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Pisa

Pd, intese su Sonetti e Viale segretari verso la conferma

Pd, intese su Sonetti e Viale segretari verso la conferma

Ma le tensioni tra correnti non sono mancate nonostante “il patto di Roma” Cambiano gli equilibri in città, Gelli ago della bilancia per il candidato sindaco

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PISA. Alla fine le candidature unitarie ci sono. Massimiliano Sonetti verso la riconferma alla segreteria provinciale e Giovanni Viale verso quella comunale. Ma dopo il “patto di Roma” della scorsa settimana, terminata con una complessa quadra per gli equilibri tra correnti e sottocorrenti, tra renziani “tradizionali” (leader Federico Gelli) e renziani “innovativi” (leader Antonio Mazzeo), con lo sguardo interessato della minoranza orlandiana, la giornata di lunedì è stata per il Pd pisano più densa di fibrillazioni del previsto.

Alle 20 scadevano i termini per presentare le candidatura con relative firme nella sede di via Fratti. In corso d’opera lo slittamento della scadenza alle 23,59 (come nel resto della regione). E nel mezzo la direzione provinciale, già convocata, che saltava in extremis per impegni del segretario regionale Dario Parrini. Un altro segnale che non era tutto rose e fiori. Al culmine della tensione, intorno alle 19 di sera, i messaggi che arrivavano da una parte e dall’altra: i renziani “innovativi” su un fronte (definiti gli “intransigenti” dagli oppositori) e sull’altro fronte quelli “tradizionali”, con il supporto della maggioranza degli orlandiani.

«Non vogliono rispettare gli accordi», facevano sapere gli uni. «Non vogliono rispettare gli accordi», ripetevano pari pari gli altri. Uno stallo che rischiava di far tramontare ogni possibile convergenza.

Mazzeo aveva già annunciato di fare un passo indietro accettando Sonetti, i Dems (gli orlandiani) avevano fatto più o meno la stessa mossa su Viale. Ma la corda è stata tirata fino all’ultimo minacciando un ripensamento: via la fiducia a Sonetti su un fronte, una candidatura anti-Viale sull’altro, con i nomi degli assessori Ferrante e Capuzzi che cominciavano a girare. Mosse e contromosse con al centro il vero obiettivo della contesa, ovvero la rappresentanza nelle assemblee che usciranno dai congressi (circoli, comunale e provinciale), da tenersi secondo regolamento del partito dal 12 al 22 ottobre prossimi.

Quanti esponenti renziani e quanti alla minoranza? Punto di riferimento le primarie nazionali, ma qui è spuntato il problema: considerare i risultati delle consultazioni aperte (minoranza al 23%) oppure i risultati degli iscritti (60 i renziani e 40 gli orlandiani), come si era impegnato Sonetti con la minoranza? La trattativa si è conclusa con un 65-35, un’intesa in linea con il “patto di Roma” che chiude il duello sui congressi e apre ancor più la discussione sulla gestione del partito (e candidatura a sindaco) verso le elezioni comunali della prossima primavera. Nel frattempo gli orlandiani, che sottolineano «di aver agito responsabilmente per l’unità del partito oltre ogni personalismo», ribadiscono a Viale la richiesta «di cambiare passo sulla gestione del partito».

Il tandem Mazzeo-Parrini, numeri alla mano, tiene ancora in pugno il partito. Mentre gli orlandiani vedono crescere il loro asse con i renziani “dialoganti”. Anche perché il “patto di Roma”, sul quale lo stesso Matteo Renzi ha vigilato, ha spostato il peso delle scelte cittadine dalla parte di Federico Gelli e del suo uomo di fiducia, ovvero il “dialogante” Sonetti. Un cambio non da poco negli equilibri delle componenti renziane in città.

La strategia verso le amministrative vede al primo punto anzitutto l’alleanza con Mdp e Paolo Fontanelli, considerata necessaria per mantenere il governo di Pisa. Al di là dei programmi, il nome del candidato resta l’ago della bilancia per arrivare ad un’intesa. A Gelli il compito principale di condurre la partita, con il comitato dei saggi coordinato da Ermete Realacci che continua il suo lavoro di ascolto della città. Senza il nome giusto, che può star bene agli alleati (e anche agli altri renziani), il deputato, uomo forte del Pd pisano, sa che potrebbe dover scendere in campo in prima persona.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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