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Pisa

Condannati per truffa due “finti” geometri

Condannati per truffa due “finti” geometri

Riconosciuti colpevoli anche di esercizio abusivo della professione, disposti i risarcimenti alle parti civili 

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PISA. Un anno con la condizionale e una provvisionale di 10mila e 5mila euro a favore delle parti civili.

È la sentenza letta ieri mattina dal giudice Paola Giovannelli nei confronti dei due imputati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa ed esercizio abusivo della professione.

Si tratta di Roberto Gamba, 64 anni e Fabrizio Palazzi, 71, entrambi di Pisa.

Secondo l’accusa le pratiche finite al centro del processo erano preparate dagli imputati, ma firmate da professionisti abilitati a loro insaputa.

Uno dei condannati all'epoca dei fatti era stato cancellato dall'albo e l'altro pur essendo diplomato non aveva mai ottenuto l'abilitazione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Roberto De Robertis (per Palazzi) e Ilaria Fiori (per Gamba). Già annunciato l’appello per Palazzi.

Secondo il legale almeno un reato si era prescritto il 30 settembre, mentre il dispositivo della sentenza è stato letto il 5 ottobre.

Tra le parti civili una risiede a Cascina. L’attività dei due era attività parallela e sommersa a scapito dei clienti. Palazzi in particolare doveva rispondere di almeno sette pratiche curate da lui, con relativo incasso di notule e acconti, ma sulle quali compariva il nome di un collega inconsapevole.

Quando si era accorto dell'escamotage impalcato dall'allora amico la sua rabbia si era tradotta in una querela.

La riprova dei presunti raggiri arrivò nel momento in cui clienti e uffici urbanistici di Pisa e San Giuliano Terme iniziarono a chiedere conto o integrazioni sull'andamento delle posizioni affidate ai professionisti, il geometra "autentico". E il geometra all’insaputa degli incarichi ricevuti venne preso alla sprovvista. E si rivolse alla Procura.

C'era poi l'episodio della truffa - a carico di entrambi gli imputati - nei confronti di una signora di Cascina. Li aveva incaricati di curarle una pratica al Genio Civile versando un acconto di mille euro.

Ma, per l'accusa, non avendo titoli per ricevere il mandato i due avrebbero dovuto rifiutare anziché accettare.

Le provvisionali concesse sono un anticipo di quello che sarà deciso dal Tribunale civile. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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