Il Tirreno

Pisa

Bimbi “motosi” e università «Nessun aiuto da Pisa»

di Claudio Marmugi
Bimbi “motosi” e università «Nessun aiuto da Pisa»

La denuncia di Valerio Dainelli, 19 anni, che ha perso tutto nella tragica alluvione «Il bando per le agevolazioni scadeva il 15 settembre: niente proroga per noi»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sorpresa amara per i “bimbi motosi”. La Regione Toscana al momento non ha previsto niente per andare incontro al diritto allo studio universitario di quei ragazzi livornesi che hanno perso tutto nell’alluvione del 10 settembre. A scoprirlo è stato Valerio Dainelli, bimbo “motoso al quadrato”, che ha spalato tanto fango nei giorni dopo il nubifragio e lo ha spalato principalmente da casa sua, in via Pacinotti 52 ad Ardenza, distrutta, anzi, devastata dalla catastrofe.

Valerio è una di quelle persone vive per miracolo. La madre Lisa, che vive al nord da diversi anni, ce lo ha ripetuto più volte: «Lui, suo padre e sua nonna hanno rischiato di morire in pochi istanti e hanno perso tutto. Tutto». Non a caso Valerio, 19 anni, da venti giorni vive in un alloggio di fortuna temporaneo, messo a disposizione dal Comune di Livorno a Calambrone. E insieme alle sventure portate dal maltempo, su di lui si stanno iniziando ad abbattersi anche quelle burocratiche tipiche di chi subisce una catastrofe imprevista. Nel suo caso, la domanda per la borsa di studio e per la mensa gratuita al Dsu Toscana (l’Azienda regionale per il diritto allo studio della Toscana) scadeva il 15 settembre (quattro giorni dopo la sciagura) e non è stata prevista nessuna proroga per gli aventi diritto colpiti dall’alluvione. Il controsenso kafkiano scaturisce dal fatto che il Dsu, ente pubblico che su parametri nazionali dovrebbe garantire il diritto allo studio, fa capo alla Regione Toscana, il cui governatore Enrico Rossi è anche il commissario straordinario per l’alluvione di Livorno.

Ma ricostruiamo con ordine la vicenda. Dainelli si diploma all’Iti a giugno con profitto, decide di fare il test d’ingresso alla facoltà di medicina e intanto inizia a frequentare il corso di “Scienze naturali”. Nei suoi progetti c’è quello di presentare, entro la metà di settembre, una documentazione per richiedere una agevolazione per “reddito”. Ma alle prime luci di domenica 10 un torrente di acqua e fango gli piomba in casa sottraendo a lui e ai suoi cari ogni bene, ogni ricordo. «Lo ammetto, nei giorni dell’alluvione non ho pensato all’università – racconta Valerio – ho cercato solo di lavorare per recuperare qualcosa dalla nostra abitazione e, alla fine, non ho recuperato niente». Valerio si presenta nei giorni successivi a Pisa, alla sede del Dsu, dove gli fanno notare che il bando è chiuso. L’iscrizione doveva essere fatta on line: è una procedura telematica regolata da un software, non prevede iscrizione tramite impiegati allo sportello e quindi è escluso. Lo stupore del ragazzo sta nello scoprire che la stessa Regione Toscana non ha previsto, almeno per il momento, nessun tipo di agevolazione per chi ha perso tutto nell’alluvione (cosa che invece fu disposta negli anni precedenti per gli studenti terremotati). Dal Dsu ci fanno capire che la questione è delicata e che non è una problematica che il ragazzo avrebbe potuto risolvere, comunque, in una mattinata allo sportello.

Sul fatto che non siano stati previsti interventi straordinari per i “bimbi motosi”, il provvedimento non rientra nei poteri del Dsu ma della Regione, che delibera e detta le linee guida di comportamento. «Com’è possibile – si chiede Valerio – che non siano stati previsti dalla legge casi come il mio che non ho più niente?». La domanda è per il commissario straordinario per l’alluvione di Livorno, il governatore della Toscana Enrico Rossi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa