Il dolore
La città dà l’addio al maestro Plinio Bianchi
Era nato nel 1922. Come insegnante elementare ha cresciuto numerose generazioni di pisani
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PISA. Se n’è andato il maestro Plinio Bianchi.
Nato nel 1922 a Pisa, ha svolto per molti anni, e con grande passione, la professione di insegnante elementare.
Molte generazioni di pisani sono cresciute affidate alle sue cure di maestro, sempre impegnato a trarre da ciascuno quanto di meglio riusciva a intravedere nelle piccole personalità in formazione.
Si è interessato in maniera approfondita alla poesia e alle arti figurative, pubblicando anche due libri di sue liriche.
Fondatore nel 1956, con altri intellettuali ed artisti pisani, del gruppo artistico letterario “La Soffitta” e del “Premio Pisa”, è stato collaboratore per molti anni de “Il giornale del Mattino” e corrispondente per Pisa e Livorno della rivista “Le Arti” di Milano, occupandosi dei maggiori autori ed artisti del periodo.
Fino a tempi recenti ha proseguito nella sua attività di critico presentando l'opera di diversi autori, tra cui Emily Dickinson, Vittorini, Griselli, Viviani.
Si è dedicato con passione a diffondere l'opera della moglie Anita, profuga istriana e autrice di testi sulla sua terra natale.
Per tutta la sua attività, profondamente legata alla città della Torre, aveva ricevuto nel 2016 il premio “Radici del territorio”.
Se ne va con lui uno degli ultimi epigoni di una generazione che ha visto nell'arte, nell'insegnamento, nella crescita culturale un elemento di promozione e di arricchimento per la vita di ciascuno.
La sua voglia di non confinare l'ambito artistico in una ristretta cerchia di specialisti è bene rappresentata da uno dei suoi ultimi testi, “Il bambino nell'arte figurativa” uscito per le edizioni Ets.
Mancherà alla nostra città la sua figura di didatta, affabulatore dell'arte e formatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nato nel 1922 a Pisa, ha svolto per molti anni, e con grande passione, la professione di insegnante elementare.
Molte generazioni di pisani sono cresciute affidate alle sue cure di maestro, sempre impegnato a trarre da ciascuno quanto di meglio riusciva a intravedere nelle piccole personalità in formazione.
Si è interessato in maniera approfondita alla poesia e alle arti figurative, pubblicando anche due libri di sue liriche.
Fondatore nel 1956, con altri intellettuali ed artisti pisani, del gruppo artistico letterario “La Soffitta” e del “Premio Pisa”, è stato collaboratore per molti anni de “Il giornale del Mattino” e corrispondente per Pisa e Livorno della rivista “Le Arti” di Milano, occupandosi dei maggiori autori ed artisti del periodo.
Fino a tempi recenti ha proseguito nella sua attività di critico presentando l'opera di diversi autori, tra cui Emily Dickinson, Vittorini, Griselli, Viviani.
Si è dedicato con passione a diffondere l'opera della moglie Anita, profuga istriana e autrice di testi sulla sua terra natale.
Per tutta la sua attività, profondamente legata alla città della Torre, aveva ricevuto nel 2016 il premio “Radici del territorio”.
Se ne va con lui uno degli ultimi epigoni di una generazione che ha visto nell'arte, nell'insegnamento, nella crescita culturale un elemento di promozione e di arricchimento per la vita di ciascuno.
La sua voglia di non confinare l'ambito artistico in una ristretta cerchia di specialisti è bene rappresentata da uno dei suoi ultimi testi, “Il bambino nell'arte figurativa” uscito per le edizioni Ets.
Mancherà alla nostra città la sua figura di didatta, affabulatore dell'arte e formatore.
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