Il Tirreno

Pisa

Ora è pugno di ferro contro il degrado

di Francesco Loi
Ora è pugno di ferro contro il degrado

Il Tirreno con la polizia municipale durante il pattugliamento

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PISA. Sono in cinque, tutti giovani africani. Stanno seduti sul bordo della fontana di piazza della Stazione. Discutono tranquillamente. Gli agenti si avvicinano. In mano il testo dell’ordinanza anti-bivacchi. «Qui non potete stare», dicono e poi spiegano perché. I cinque si alzano e si spostano di qualche metro, in piedi. Pomeriggio in zona stazione, tra piazza Vittorio e viale Gramsci. Due pattuglie della polizia municipale (tre agenti ciascuna) sono impegnate in quelli che sono diventati controlli fissi dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza per contrastare il degrado, altro lato della stessa medaglia, quella della sicurezza.

«È vietato sedersi, sdraiare o dormire sul suolo pubblico», e poi «è vietato il consumo di bevande alcoliche in strade e piazza aperte al pubblico transito», si legge sui cartelli affissi qua e là sui loggiati, ora scritti anche in inglese ed in francese.

Una settimana dall’entrata in vigore dell’ordinanza. Poco per un bilancio, sufficiente per una prima impressione. «Qualcosa in meglio si vede - fanno notare dagli uffici comunali - ma ci vuole tempo e pazienza per cambiare i comportamenti». In media sono una settantina ogni giorno le persone contattate, tra extracomunitari ed italiani dalla socialità difficile, nel quartiere della stazione.

Sono quelle che si vedono anche ora tra gallerie e stradine. «La maggior parte si adegua, ma resta uno zoccolo duro, circa una ventina, di recalcitranti: vengono qui apposta per le loro attività illecite, non è solo un modo per passare la giornata». Alcuni, quattro o cinque, sono già stati segnalati alla questura.

In piazza della stazione si notano anche i mezzi dell’Esercito per l’operazione “Strade sicure”. Chiedono i documenti a tre uomini seduti sulle panchine blu, lunghe ed invitanti per sdraiarsi. Uno dei punti critici, primi segnali di un biglietto da visita sbagliato per chi entra in città. Ma il correttivo, spiegano da Palazzo Gambacorti, è in arrivo: «A metà panchina sarà posto un divisorio con un tavolino», un ostacolo per le dormite. Nella zona non ci sono solo spacciatori e sbandati. C’è anche qualche clochard. «Di queste situazioni si occupa l’unità di strada della Società della Salute, a cui abbiamo chiesto di intensificare il servizio di contatto».

Gli agenti della municipale si aggirano tra i loggiati di viale Gramsci, lungo i banchi del mercatino diventato quotidiano, accanto a bar, tabacchi, minimarket. «Sicuramente il mercatino ci dà una mano con l’occupazione fisica del luogo», dice un agente indicando la galleria-lato mare stranamente sgombra di individui dalle dubbie intenzioni. «E anche la rimozione delle rastrelliere per le biciclette: le giravano facendole diventare comode sedute». Il giro prosegue. L’assembramento più sospetto ora sembra essersi spostato alla fine del loggiato destro guardando la stazione. «Sì, è il punto più delicato». Dentro piazza Vittorio Emanuele II, qualcosa è cambiato. I loggiati dell’ex Provincia, luogo classico di bivacco sugli scalini, sono liberi. Ci sono i migranti ospiti della Croce Rossa nella vicina struttura ex Cpt, «ma sono i più tranquilli, infatti li potete vedere seduti regolarmente sulle panchine dei giardinetti». Sono una decina, giovani, scherzano tra loro, hanno gli occhi fissi sui cellulari. In piazza invece è spesso la statua del re a funzionare da calamita per soste prolungate. Un conto sono gli stranieri che si riposano per una decina di minuti prima di riprendere i loro tour, e ce ne sono un paio, un altro conto i gruppetti di magrebini che girano, “sistemano” qualche affare, piazzano qualche bustina e tornano lì. «L’idea è quella di recintare la statua con una struttura leggera, ma comunque in grado di impedire lo stazionamento delle persone, anche perché nella piazza ci sono comunque le panchine. Vediamo cosa ci dirà al proposito la Sovrintendenza», è il progetto comunale. Sotto il palazzo delle Poste, da qualche tempo non si vedono più i venditori di cappellini e cianfrusaglie.

Le pattuglie della municipale, in divisa, stanno per completare il controllo pomeridiano, sette giorni su sette. «Prima di mezzogiorno è difficile che certe persone si presentino in zona». Per un’altra decina di giorni soprattutto spiegheranno e dialogheranno. Poi inizieranno a scattare le sanzioni. Intanto i colleghi si preparano per il secondo giro di controlli. Questo in borghese e dedicato agli esercizi commerciali della zona. Dall’anti-bivacco all’anti-alcol fuori dai locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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