Sicurezza
Scrigni del gusto da scoprire in città e provincia
di CRISTIANO MARCACCI
Numerosi i locali protagonisti dell’edizione 2018 della Guida ai sapori e ai piaceri della regione
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La Toscana vissuta e apprezzata di boccone in boccone. Attraverso i suoi innumerevoli scrigni del gusto. È la nuova “Guida ai sapori e ai piaceri della regione” edita da “la Repubblica” (acquistabile in tutte le edicole, solo in abbinamento al quotidiano, al prezzo suppletivo di 9,90 euro) e dal Gruppo Editoriale Gedi. Quasi seicento pagine dedicate alle eccellenze enogastronomiche delle varie province, unite alle ricette degli chef, alle “Botteghe del Gusto”, agli itinerari turistici (anche in bicicletta) e ai consigli utili per un soggiorno da ricordare. «Per una guida come quella che è disponibile da qualche giorno nelle edicole – spiega il direttore Giuseppe Cerasa – la Toscana è forse il luogo adatto per trovare spunti, storie, prodotti, per raccontare quali innovazioni transitano in cucine stellate e in bellissime trattorie di campagna. Per scoprire insomma il bello e il meglio del made in Italy, declinati anche sotto forma di itinerari e di distretti produttivi». Ben 737 i ristoranti che vengono recensiti all’interno della guida. Di ognuno vengono riportate la localizzazione (con nome, indirizzo, sito internet e telefono), le informazioni relative a chiusura settimanale, chiusura per ferie, numero di coperti e fascia di prezzo e la descrizione dell’esercizio e del menù, di cui viene sottolineato per ognuno il “piatto da non perdere”.
In città. Sono tredici i locali presi in considerazione dalla guida nella città di Pisa. Per chi ama la pasta e, soprattutto, gli spaghetti, si consiglia le “Bandierine”, in via Mercanti, mentre a pochi passi dal teatro Verdi è raccomandabile la sosta da “Bernardo”, in piazza San Paolo all’Orto, definito “luogo ideale per una cena romantica e per chi cerca tranquillità”. Poi figurano la “Biosteria 050” in via San Francesco, con cucina biologica a chilometri zero, la “Clessidra” in via del Castelletto, con piatti di carne e pesce in un ambiente suggestivo, tra ampie sale con soffitti a volta e lunghe tende alle finestre, il “Colonnino” in via Sant’Andrea, il cui nome deriva da un reperto archeologico di derivazione etrusca venuto alla luce durante i lavori di ristrutturazione, la “Culegna” in via Mercanti (pochi piatti ma ben fatti e tutti ispirati alla tradizione), “Meloria Fried & Fish” in via Cavalca per chi ama la frittura di pesce, e “Numeroundici” in via San Martino, in cui i clienti fanno da soli, nel senso che si siedono dove trovano posto, si apparecchiano in totale autonomia e poi ordinano scegliendo dall’assortimento di piatti riportati su una lavagna. Completano il quadro cittadino l’“Osteria dei Cavalieri” in via San Frediano, la cui forza sta nella ricchezza del menù proposto, sapientemente equilibrato tra piatti di terra e di mare, il “Peperoncino” in via Santa Maria, che presenta la tradizione toscana con qualche piacevole contaminazione mediterranea, il “Peperosa” in via Fucini, ambiente piccolo e accogliente dove sono assolutamente consigliate le pappardelle al cinghiale con scaglie di cioccolato, il “Quarto d’ora italiano” in via Santa Maria (per gli appassionati della pizza, impasto con farine selezionate e fatto lievitare per più di 48 ore) e la “Stanzina” in via Curtatone e Montanara, locale “mignon”, come si può intuire dal nome, ma accogliente.
Sul litorale. Nelle località balneari del comune di Pisa svettano “Dante e Ivana”, sul viale del Tirreno a Tirrenia, il cui fiore all’occhiello è ovviamente il pesce (alla pappa al pomodoro con bottarga del Tirreno va la dicitura “piatto da non perdere”), l“Enoteca” in via Maiorca a Marina di Pisa, dove lo chef Francesco Francalacci presenta sempre tra le proprie specialità il pescato del giorno, “Foresta” in via Litoranea a Marina di Pisa, la cui minestra di pesce alla pisana vale da sola il prezzo della cena, “Gino” in via Curzolari a Marina di Pisa, regno del pesce povero, e “Martini” in via dell’Edera a Tirrenia, cucina tradizionale ma con qualche piacevole rivisitazione (la proposta più gettonata è sicuramente rappresentata dagli spaghetti al cartoccio flambé).
