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Una firma per rilanciare il turismo congressuale

Una firma per rilanciare il turismo congressuale

PISA. Una università pubblica, due scuole d’eccellenza, diversi centri di ricerca. Di ragioni per diventare una delle grandi mete del turismo congressuale Pisa ne ha parecchie, e vuole metterle a...

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PISA. Una università pubblica, due scuole d’eccellenza, diversi centri di ricerca. Di ragioni per diventare una delle grandi mete del turismo congressuale Pisa ne ha parecchie, e vuole metterle a frutto velocemente. Ed è per questo motivo che ieri mattina il Comune e il Pisa Convention Bureau, l’istituzione no profit nata nel 2013 proprio per promuovere e facilitare il turismo d’affari all’ombra della Torre Pendente, hanno stretto un sodalizio attraverso la sigla di un protocollo di intesa.

«Pisa è il luogo ideale in cui organizzare un congresso – ha commentato il presidente del Pisa Convention Bureau Roberto Tommasoni – per la sua storia, la sua arte e il suo ricco ambiente culturale, ma anche per le sue dimensioni e la sua facile accessibilità». Eppure, come sottolineato dall’assessore al turismo Paolo Ghezzi, nonostante i presupposti favorevoli, la città non appare tra le realtà italiane più gettonate dalla cosiddetta meeting industry, che a Pisa preferisce città come Roma, Milano, Firenze, Napoli. «Le ragioni sono abbastanza ovvie e fanno capo a questioni logistiche – ha commentato il vicesindaco facendo riferimento alle maggiori dimensioni e capacità organizzative delle città in questione –. Non pretendiamo di tenere testa a grandi centri come questi, ma siamo consapevoli di avere grandi potenzialità. Se non in termini di capienza (i maggiori centri congressuali di Pisa, Palazzo dei Congressi e hotel Galilei possono ospitare rispettivamente 1.000 e 600 persone alla volta) perlomeno in termini di offerta, e da oggi ancora di più».

Come ha infatti ricordato la manager di rete del Pisa Convention Bureau, Laura Balbarini, ai primi posti nella scala dei requisiti di una buona destinazione per eventi congressuali si trova proprio la collaborazione tra Convention Bureau e istituzioni locali, «che tranquillizza soprattutto gli organizzatori stranieri, rendendo quella meta più appetibile». Il sodalizio tra il Comune di Pisa e la rete di imprese che facilita l’organizzazione di eventi, d’altronde, è una delle azioni auspicate da Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Federcongressi in un vademecum indirizzato a chi opera nel settore del turismo congressuale. «Con la firma di questo importante protocollo – ha concluso Tommasoni – non vengono richiesti finanziamenti, ma condivisione di una cultura e di un obiettivo per la città, con l’auspicio che Pisa possa diventare la sede ideale per gli eventi di molte organizzazioni».

Enza Chiappone

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