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«La Darsena Europa è un’opportunità di sviluppo per Pisa»

«La Darsena Europa è un’opportunità di sviluppo per Pisa»

Bonadio (Comitato Alto Tirreno): rilancio delle aree industriali dal potenziamento del porto. Nel bando anche studi ambientali 

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PISA. Lo sviluppo dei porti e l’integrazione con la rete ferroviaria nazionale. Passa necessariamente da qui il futuro della costa toscana e Pisa ha tutte le possibilità per un ruolo da protagonista, grazie alla sua posizione baricentrica e alle infrastrutture di cui è già dotata. Di questo è convinto l’ingegner Giovanni Bonadio, rappresentante del consiglio regionale nel Comitato portuale Alto Tirreno, composto dai rappresentanti dei Comuni partecipanti (Livorno e Piombino), della Regione Toscana e della Capitaneria di Porto. Nella governance del sistema portuale è anche una sorta di “antenna di Pisa”, sua città di adozione.

In questi giorni è stato pubblicato sulla Gazzetta Europea il bando per assegnare l’incarico della progettazione della parte pubblica della Darsena Europa, ovvero il potenziamento del porto di Livorno.

Un’operazione da oltre 500 milioni di euro (tra parte pubblica e parte privata), «che si svolge a Livorno, ma che riguarda tutta la costa toscana, Pisa compresa. Ripeto sempre - aggiunge Bonadio - che un sistema portuale è fatto per il 50% di opere a mare e per l’altro 50% di opere a terra, dunque di collegamenti infrastrutturali con i mercati di provenienza e destinazione delle merci».

Ma intanto a preoccupare il versante pisano sono i possibili effetti del maxi-porto sul litorale da Calambrone a Marina, in particolare il rischio di un’accentuazione dell’erosione costiera che metterebbe in crisi il settore balneare. «Il bando - spiega Bonadio - comprende anche gli studi ambientali e quelli per i dragaggi. Sull’impatto ambientale dovranno essere date tutte le assicurazioni e la Regione per prima vuole farsi garante degli interessi generali del territorio».

Accanto alle garanzie di tutela ambientale, Bonadio invita Pisa a pensare alle opportunità che Darsena Europa può aprire, «soprattutto nell’ottica della valorizzazione della vocazione turistica del litorale». Sono due i fronti principali per i quali il progetto portuale potrebbe essere utile attraverso accordi specifici. Uno è l’utilizzo delle sabbie che saranno dragate per approfondire i fondali del porto e che potranno essere utilizzate per un ripascimento sostanzioso delle zone del litorale pisano più insidiate dall’erosione marina. L’altro è il potenziamento delle infrastrutture del litorale, a partire dall’ammodernamento del cavalcavia di Calambrone che peraltro è utile anche alla viabilità del porto.

Dentro il circuito delle acque interne, il potenziamento del porto di Livorno, secondo Bonadio, diventerà anche «un’occasione per lo sviluppo del trasporto merci lungo il canale dei Navicelli, con approdo nella Darsena Pisana già attrezzata per essere un grande punto di riferimento per stoccaggio e logistica nell’area Pisa-Lucca-Viareggio, il fulcro di un sistema di city logistic. Peraltro, nell’area dei Navicelli, è stato anche riattivato il binario collegato con la linea ferroviaria nazionale».

Proprio le sinergie porto-ferrovia sono l’altro aspetto che potrà portare vantaggi all’economia pisana, attraverso le aree industriali di Ospedaletto e Montacchiello, interessando anche il territorio cascinese fino all’area di Pontedera. «Rete ferroviaria italiana ha stanziato le risorse economiche - annuncia Bonadio - per uno studio di fattibilità del collegamento ferroviario tra l’Interporto di Guasticce e la linea Pisa-Firenze attraverso la riattivazione della Pisa-Collesalvetti. Un collegamento per il trasporto delle merci su ferro che interessa Pisa, visto che lo studio di fattibilità comprende anche la costruzione di una nuova stazione nell’area di Montacchiello».

In altre parole, il retroterra del porto di Livorno, dunque le aree industriali pisane, come snodo delle merci dirette ai grandi mercati del centro-nord Italia e del nord Europa. Uno scenario che stimola notevoli appetiti e che vede anche la Regione Liguria impegnata ad attrezzarsi, sebbene la Toscana stia cercando di anticipare la concorrenza attraverso, tra l’altro, un protocollo d’intesa con la Regione Emilia Romagna e Rfi per l’ampliamento delle gallerie della direttissima tra Prato e Bologna.

«La sfida dello sviluppo si gioca su macro-aree e nella concorrenza tra grandi sistemi, e questo è l’orizzonte dentro il quale deve ragionare e muoversi anche l’intera costa toscana», chiosa Bonadio. Nelle stanze istituzionali, a cominciare dalla commissione costa presieduta da Antonio Mazzeo, i lavori sono in corso. L’obiettivo è favorire l’inserimento di Pisa nel sistema portuale dell’Alta Toscana, costituendo un comitato di coordinamento che includa anche un rappresentante locale.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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