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Gasolio sversato nel fiume Morto

Gasolio sversato nel fiume Morto

I risultati delle analisi da parte di Arpat dopo l’articolo del Tirreno

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SAN GIULIANO TERME . Ad un mese dalla segnalazione di un cittadino al Tirreno, è arrivato l’esito delle analisi di Arpat sul fiume Morto: le macchie osservate dal ponte di via di Gello e il forte odore percepito erano di gasolio, visibili per 15 metri a monte e a valle del ponte.

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha effettuato campionamenti nella zona di immissione dello scarico della fognatura bianca nel fiume ed uno nella zona centrale del corso d’acqua. I risultati hanno confermato la presenza di idrocarburi pesanti in concentrazione maggiore nel campione prelevato all’uscita dello scarico della fognatura proveniente da via di Gello. L’Arpat ha comunicato l’esito a Regione (ente competente per il settore ambientale) e Comune di Pisa, per «una discussione sulla bonifica, già attivata, da parte della caserma Gamerra di via di Gello».

La zona interessata dallo sversamento è al confine tra Pisa e San Giuliano e interessa un corso d’acqua che attraversa la piana pisana, il parco di San Rossore fino ad immettersi nel mare. La contaminazione è di entità inferiore rispetto a quella registrata nel 2015 ed è avvenuta dopo forti piogge: due anni fa numerosi residenti della zona segnalarono un fortissimo odore di petrolio e l’impossibilità a tenere le finestre aperte. L’origine dello sversamento fu poi individuata nella presenza di serbatoi interrati alla caserma Gamerra, che giovedì ha confermato di aver ultimato da molto tempo le procedure di rimozione delle cisterne e di bonifica del terreno. (s.b.)

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