Il dolore
Bancarelle, respinta da Confesercenti l’ipotesi largo Griffi
È l’unica soluzione proposta dal Comune per le 90 attività Si tratta di una collocazione temporanea in attesa dell’Umi 1
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PISA. Sarebbe l’Umi 1 (la zona dell’ex pronto soccorso) l’unica area commerciale prevista nel progetto di vendita e recupero del Santa Chiara, la sede definitiva delle bancarelle del Duomo. Questo è quanto proposto dall’amministrazione comunale nella discussione per il nuovo piano del commercio su aree pubbliche, discussione che ormai da molti mesi vede impegnate le associazioni di categoria. Area che prenderebbe il posto di quella presente nel piano in vigore (da 16 anni) e cioè la caserma Bechi Luserna.
Ma la strada verso l’approvazione del nuovo piano del commercio è tutt’altro che in discesa visto che prima della sede definitiva ne è prevista un’altra temporanea che le associazioni di categoria hanno respinto; per avere a disposizione l’Umi 1, infatti, bisogna ancora attendere il soggetto che costruirà il nuovo ospedale di Cisanello e che dovrà poi occuparsi anche della vendita e riconversione del Santa Chiara. L’ipotesi temporanea proposta dall’amministrazione comunale nell’ultimo tavolo di concertazione prevede di collocare non solo le attuali bancarelle di piazza Manin, ma tutte le altre presenti nell’area (via Cammeo, via Maffi e piazza Arcivescovado, per un totale di circa 90 attività), in largo Cocco Griffi con una riorganizzazione completa di questa zona. Riorganizzazione che restringerebbe il camminamento pedonale a ridosso delle mura e del cimitero ebraico, per poi collocare i banchi con dimensioni minori delle attuali.
Questo vorrebbe quindi dire nuove strutture per gli operatori trasferiti e per quelli che già si trovano in largo Cocco Griffi. «Una proposta che in questi termini non possiamo che respingere – è il commento secco di Giulio Garzella, coordinatore pisano di Anva Confesercenti –. Al di là del fatto che, ad oggi, non abbiamo potuto discutere su un progetto reale, visto che si parla di strutture di due metri per due circa, resta il fatto che questa soluzione è totalmente inadeguata per gli operatori. Con largo Cocco Griffi che verrebbe trasformato in un labirinto di banchi non certo di facile fruizione dai turisti. Considerato che, comunque, avrebbero un percorso pedonale esterno al mercato. Senza considerare che siamo di fronte all’ennesima collocazione temporanea in attesa di una definitiva tutt’altro che certa. Collocazione temporanea a dir poco penalizzante».
Confesercenti respinge questa soluzione rilanciando sull’ipotesi dell’area dell’ospedale a ridosso di Piazza dei Miracoli, quella attualmente occupata dalle cappelle mortuarie. «Il nostro progetto per quell’area è da moltissimi mesi sul tavolo dell’amministrazione comunale e ricalca fedelmente quello già approvato nel 1996 con il via libera del ministero dei Beni culturali – dice ancora il coordinatore degli ambulanti –. Nessuno ci ha ancora risposto. Voci dicono che abbia avuto il veto della Soprintendenza, ma non c’è mai stato comunicato niente. Non si è voluto nemmeno aprire un dialogo per capire i margini di manovra su questa ipotesi. Senza dimenticare che attendiamo ancora la relazione del comitato interistituzionale per il decoro chiamato a definire quali aree nella zona del Duomo siano compatibili o meno con il commercio ambulante. Il silenzio è totale, rotto solo da questa proposta irricevibile. E intanto le imprese stanno morendo, mentre a Palazzo Gambacorti si continua a rimandare ogni forma di dialogo».
Ma la strada verso l’approvazione del nuovo piano del commercio è tutt’altro che in discesa visto che prima della sede definitiva ne è prevista un’altra temporanea che le associazioni di categoria hanno respinto; per avere a disposizione l’Umi 1, infatti, bisogna ancora attendere il soggetto che costruirà il nuovo ospedale di Cisanello e che dovrà poi occuparsi anche della vendita e riconversione del Santa Chiara. L’ipotesi temporanea proposta dall’amministrazione comunale nell’ultimo tavolo di concertazione prevede di collocare non solo le attuali bancarelle di piazza Manin, ma tutte le altre presenti nell’area (via Cammeo, via Maffi e piazza Arcivescovado, per un totale di circa 90 attività), in largo Cocco Griffi con una riorganizzazione completa di questa zona. Riorganizzazione che restringerebbe il camminamento pedonale a ridosso delle mura e del cimitero ebraico, per poi collocare i banchi con dimensioni minori delle attuali.
Questo vorrebbe quindi dire nuove strutture per gli operatori trasferiti e per quelli che già si trovano in largo Cocco Griffi. «Una proposta che in questi termini non possiamo che respingere – è il commento secco di Giulio Garzella, coordinatore pisano di Anva Confesercenti –. Al di là del fatto che, ad oggi, non abbiamo potuto discutere su un progetto reale, visto che si parla di strutture di due metri per due circa, resta il fatto che questa soluzione è totalmente inadeguata per gli operatori. Con largo Cocco Griffi che verrebbe trasformato in un labirinto di banchi non certo di facile fruizione dai turisti. Considerato che, comunque, avrebbero un percorso pedonale esterno al mercato. Senza considerare che siamo di fronte all’ennesima collocazione temporanea in attesa di una definitiva tutt’altro che certa. Collocazione temporanea a dir poco penalizzante».
Confesercenti respinge questa soluzione rilanciando sull’ipotesi dell’area dell’ospedale a ridosso di Piazza dei Miracoli, quella attualmente occupata dalle cappelle mortuarie. «Il nostro progetto per quell’area è da moltissimi mesi sul tavolo dell’amministrazione comunale e ricalca fedelmente quello già approvato nel 1996 con il via libera del ministero dei Beni culturali – dice ancora il coordinatore degli ambulanti –. Nessuno ci ha ancora risposto. Voci dicono che abbia avuto il veto della Soprintendenza, ma non c’è mai stato comunicato niente. Non si è voluto nemmeno aprire un dialogo per capire i margini di manovra su questa ipotesi. Senza dimenticare che attendiamo ancora la relazione del comitato interistituzionale per il decoro chiamato a definire quali aree nella zona del Duomo siano compatibili o meno con il commercio ambulante. Il silenzio è totale, rotto solo da questa proposta irricevibile. E intanto le imprese stanno morendo, mentre a Palazzo Gambacorti si continua a rimandare ogni forma di dialogo».
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