi. La app è facilmente rintracciabile sugli store Apple e Android inserendo nella ricerca “portatore pacemaker”. «Ogni casa costruttrice di pacemaker rilascia un piccolo libriccino con le istruzioni sui principali macchinari o strumenti da cui stare alla larga, ma spesso capita che dopo un po’ il paziente lo perda o a volte non trovi quello che sta cercando. Così i pazienti finiscono per rivolgersi al medico di base o alle ricerche online, senza che queste però riescano sempre a confortarlo», dice De Lucia. «Per questo mi è venuto in mente di creare una app». Il popolo dei “cuori cibernetici” in Italia conta 350mila persone, nel mondo i portatori sono circa 9 milioni.

«Ci sono dispositivi (per fortuna pochi) utilizzati nella vita quotidiana che potrebbero interferire con l’impianto e provocare una sincope o farti svenire. Moli invece sono innocui, per questo il nostro messaggio è vivi normalmente». Per sviluppare la sua idea il cardiologo si è affidato alle conoscenze di un amico informatico, Marco Braghini, 38enne e fondatore della Brama srl, una start up che sviluppa tecnologie innovative. È lui ad aver dato un volto alla app.

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Erpm è un vademecum portatile salvavita: classifica tutto ciò che potremmo trovare in casa, fuori casa o in ambito ospedaliero costituire un pericolo oppure no. In verde ci sono tutti gli strumenti innocui, in giallo tutti quelli per cui è necessario mantenere una distanza di sicurezza, in rosso i dispositivi a rischio. La app è stata lanciata a marzo, e sono già 250 gli utenti che l’hanno installata sul telefonino. «Ci scrivono da tutto il mondo, ed è un bene perché ci aiutano ad aggiornare gli elenchi. Dagli Stati Uniti un 68enne ci ha scritto per sapere se avrebbe potuto portare il nipotino sulle montagne russe. Abbiamo dovuto dargli una delusione». Quali sono ambienti e oggetti off limits? Un pesapersone da bagno, la saldatrice, i metal detector portatili (non quelli a varco, lì basta passare in fretta), martelli pneumatici, go kart e deltaplani a motore. E il cellulare, su cui dovreste tenere la app che vi salva la vita? Tranquilli, basta tenerlo a 15 centimetri.

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