Sicurezza
Altri cinque bimbi sospesi da scuola perché non vaccinati
Sul caso del “Mary Poppins” interviene l’assessore regionale «Decisione giusta del Comune se manca l’autocertificazione»
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SAN GIULIANO TERME. Non c’è solo il caso della bimba sospesa dal nido comunale “Mary Poppins”. A San Giuliano sono state inviate altre cinque lettere dall’amministrazione comunale ad altrettante famiglie in cui si annuncia la sospensione dei loro figli, sempre per problemi legati alla documentazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie. L’assessore comunale alle politiche per l'istruzione e per l'edilizia scolastica, Maria Elena Bianchi Bandinelli, conferma l’invio delle lettere che, però, «non sono ancora state ritirate, anche se la procedura per la sospensione sarà la stessa del primo caso». Intanto, l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, dice che «se manca l’autocertificazione, il Comune ha fatto bene a sospendere l’alunna».
Una vicenda, quindi, destinata a ingrossare il mare della polemica, vista l’intenzione della famiglia della prima bimba sospesa a presentare ricorso al giudice. «I genitori si stanno riservando anche la possibilità d’intraprendere azioni in sede penale contro la decisione presa dall’amministrazione comunale», spiega l’avvocato Andrea Callaioli, che rappresenta la famiglia in questione.
Da Bianchi Bandinelli arriva la conferma anche che la scuola ha ricevuto una raccomandata con cui i genitori della bambina avevano preso appuntamento con l’Asl per ricevere approfondimenti sulle vaccinazioni. «In un primo momento pensavamo bastasse – spiega l’assessore comunale –. Invece la normativa intima che debbe essere presentata un’autocerficazione». Che in realtà, tecnicamente, si chiama anche dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tesi, quella di Maria Elena Bianchi Bandinelli, sostenuta anche dall’assessore regionale: «Occorre che le famiglie presentino l’autocertificazione, perché è un documento che prevede sanzioni penali nel caso in cui si dichiari il falso. Non basta una raccomandata con cui si informa di aver preso contatto con l’Asl per approfondimenti sui vaccini. Ed è espressamente richiesto dalla normativa in base a direttive del ministero della Salute e di quello dell’Istruzione».
Ma l’avvocato non ci sta: «Devono spiegarmi in quale norma è prevista la presentazione della dichiarazione sostitutiva di notorietà. La raccomandata presentata dalla famiglia della bimba basta e avanza. L’attestazione si fa in carta semplice e nel documento presentato a scuola ci sono scritte le stesse cose richieste in quella che chiamano autocertificazione».
Vedremo, quindi, chi ha ragione. Anche perché Andrea Callaioli conferma l’intenzione della famiglia di presentare ricorso al giudice, la cui decisione farà da spartiacque in una materia molto dibattuta in tutta Italia. A cui, a San Giuliano, si aggiungono gli altri cinque casi di bambini sospesi dai nidi per problemi legati alla documentazione sulle vaccinazioni. E anche in questo caso le polemiche non mancheranno.
Andreas Quirici
Una vicenda, quindi, destinata a ingrossare il mare della polemica, vista l’intenzione della famiglia della prima bimba sospesa a presentare ricorso al giudice. «I genitori si stanno riservando anche la possibilità d’intraprendere azioni in sede penale contro la decisione presa dall’amministrazione comunale», spiega l’avvocato Andrea Callaioli, che rappresenta la famiglia in questione.
Da Bianchi Bandinelli arriva la conferma anche che la scuola ha ricevuto una raccomandata con cui i genitori della bambina avevano preso appuntamento con l’Asl per ricevere approfondimenti sulle vaccinazioni. «In un primo momento pensavamo bastasse – spiega l’assessore comunale –. Invece la normativa intima che debbe essere presentata un’autocerficazione». Che in realtà, tecnicamente, si chiama anche dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tesi, quella di Maria Elena Bianchi Bandinelli, sostenuta anche dall’assessore regionale: «Occorre che le famiglie presentino l’autocertificazione, perché è un documento che prevede sanzioni penali nel caso in cui si dichiari il falso. Non basta una raccomandata con cui si informa di aver preso contatto con l’Asl per approfondimenti sui vaccini. Ed è espressamente richiesto dalla normativa in base a direttive del ministero della Salute e di quello dell’Istruzione».
Ma l’avvocato non ci sta: «Devono spiegarmi in quale norma è prevista la presentazione della dichiarazione sostitutiva di notorietà. La raccomandata presentata dalla famiglia della bimba basta e avanza. L’attestazione si fa in carta semplice e nel documento presentato a scuola ci sono scritte le stesse cose richieste in quella che chiamano autocertificazione».
Vedremo, quindi, chi ha ragione. Anche perché Andrea Callaioli conferma l’intenzione della famiglia di presentare ricorso al giudice, la cui decisione farà da spartiacque in una materia molto dibattuta in tutta Italia. A cui, a San Giuliano, si aggiungono gli altri cinque casi di bambini sospesi dai nidi per problemi legati alla documentazione sulle vaccinazioni. E anche in questo caso le polemiche non mancheranno.
Andreas Quirici
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