Lutto
la reazione dei genitori
Bimba non vaccinata “sospesa” dal nido «Pronto il ricorso»
SAN GIULIANO TERME. Una bimba “interdetta” dalla frequentazione dell’asilo nido comunale Mary Poppins perché la famiglia «non ha consegnato la documentazione attestante l’avvenuto avvio dell’iter...
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SAN GIULIANO TERME. Una bimba “interdetta” dalla frequentazione dell’asilo nido comunale Mary Poppins perché la famiglia «non ha consegnato la documentazione attestante l’avvenuto avvio dell’iter vaccinale».
I genitori della bambina sono pronti a ricorrere contro il provvedimento di esclusione e hanno già incaricato l'avvocato Andrea Callaioli di predisporre tutti gli atti necessari. Stando al legale il Comune avrebbe preso una decisione che «esorbita i suoi poteri senza tenere conto degli atti già predisposti dai genitori per mettersi in regola sotto il profilo documentale» per l'iscrizione della bambina al nido. L'oggetto del contendere non sarebbero tanto le vaccinazioni quanto la sottoscrizione di un modulo che attesti l'inizio dell'iter vaccinale.
Contro il provvedimento del Comune si schiera il gruppo dei genitori “No obbligo Pisa” Il comitato ricorda che la legge n° 119 del 31 luglio 2017 non è retroattiva, e non è quindi applicabile ai bimbi già iscritti, poiché alla data dell’iscrizione la vaccinazione non costituiva requisito di accesso. «La stessa legge peraltro chiarisce che le vaccinazioni sono requisito necessario all’iscrizione a nidi e materne per i bimbi 0-6 anni ma solo per l’anno 2019-2020 – spiega il comitato –. La stessa legge prevede la presentazione della raccomandata alla Asl come documentazione sufficiente all’accesso a scuola, cosa che risulta ignota ai referenti del Comune stesso. In merito all’accordo tra Regione-Asl-Anci del 24 agosto, il Garante della Privacy ha ritenuto opportuno non pronunciarsi in merito al flusso di ritorno dei dati da Asl a scuole, in quanto non adeguatamente normato al momento della richiesta (1 settembre). In ogni caso, se l’interpretazione, arbitraria, che il Comune di San Giuliano ha dato a tale intervento del Garante, è il ritenere nullo tale accordo, è da segnalare con sconcerto che nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta alle famiglie, da parte degli enti competenti. Chiediamo una presa di posizione immediata dell’assessorato regionale competente e del presidente della Regione affinché questo provvedimento venga ritirato e venga ristabilita la legalità e con essa un clima di serenità».
I genitori della bambina sono pronti a ricorrere contro il provvedimento di esclusione e hanno già incaricato l'avvocato Andrea Callaioli di predisporre tutti gli atti necessari. Stando al legale il Comune avrebbe preso una decisione che «esorbita i suoi poteri senza tenere conto degli atti già predisposti dai genitori per mettersi in regola sotto il profilo documentale» per l'iscrizione della bambina al nido. L'oggetto del contendere non sarebbero tanto le vaccinazioni quanto la sottoscrizione di un modulo che attesti l'inizio dell'iter vaccinale.
Contro il provvedimento del Comune si schiera il gruppo dei genitori “No obbligo Pisa” Il comitato ricorda che la legge n° 119 del 31 luglio 2017 non è retroattiva, e non è quindi applicabile ai bimbi già iscritti, poiché alla data dell’iscrizione la vaccinazione non costituiva requisito di accesso. «La stessa legge peraltro chiarisce che le vaccinazioni sono requisito necessario all’iscrizione a nidi e materne per i bimbi 0-6 anni ma solo per l’anno 2019-2020 – spiega il comitato –. La stessa legge prevede la presentazione della raccomandata alla Asl come documentazione sufficiente all’accesso a scuola, cosa che risulta ignota ai referenti del Comune stesso. In merito all’accordo tra Regione-Asl-Anci del 24 agosto, il Garante della Privacy ha ritenuto opportuno non pronunciarsi in merito al flusso di ritorno dei dati da Asl a scuole, in quanto non adeguatamente normato al momento della richiesta (1 settembre). In ogni caso, se l’interpretazione, arbitraria, che il Comune di San Giuliano ha dato a tale intervento del Garante, è il ritenere nullo tale accordo, è da segnalare con sconcerto che nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta alle famiglie, da parte degli enti competenti. Chiediamo una presa di posizione immediata dell’assessorato regionale competente e del presidente della Regione affinché questo provvedimento venga ritirato e venga ristabilita la legalità e con essa un clima di serenità».
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