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Pisa

Porta a Lucca chiede certezze sui vantaggi

Porta a Lucca chiede certezze sui vantaggi

Residenti dubbiosi sul progetto per il “nuovo” stadio

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PISA. Residenti più contrari che favorevoli. Ma soprattutto che non ne possono più delle cancellate chiuse nei giorni delle partite. E poi vogliono conoscere nel dettaglio quali miglioramenti saranno apportati al quartiere grazie al nuovo progetto dello stadio. Incontro speciale di “Caffè Tirreno” sul restyling dell’Arena ospitato con grande cordialità dallo storico Bar Nerone. Umberto Corti, residente, dice: «Sono favorevole perché, se le cose vengono fatte come si dice, verrà realizzata un’opera meravigliosa. Abito in via Rindi, con lo stadio convivo da settant’anni. Spero che gli impegni vengano mantenuti, perché ne guadagnerebbe il quartiere. In che modo? Anzitutto togliendo i cancelli. Ma il quartiere avrebbe bisogno anche di fognature migliori».

Un altro residente, Elio Mainardi, che sta in via Perugia: «Occorre eliminare le cancellate per dare respiro a tutta la zona. Con una squadra in serie C queste misure per la sicurezza danno l’impressione di essere eccessive, anche se lo dice la legge. Il quartiere è prigioniero quando ci sono le partite, anche per i cancelli in via Piave. Se sono favorevole? Preferirei che lo stadio venisse fatto ad Ospedaletto, decentrato sarebbe meglio. Diciamo che sopportiamo le difficoltà». Antonio Robbio, residente nei pressi dello stadio, dieci anni fa insieme ad altri, con l’entrata in vigore della legge Amato era stato protagonista di una protesta contro le cancellate con tanto di striscioni appesi alle finestre. «L’amministrazione comunale - dice - aveva fatto delle promesse, come quella di un parcheggio riservato per i residenti, mai mantenute. I rendering che vediamo sono belli, ma non chiariscono tutti gli aspetti. Ad esempio, sapete che sulle torri con i fari dello stadio ci sono gli impianti della telefonia mobile? E dove pensano di spostarle essendo previsto un diverso impianto di illuminazione dell’Arena? Si dice che le cancellate verranno spostate, ma la tribuna resta al suo posto e le recinzioni probabilmente altre. Vorrei anche soffermarmi sulle problematiche alluvionali: con nuove attività e fondi commerciali dentro l’Arena si andrà ad appesantire il carico sulle fognature di via Rindi. Mi aspetto che la proprietà chiarisca questi aspetti».

«Il progetto sulla carta può anche essere bello - interviene Daniela Ciattini - ma qualcuno dovrà dirci come viene calato a livello urbanistico nel quartiere. Vorremmo sapere dall’amministrazione come intende gestire il nodo viabilità. Chiediamo trasparenza in tutti i passaggi e soprattutto rassicurazioni sulle questioni più delicate come viabilità e parcheggi». Lida Gonelli ha da poco acquistato un appartamento in via Rosmini con l’intenzione di trasformarlo in B&b: «Mi chiedo cosa succederà una volta realizzato il nuovo stadio. I turisti potranno circolare liberamente durante le partite? Crediamo che il progetto del nuovo stadio non debba essere solo bello, ma funzionale e soprattutto calato nella realtà del quartiere. Chiediamo al Comune chiarezza su tutti i passaggi che porteranno all’eventuale approvazione del progetto».

«Non è un problema se farlo più bello o più grande, l’unica soluzione utile al quartiere è spostare lo stadio - dice Marco Petrini, 78enne, residente in via Santo Stefano -. Siamo sardine chiuse in una scatola: durante le partite casalinghe, con le cancellate chiuse, non possiamo uscire di casa, né ospitare qualcuno. A questo si aggiungono i problemi del traffico e dei parcheggi. Da anni - prosegue Petrini - lo stadio rappresenta un problema per il quartiere, che ha sempre sopportato questa presenza, causa anche del crollo del valore delle case. Le nuove attività previste dal progetto di ristrutturazione lasciano prevedere un aumento dei problemi e del caos che puntualmente, ad ogni partita casalinga, si ripete. L’unica soluzione che può essere adottata per il quartiere è lo spostamento della struttura». Daniele Buj, titolare del Bar Nerone: «Credo che il quartiere possa trarre indubbi vantaggi da uno stadio rinnovato. Il polo commerciale che vi è previsto, ad esempio, crea posti di lavoro. Non è meglio avere un’Arena nuova che una vecchia? E poi, a chi dice che sarà uno stadio più utilizzato ospitando spettacoli, dico che non venga poi a lamentarsi perché una manifestazione come il Summer Festival si tiene a Lucca. Comprendo i disagi dei residenti e per questo è giusto trovare soluzioni, sottolineando però che lo stadio è sempre stato lì e che lo sviluppo del quartiere è avvenuto in seguito».

Francesco Loi

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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