Gioco
La rinascita dell’hotel Granduca: Bulgarella è il nuovo proprietario
L’annuncio del costruttore: «Suite e appartamenti per residenze con ristorante e centro benessere». L’obiettivo è di riaprire l’albergo comprato all’asta entro la prossima estate. Previste assunzioni
SAN GIULIANO TERME. L’ex hotel Granduca è di Andrea Bulgarella. Il costruttore siciliano si è aggiudicato l’albergo offrendo alla curatela fallimentare un milione e 20 euro. C’è lui dietro la Immobiliare Ponte Srl, società con sede a Pisa, 10mila euro di capitale sociale, creata ad hoc nelle scorse settimane per concludere l’operazione. Della Srl l’imprenditore riveste la carica di amministratore unico.
«Avrei potuto pagare anche meno, ma non sono uno speculatore. Per me il prezzo giusto era quello» chiosa il nuovo padrone di casa di un hotel che negli ultimi anni ha infilato una disavventura dietro l’altra finendo al Tribunale fallimentare. A pagarne le conseguenze i lavoratori rimasti a casa e che ora aspirano a riprendere il loro posto. Con il territorio che ora può rimarginare quella ferita di abbandono e vandalismi che dura da anni. Un’occasione anche per riportare un decoro in zona. Il gruppo Bulgarella conta una quindicina di alberghi, da Cortina a Trapani, con il Tower Plaza a Pisa e il Grand Hotel Palazzo a Livorno. Il Granduca è l’ultimo arrivato nella galassia patrimoniale del costruttore trapanese. In questa intervista al Tirreno spiega cosa farà del Granduca.
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Bulgarella, che albergo ha in mente?
«San Giuliano è un territorio meraviglioso, direi magico. Quella struttura è brutta, dobbiamo farla diventare bella. Non ho mai avuto un tre stelle. I miei hotel sono da 4 e 5 stelle. Ci sono alberghi che mi fanno emozionare e altri che sono commerciali. Il Granduca appartiene alla seconda categoria, ma se uno inserisce dei servizi e riesce a fare una cosa bella può farti emozionare. Il luogo è meraviglioso, vicino a Viareggio e Lucca e a 4 km dalla Torre».
Quali tempi si è dato per la riapertura?
«Questo faccio di mestiere. Ogni giorno che passa per me è un danno. L’imprenditore deve avere la visione delle cose. Ma da solo non può fare nulla. Ci vuole anche l’amministrazione. Se è un’amministrazione del fare che ha le idee chiare allora l’imprenditore ha il terreno fertile per realizzare subito. I tempi? Sarebbe un fallimento se si andasse oltre all’estate. Potrei aprire domani, ma voglio trasformare la struttura. L’iter burocratico dovrebbe essere breve. Spero di farcela entro sei, sette mesi».
Gestione diretta o esterna?
«Dipende. Per alcuni alberghi la gestione è diretta, per altri ci affidiamo a catene specializzate. Di sicuro per gli esterni facciamo sempre l’affitto del ramo d’azienda, mai del fondo».
Il Granduca ha 170 camere. Come le vuole utilizzare?
«Non lo vedo solo come albergo. Sono uno dei primi in Italia ad aver detto che in un hotel si può vivere. Suite, appartamenti. Si fa in Nord Europa e negli Usa. Stavo pensando e sognavo questo. Tutte e 170 camere commerciali è solo un ammasso di volume».
La rinascita significa anche assumere personale. Ci sono lavoratori che aspettano di ripartire dal punto in cui il fallimento ha interrotto l’occupazione.
«Tutto dipende che tipo di albergo vogliamo. Se facciamo ristorante e centro benessere ci vuole un certo numero di persone. Faccio per dire, sui 50. Se si vuole fare solo commerciale, ne bastano molte meno, magari una quindicina. Ho fatto 25 alberghi, so come funziona. Punto a dare dei servizi. Non mi limito al commerciale». Il nome resterà Granduca? «Non mi dispiace. È un nome molto nobile».
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