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Pisa

san francesco da salvare 

Appello dell’arcivescovo per la chiesa

Appello dell’arcivescovo per la chiesa

Monsignor Benotto a prefetto e assessore: mettetevi d’accordo

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PISA. Un’occasione più unica che rara quella che si è presentata l’altro giorno all’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, quando si è trovato davanti durante la festa di San Francesco d’Assisi il prefetto Angela Pagliuca e l’assessore comunale ai lavori pubblici e bilancio Andrea Serfogli. E il monsignore non si è fatto scappare la chance di lanciare un forte appello per la chiesa di San Francesco, chiusa dall’aprile dell’anno scorso.

«Vorrei dare una speciale benedizione – ha detto l’arcivescovo – a chi può e deve, in qualche modo, provvedere alla chiesa di San Francesco. Il Signore disse a Francesco “Va e ripara la mia chiesa…”. Ora è Francesco che dice a tutti: “Guardate un po’ se vi mettete d’accordo per mettere in sicurezza e riaprire la mia chiesa”. Una battuta, seguita da un fragoroso applauso con monsignor Benotto che ha proseguito: «La forza di Dio è sempre un sostegno importante e indispensabile, ecco perché la mia benedizione vuole arrivare al cuore, alla mente, alla voglia, alla disponibilità, alle tasche, anche, di chi può e deve pensare a questa chiesa, che rischia davvero di franare. Quando si dice “ma vien già tutto, vien giù tutto” e poi non viene giù tutto, si dice: “Ma intanto sta in piedi. No! Viene giù tutto”. Si pensa che certi edifici non collassino mai, e si lasciano stare così, fino a quando poi le cose non collassano e a quel punto poi è inutile stare a piangere sulle cose morte. La mia benedizione è per chi può e per chi strutturalmente è chiamato a fare qualcosa per la chiesa di San Francesco».

Parole pesanti, quelle dell’arcivescovo di Pisa, che è intervenuto sulla spinosa questione della chiesa che è di proprietà dello Stato e sulla quale l’arcidiocesi non ha nessuna giurisdizione. In questo arco di tempo non è stato fatto quasi niente tant’è che i lavori per riaprirla non sono ancora iniziati, e non si sa quando inizieranno, non essendoci nemmeno una data ipotizzabile.

Intanto, in estate dei balordi, usando le impalcature messe a protezione della facciata, sono saliti in cima alla facciata imbrattandola con una scritta.



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