In provincia. In quel di Bientina va forte l’“Osteria Taviani”, in piazza Vittorio Emanuele II, con le rielaborazioni della tradizione, come il tortello di maiale, albicocca e scampi e i passatelli in brodo di fagiano e tartufo nero. A Lavaiano (nel comune di Casciana Terme Lari) un punto di riferimento inossidabile continua ad essere la bistecca alla fiorentina di “Castero”, all’anagrafe Franco Bracaloni. I maltagliati al colombaccio del “Mocajo” a Casino di Terra continuano ad attrarre parecchia clientela, così come il piccione di Edoardo è un richiamo a cui è difficile rinunciare per quanto riguarda la “Locanda del Sole” a Querceto (nel comune di Montecatini Valdicecina). A Volterra si è guadagnato con merito la menzione Genuino Del Duca con la sua “Enoteca Del Duca” e coi suoi ravioli di ricotta dolce delle balze volterrane, mentre per il territorio di Vicopisano non può certo mancare la “Vecchia Noce”, location di grande suggestione dal momento che il locale è ospitato in un frantoio costruito alla fine del Settecento. A San Giuliano Terme, a Ghezzano (via Provinciale Calcesana), da provare la pizza della “Panacea”, mentre San Miniato cala in tavola il tris d’eccezione formato dal “Pepenero” di Gilberto Rossi, in via IV Novembre, da “Papaveri e Papere” di Paolo Fiaschi, in via Dalmazia, e dall’“Antico Ristoro Le Colombaie” di Daniele Fagiolini, in via Montanelli a La Catena. L’imbarazzo della scelta per degustare e apprezzare il vero tartufo delle colline sanminiatesi. Infine, tra le novità segnalate non poteva mancare il locale aperto a marzo in via Volterrana a Lajatico dal tenore Andrea Bocelli e dalla sua famiglia. Alle “Officine Bocelli” si può consumare un pasto completo ma anche solo fare uno spuntino, un aperitivo o una degustazione di vino da accompagnare con un tagliere di salumi e formaggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In città. Sono tredici i locali presi in considerazione dalla guida nella città di Pisa. Per chi ama la pasta e, soprattutto, gli spaghetti, si consiglia le “Bandierine”, in via Mercanti, mentre a pochi passi dal teatro Verdi è raccomandabile la sosta da “Bernardo”, in piazza San Paolo all’Orto, definito “luogo ideale per una cena romantica e per chi cerca tranquillità”. Poi figurano la “Biosteria 050” in via San Francesco, con cucina biologica a chilometri zero, la “Clessidra” in via del Castelletto, con piatti di carne e pesce in un ambiente suggestivo, tra ampie sale con soffitti a volta e lunghe tende alle finestre, il “Colonnino” in via Sant’Andrea, il cui nome deriva da un reperto archeologico di derivazione etrusca venuto alla luce durante i lavori di ristrutturazione, la “Culegna” in via Mercanti (pochi piatti ma ben fatti e tutti ispirati alla tradizione), “Meloria Fried & Fish” in via Cavalca per chi ama la frittura di pesce, e “Numeroundici” in via San Martino, in cui i clienti fanno da soli, nel senso che si siedono dove trovano posto, si apparecchiano in totale autonomia e poi ordinano scegliendo dall’assortimento di piatti riportati su una lavagna. Completano il quadro cittadino l’“Osteria dei Cavalieri” in via San Frediano, la cui forza sta nella ricchezza del menù proposto, sapientemente equilibrato tra piatti di terra e di mare, il “Peperoncino” in via Santa Maria, che presenta la tradizione toscana con qualche piacevole contaminazione mediterranea, il “Peperosa” in via Fucini, ambiente piccolo e accogliente dove sono assolutamente consigliate le pappardelle al cinghiale con scaglie di cioccolato, il “Quarto d’ora italiano” in via Santa Maria (per gli appassionati della pizza, impasto con farine selezionate e fatto lievitare per più di 48 ore) e la “Stanzina” in via Curtatone e Montanara, locale “mignon”, come si può intuire dal nome, ma accogliente.
Sul litorale. Nelle località balneari del comune di Pisa svettano “Dante e Ivana”, sul viale del Tirreno a Tirrenia, il cui fiore all’occhiello è ovviamente il pesce (alla pappa al pomodoro con bottarga del Tirreno va la dicitura “piatto da non perdere”), l“Enoteca” in via Maiorca a Marina di Pisa, dove lo chef Francesco Francalacci presenta sempre tra le proprie specialità il pescato del giorno, “Foresta” in via Litoranea a Marina di Pisa, la cui minestra di pesce alla pisana vale da sola il prezzo della cena, “Gino” in via Curzolari a Marina di Pisa, regno del pesce povero, e “Martini” in via dell’Edera a Tirrenia, cucina tradizionale ma con qualche piacevole rivisitazione (la proposta più gettonata è sicuramente rappresentata dagli spaghetti al cartoccio flambé).
In provincia. In quel di Bientina va forte l’“Osteria Taviani”, in piazza Vittorio Emanuele II, con le rielaborazioni della tradizione, come il tortello di maiale, albicocca e scampi e i passatelli in brodo di fagiano e tartufo nero. A Lavaiano (nel comune di Casciana Terme Lari) un punto di riferimento inossidabile continua ad essere la bistecca alla fiorentina di “Castero”, all’anagrafe Franco Bracaloni. I maltagliati al colombaccio del “Mocajo” a Casino di Terra continuano ad attrarre parecchia clientela, così come il piccione di Edoardo è un richiamo a cui è difficile rinunciare per quanto riguarda la “Locanda del Sole” a Querceto (nel comune di Montecatini Valdicecina). A Volterra si è guadagnato con merito la menzione Genuino Del Duca con la sua “Enoteca Del Duca” e coi suoi ravioli di ricotta dolce delle balze volterrane, mentre per il territorio di Vicopisano non può certo mancare la “Vecchia Noce”, location di grande suggestione dal momento che il locale è ospitato in un frantoio costruito alla fine del Settecento. A San Giuliano Terme, a Ghezzano (via Provinciale Calcesana), da provare la pizza della “Panacea”, mentre San Miniato cala in tavola il tris d’eccezione formato dal “Pepenero” di Gilberto Rossi, in via IV Novembre, da “Papaveri e Papere” di Paolo Fiaschi, in via Dalmazia, e dall’“Antico Ristoro Le Colombaie” di Daniele Fagiolini, in via Montanelli a La Catena. L’imbarazzo della scelta per degustare e apprezzare il vero tartufo delle colline sanminiatesi. Infine, tra le novità segnalate non poteva mancare il locale aperto a marzo in via Volterrana a Lajatico dal tenore Andrea Bocelli e dalla sua famiglia. Alle “Officine Bocelli” si può consumare un pasto completo ma anche solo fare uno spuntino, un aperitivo o una degustazione di vino da accompagnare con un tagliere di salumi e formaggi.
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