Il dolore
«Opportunità che non può essere persa»
I sostenitori: il piano comprende anche la riqualificazione della zona
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PISA. «Credo che il ragionamento sia semplice. È vero che c’è una previsione urbanistica ad Ospedaletto, ma nessun imprenditore si è mosso concretamente per realizzare lì un nuovo impianto - dice Claudio Giannessi, tifoso nerazzurro-. Invece c’è un interesse concreto, quello di Corrado, per la ristrutturazione di un impianto che peraltro richiede elevati costi di manutenzione». Simone Guidotti, degli Amici di Pisa: «Spezzo una lancia a favore di un investimento che non può essere perso, come invece è successo da questa città per altri treni. È auspicabile un processo partecipativo, ma non strumentale a non farne di niente e propedeutico ad uno sviluppo della città, in questo caso in senso sportivo e non solo». Felice Foresti è un tifoso che vede il nuovo stadio come un’opportunità: «Penso che un impianto moderno possa essere un’attrazione anche al di là del calcio. Comprendo la necessità della proprietà di snellire i tempi, ma credo che tutti i passi vadano fatti con molta attenzione». Per Lorenzo Del Mancino lo stadio nuovo deve portare anche ad un cambio di mentalità nel tifoso: «Capisco le esigenze della proprietà di mantenere lo stadio a due passi dalla Torre. Ma anche i residenti vanno ascoltati. Poi proviamo tutti ad immaginare di andare allo stadio a piedi e non pensando di parcheggiare auto o moto a pochi metri dagli ingressi». Luca D’Andrea dice: «Tutto ciò che porta sviluppo deve essere visto con favore. Immaginate se si riuscisse anche ad inserire nell’intervento il sottopasso pedonale al passaggio a livello di via Rindi. La proprietà ha deciso di investire su Pisa e chi è contro deve spiegarlo con motivazioni valide».
«Siamo tifosi del Pisa, ma prima ancora della città - dice l’architetto Marco Signorini -. Lo stadio è vetusto e la sua posizione anacronistica. Più che la ristrutturazione dell’Arena, era necessario provare a concretizzare la previsione su Ospedaletto. I dubbi nascono dai progetti economici che si prevede di sviluppare attorno allo stadio: non vorrei che la squadra fosse quindi il mezzo per un business a pochi passi da Piazza dei Miracoli». Il progetto, secondo Carlo Sorrente, è invece «una sorta di cavallo di Troia, in una città dove manca una visione complessiva di sviluppo urbanistico».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Siamo tifosi del Pisa, ma prima ancora della città - dice l’architetto Marco Signorini -. Lo stadio è vetusto e la sua posizione anacronistica. Più che la ristrutturazione dell’Arena, era necessario provare a concretizzare la previsione su Ospedaletto. I dubbi nascono dai progetti economici che si prevede di sviluppare attorno allo stadio: non vorrei che la squadra fosse quindi il mezzo per un business a pochi passi da Piazza dei Miracoli». Il progetto, secondo Carlo Sorrente, è invece «una sorta di cavallo di Troia, in una città dove manca una visione complessiva di sviluppo urbanistico».
Daniele Benvenuti
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