PISA. È stato arrestato nella notte fra mercoledì 4 e giovedì 5 ottobre dalla polizia stradale di Firenze l'ultimo dei ricercati nell'ambito dell'inchiesta della procura fiorentina su un'organizzazione criminale specializzata nel traffico di mezzi militari dall'Italia alla Somalia. L'uomo, un cittadino somalo, è stato bloccato alla stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella, dove era arrivato con un treno da Napoli.
Nella mattinata del 4 ottobre la Polstrada aveva arrestato con la stessa accusa tre suoi connazionali. Destinatario delle misure cautelari anche un italiano, finito ai domiciliari. Il somalo era riuscito a sfuggire alla cattura poiché non era stato trovato nella sua abitazione. Gli investigatori sono riusciti a intercettarlo nel Napoletano e ne hanno monitorato gli spostamenti fino al momento dell'arresto. L'uomo è stato bloccato alla stazione di Santa Maria Novella, mentre cercava di confondersi tra i passeggeri dopo essere sceso da un treno.
L'organizzazione criminale è stata quindi sgominata. Nella mattinata di mercoledì 4 ottobre le misure cautelari, disposte dal gip Mario Profeta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia fiorentina, avevano infatti riguardato i quattro cittadini somali oltre all'italiano, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di materiali di armamento. I quattro in carcere sono: Salah Farah, 38 anni, e Mehdi Abderahman, 33, entrambi residenti a Montopoli Valdarno (Pisa); Mohammed Issa, 33 anni, residente a Pontedera; Ammed Omar, 37 anni, residente a Signa (Firenze) ma domiciliato a Montopoli.
Agli arresti domiciliari per il reato di esportazione illecita di armamenti Denis Nuti, 45 anni, di Santa Maria a Monte, titolare di una grande officina indagata dalla polizia stradale anche con sorvoli aerei. Qui, in parte, sarebbero avvenuti gli smontaggi dei veicoli militari in pezzi poi da imbarcare su container e navi con destinazione finale Mogadiscio.
L'organizzazione criminale operava grazie all'aiuto di una rete di complici, italiani, che risultano indagati, tra i quali autodemolitori, trasportatori e spedizionieri, attivi in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Sicilia. Il gruppo criminale riusciva ad acquistare veicoli dell'Esercito fuori uso e a trasferirli in Somalia, aggirando la normativa italiana che parifica i veicoli militari a materiali di armamento - vietandone la cessione e l'esportazione in assenza di apposite autorizzazioni ministeriali -, e violando le normative internazionali internazionali che hanno disposto l'embargo verso la Somalia.