Sicurezza
Gemellaggio pisano tra festival: Internet e Generazioni
PISA. “Futuro”, “Lavoro”, “Memoria”, “Famiglia”. Sono solo alcune delle parole chiave che appaiono sugli schermi della mostra realizzata dal Festival delle Generazioni e inaugurata ieri all’ex...
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PISA. “Futuro”, “Lavoro”, “Memoria”, “Famiglia”. Sono solo alcune delle parole chiave che appaiono sugli schermi della mostra realizzata dal Festival delle Generazioni e inaugurata ieri all’ex convento delle Benedettine. Nata a Firenze nel 2016, la manifestazione ha cadenza biennale e per il 2017 si sviluppa in un tour che prevede a Pisa un gemellaggio con l’Internet Festival, sviluppandone gli intenti crossmediali nella direzione delle arti visive. Il progetto consiste infatti in 200 interviste a 30 famiglie, che i registi Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni (Nanof) hanno raccolto in 6 città, a partire proprio da quelle dieci parole che appaiono sui 10 tablet e sulle pareti della sala d’Arme in piazza San Paolo a Ripa d’Arno.
Un confronto generazionale e una riflessione sulla memoria e la solidarietà, che si realizza attraverso un collage dinamico di volti diversi per età e colore, guerrieri di guai e avventure quotidiane dove l’extra-ordinario appare proprio nella vita di tutti i giorni.
Ascoltando le decine di voci che si sovrappongono, nella penombra della sala, la nostra attenzione cade su uno strano oggetto su un piccolo tavolo. «Questa è una capsula del tempo – spiega Garzella –, in cui inseriremo i messaggi dei visitatori della mostra, scritti su carta o su supporto audio. Poi a novembre 2017, qui a Pisa, la seppelliremo per recuperarla fra dieci anni, nel 2027».
«Ma la cosa più importante in questo labirinto di specchi – prosegue il regista – è il confronto in rapporto alle cose di tutti i giorni, quelle cose che siamo troppo impegnati a vivere per soffermarci ad analizzare. Si pensi alla parola “Futuro”, che appare così diversa, ad esempio, al nonno rispetto al nipote. Dal confronto si vuole far emergere, alla fine, un riconoscersi, ricostruendo a mano a mano un senso di empatia e, come conseguenza, di comunità in cui nessuno è “normale” perché ognuno è straordinario».
Un viaggio in un universo di identità e punti di vista che proseguirà domani, sempre alle ex Benedettine, con un’istallazione nella sala congressi, evento-live di digital sorytelling con il gruppo teatrale pisano “I Sacchi di Sabbia”. La mostra multimediale sarà visitabile fino a domenica.
Carlotta Lattanzi
SERVIZIO A PAGINA 9
Un confronto generazionale e una riflessione sulla memoria e la solidarietà, che si realizza attraverso un collage dinamico di volti diversi per età e colore, guerrieri di guai e avventure quotidiane dove l’extra-ordinario appare proprio nella vita di tutti i giorni.
Ascoltando le decine di voci che si sovrappongono, nella penombra della sala, la nostra attenzione cade su uno strano oggetto su un piccolo tavolo. «Questa è una capsula del tempo – spiega Garzella –, in cui inseriremo i messaggi dei visitatori della mostra, scritti su carta o su supporto audio. Poi a novembre 2017, qui a Pisa, la seppelliremo per recuperarla fra dieci anni, nel 2027».
«Ma la cosa più importante in questo labirinto di specchi – prosegue il regista – è il confronto in rapporto alle cose di tutti i giorni, quelle cose che siamo troppo impegnati a vivere per soffermarci ad analizzare. Si pensi alla parola “Futuro”, che appare così diversa, ad esempio, al nonno rispetto al nipote. Dal confronto si vuole far emergere, alla fine, un riconoscersi, ricostruendo a mano a mano un senso di empatia e, come conseguenza, di comunità in cui nessuno è “normale” perché ognuno è straordinario».
Un viaggio in un universo di identità e punti di vista che proseguirà domani, sempre alle ex Benedettine, con un’istallazione nella sala congressi, evento-live di digital sorytelling con il gruppo teatrale pisano “I Sacchi di Sabbia”. La mostra multimediale sarà visitabile fino a domenica.
Carlotta Lattanzi
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