Il Tirreno

Pisa

Raccolta alimentare alla Coop

Sei i punti vendita in cui donare cibo destinato alla Cittadella della Solidarietà

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PISA. Gli operatori della Caritas diocesana e i ragazzi e le ragazze in servizio civile. Ma anche i volontari del centro operativo di via delle Sette Volte, della Cittadella della Solidarietà, della Caritas della Valdiserchio, della parrocchia di Sant’Apollinare in Barbaricina. E poi i volontari delle sezioni soci Coop, i francescani della Gifra e dell’Ofs, della Compagnia di San Ranieri e i tanti provenienti dalle parrocchie di San Giusto, Porta a Lucca e delle altre che hanno deciso di non far mancare il loro contributo. In tutto fanno quasi 200 persone, che domani, per tutta la giornata, prenderanno parte alla raccolta alimentare per le famiglie in difficoltà del territorio promossa dalla Caritas diocesana di Pisa e dalla sezione soci pisana di Unicoop Firenze.

Tutti i volontari saranno chiaramente riconoscibili perché indosseranno la pettorina bianca di Unicoop Firenze con la scritta “CondividiAmo” e i generi alimentari raccolti saranno destinati alla Cittadella della Solidarietà, il centro voluto dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto nei locali della parrocchia del Cep un tempo occupati dal cinema “20+1” e che nel 2016 ha sostenuto 1.337 persone. Sei i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa: si tratta di quelli di San Giusto, Porta a Lucca, Cisanello, Porta a Mare, Tirrenia e Vecchiano. «Ogni donazione sarà, ovviamente, accolta e gradita in quanto gesto di attenzione nei confronti delle famiglie in difficoltà e maggiormente colpite dalla crisi – spiega il direttore della Caritas di Pisa don Emanuele Morelli – ma chiederemo soprattutto olio d’oliva e di semi, legumi, latte a lunga conservazione, pasta, riso, farina, biscotti, tonno e carne in scatola, ossia quei generi di prima necessità fondamentali per il fabbisogno di ogni famiglia».

«È un’iniziativa – spiega la presidente della sezione soci di Unicoop Firenze Barbara Cappelletti – che riproponiamo molto volentieri perché il rapporto con il territorio in cui si trovano le nostre strutture è un aspetto cui da sempre dedichiamo un’attenzione e una cura particolari e uno dei modi migliori per farlo, in una fase di crisi come quella che stiamo attraversando, è proprio pensare ad iniziative mirate nei confronti delle tante famiglie in difficoltà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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