Il Tirreno

Pisa

La Fondazione Pisa salva San Francesco

di Francesco Loi

Stanziamento di 2,4 milioni per il recupero dell’antica chiesa 

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PISA. Da una parte i finanziamenti necessari, dall’altra lo scambio di documenti per siglare gli accordi. La Fondazione Pisa interviene con 2,4 milioni di euro e un obiettivo ben preciso: rompere ogni indugio e far sì che il ministero dei Beni culturali (Mibact) possa procedere quanto prima con i lavori per la riapertura della chiesa di San Francesco.

È dall’aprile 2016 che l’edificio è chiuso a fedeli e visitatori. Ad aggiungersi alle serie problematiche riguardanti la facciata e il chiostro è stato il cedimento del tetto a causa del danneggiamento delle 18 travi che sorreggono la copertura. Una escalation cominciata nel settembre di due anni quando l’assessore Andrea Serfogli, durante un sopralluogo sulle mura cittadine, notò da quell’altezza che una parte del tetto era crollata. I vigili del fuoco misero in sicurezza l’area, poi le impalcature vennero montate anche all’interno: prima la chiusura delle tre cappelle laterali di destra, tra cui quella della famiglia Della Gherardesca, con la tomba del Conte Ugolino, poi il presbiterio e l’altare maggiore. Nel frattempo è stata realizzata un’indagine sul tetto, rivelando travi consumate al 65%: da qui il provvedimento della Sovrintendenza di chiusura totale per il rischio crolli.

«Proseguendo nella sua missione istituzionale a favore della conservazione e della riqualificazione dei beni culturali della città», la Fondazione Pisa ha annunciato ieri il suo intervento per San Francesco, ricordando di essere «interessata da diverso tempo ad intervenire per concorrere al consolidamento strutturale ed alla riqualificazione della chiesa e delle pertinenze».

Secondo una recente valutazione tecnica della Sovrintendenza, le spese per il consolidamento del complesso ammontano a 2,7 milioni di euro. Parte di questa cifra era già a disposizione attraverso altre forme di raccolta, così la Fondazione ha garantito i 2,4 milioni di euro restanti, «per concorrere, unitamente al Mibact quale ente proprietario del complesso, al consolidamento strutturale al fine di consentirne la necessaria conservazione e riqualificazione, oltre ad una auspicabilmente rapida restituzione alla fruizione della collettività». Il 10 ottobre la Fondazione ha inviato al ministro Dario Franceschini una lettera con la quale gli ha «formalmente rappresentato la volontà di intervenire in questo progetto di restauro», che definisce «urgente e non più procrastinabile». Con l’occasione ha quindi sollecitato il ministro «ad intraprendere le occorrenti iniziative per dare concreto seguito e rapida attuazione al progetto di restauro della chiesa di San Francesco». Il presidente della Fondazione Pisa, Claudio Pugelli, spiega: «Da tempo volevamo intervenire, ma nessuno ce lo aveva mai richiesto. Non appena dalla Sovrintendenza è arrivata la documentazione tecnica necessaria con tutti gli elementi definitivi ci siamo attivati. Ora gli enti interessati hanno tutto per passare alla fase esecutiva, sperando che prendano al volo questa opportunità».

L’assessore Serfogli, che segue da anni la vicenda della chiesa, aggiunge: «Ottima notizia, anche a fronte del rischio deperimento del bene dovuto alla lunga chiusura. La Fondazione da tempo aveva manifestato la sua attenzione e spero siano ormai superati gli ostacoli burocratici che si erano presentati. Sarebbe auspicabile nel 2019 ridare l’agibilità e riaprire la chiesa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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