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Pisa

Pubblica Assistenza sotto choc: tragedia che ci ha sconvolti

Pubblica Assistenza sotto choc: tragedia che ci ha sconvolti

Il 22enne era volontario dal 2011 nella sezione del suo paese Il ricordo del presidente Vannozzi e del coordinatore Agostini

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VECCHIANO. La voce bassa, quasi rotta dalla commozione. Un filo di parole che esce quasi per inerzia, come se volesse comunque incontrare l’aria per non scoppiare di rabbia. Il presidente della Pubblica Assistenza di Pisa, Daniele Vannozzi, conosce bene la famiglia di Francesco Avino, il ragazzo di 22 anni morto ieri mattina in un incidente stradale. «Sono amico dei genitori – racconta –. Siamo cresciuti a Migliarino. I miei figli frequentavano Francesco e il fratello Nicola. Che disgrazia...». Già, una tragedia che ha travolto l’associazione di volontariato, dove lo studente di ingegneria prestava servizio da quando aveva compiuto 16 anni.

Vannozzi è a Bruxelles quando apprende la notizia. «L’ho saputo leggendo l’edizione on line del Tirreno – spiega –. Non so trovare le parole per descrivere il dolore che provo. Era un ragazzo d’oro. Ha sempre dato tutto se stesso per il prossimo. Lascerà un vuoto enorme in tutti noi. L’ho visto in questi giorni, perché per la mia famiglia era una presenza pressoché quotidiana». Francesco era volontario nella sezione di Migliarino, coordinata da Alessandro Agostini, anche lui sconvolto dalla notizia della morte del 22enne. «Ero al lavoro quando mi hanno telefonato – dice anche lui con un filo di voce –. Non posso crederci. Abbiamo cominciato insieme, con il corso del 2011, a fare i volontari alla Pubblica Assistenza. Ora io sono il coordinatore della sezione, ma lui era membro del comitato di sezione. Era un assiduo frequentatore dell’associazione, ma era soprattutto un amico mio e di tutti i volontari. Siamo tutti scioccati». Sensibile alla donazione di organi, Francesco ne aveva parlato anche sulla sua pagina Facebook.

Un duro colpo da digerire piombato nella quotidianità della Pubblica Assistenza e nella tranquillità della zona di via Aldo Moro a Migliarino, dove abitava con la famiglia. Un’area fatta da case a uno o due piani con tanti giardini privati e molto verde pubblico. È qui che il babbo Alessandro, che lavora in una cooperativa agricola, e la mamma Barbara, che fa la commessa, avevano scelto di crescere i loro figli. Da ieri, la casa in mattoni faccia vista è come vuota senza Francesco. E in molti hanno voluto far visita a quella famiglia distrutta dal dolore. Fra questi anche il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori: «Lo vedevo spesso al punto di pronto soccorso medico a Marina di Vecchiano. Era un ragazzo davvero speciale».

Andreas Quirici

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