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Toscana Aeroporti, la vertenza finisce davanti al prefetto
PISA. Si concluderà questa mattina il tentativo di conciliazione tra Toscana Aeroporti e le organizzazioni sindacali. Davanti al prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, le parti si ritroveranno...
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PISA. Si concluderà questa mattina il tentativo di conciliazione tra Toscana Aeroporti e le organizzazioni sindacali. Davanti al prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, le parti si ritroveranno nuovamente per cercare un punto di incontro dopo la rottura provocata dal piano di cessioni di attività e di esternalizzazioni annunciato dalla società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze. Alla richiesta di ritiro del piano avanzata dai sindacati, è seguita la volontà dell’azienda di procedere con il progetto di vendita del settore handling, il “pacchetto” di lavorazioni che comprende tutte le attività di terra e che tra gli scali Galilei e Vespucci impiega circa 700 lavoratori, e di affidare ad un’azienda esterna il settore security dell’aeroporto pisano (circa 100 i lavoratori coinvolti).
La mobilitazione dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali si è materializzata nell’apertura delle procedure di raffreddamento che, almeno nel primo incontro convocato da Toscana Aeroporti, non sono riuscite a ricucire lo strappo. Al prefetto di Firenze spetterà il compito di cercare un accordo. I sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti) chiederanno ancora una volta il ritiro del piano che, accusano, rischia di mettere in discussione i livelli occupazionali, ma soprattutto di peggiorare le condizioni normative e salariali dei circa 800 dipendenti coinvolti che, se l’azienda concretizzerà il piano di esternalizzazioni, saranno costretti a “migrare” nelle società o nelle cooperative che riusciranno ad accaparrarsi le lavorazioni che Toscana Aeroporti vuole mettere sul mercato. Al piano di cessione di alcuni settori, il progetto di riorganizzazione aziendale prevede anche una “revisione” dei contratti di secondo livello dei lavoratori che rimarranno alle dipendenze della società nata dalla fusione delle vecchie aziende Sat e Adf . Dopo l’incontro in sede prefettizia di questa mattina, domani i dipendenti dello scalo pisano si riuniranno ancora una volta in assemblea con i rappresentanti sindacali per analizzare e decidere le prossime tappe di una mobilitazione che potrebbe dar vita ad un pacchetto di scioperi e paralizzare a più riprese il sistema aeroportuale toscano.(d.r.)
La mobilitazione dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali si è materializzata nell’apertura delle procedure di raffreddamento che, almeno nel primo incontro convocato da Toscana Aeroporti, non sono riuscite a ricucire lo strappo. Al prefetto di Firenze spetterà il compito di cercare un accordo. I sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti) chiederanno ancora una volta il ritiro del piano che, accusano, rischia di mettere in discussione i livelli occupazionali, ma soprattutto di peggiorare le condizioni normative e salariali dei circa 800 dipendenti coinvolti che, se l’azienda concretizzerà il piano di esternalizzazioni, saranno costretti a “migrare” nelle società o nelle cooperative che riusciranno ad accaparrarsi le lavorazioni che Toscana Aeroporti vuole mettere sul mercato. Al piano di cessione di alcuni settori, il progetto di riorganizzazione aziendale prevede anche una “revisione” dei contratti di secondo livello dei lavoratori che rimarranno alle dipendenze della società nata dalla fusione delle vecchie aziende Sat e Adf . Dopo l’incontro in sede prefettizia di questa mattina, domani i dipendenti dello scalo pisano si riuniranno ancora una volta in assemblea con i rappresentanti sindacali per analizzare e decidere le prossime tappe di una mobilitazione che potrebbe dar vita ad un pacchetto di scioperi e paralizzare a più riprese il sistema aeroportuale toscano.(d.r.)
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