Attenzione
Arpat: inquinamento nel sito della Colombo
PISA. Il 29 settembre Arpat ha pubblicato sul suo sito una relazione in cui si rileva la «presenza di microinquinanti in alcuni terreni ad Ospedaletto» attribuita alle attività industriali svolte...
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PISA. Il 29 settembre Arpat ha pubblicato sul suo sito una relazione in cui si rileva la «presenza di microinquinanti in alcuni terreni ad Ospedaletto» attribuita alle attività industriali svolte dalla Carlo Colombo, multinazionale che lavora il rame e che ha chiuso improvvisamente nel 2016 per trasferirsi in Lombardia. «La Colombo licenziò una settantina di persone senza nemmeno dar loro la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali», scrivono in una nota i gruppi Sì-Toscana a sinistra, Rifondazione comunista ed Una città in comune, che aggiungono: «Come avevamo denunciato, il comportamento tenuto da questa multinazionale è purtroppo un classico: spremere un territorio e poi andarsene, lasciando un deserto. Lavoratori e lavoratrici a casa e un territorio inquinato».
Il Comune di Pisa, si legge ancora, «è stato informato per gli eventuali provvedimenti di competenza, ma a questo punto ci chiediamo quanto ha vigilato: a noi risulta che abbia ignorato la nostra richiesta di un controllo da parte degli enti preposti sullo stato dell’area, controllo che avevamo chiesto per garantire che fosse adeguatamente bonificata e messa in sicurezza. Ma sono tutte le istituzioni di governo del territorio che devono rispondere, comprese Regione e Provincia. Tutte sono state assenti, nessuna ha dato risposta, e tutte sono governate dal Pd, in base ad uno schema secondo cui si “fa sviluppo” stendendo un tappeto rosso alle imprese, mai costrette a prendere impegni precisi nei confronti dei territori che alimentano la loro crescita. A questo punto è necessario chiarire ulteriormente qual è il quadro dell’inquinamento sul sito della Carlo Colombo. E quali sono le responsabilità delle amministrazioni Pd? Tanto al Comune quanto alla Regione, con due interrogazioni, chiediamo quali azioni intendano intraprendere affinché i danni ambientali ed i costi del risanamento non ricadano sulla collettività, ma siano addebitati alla Carlo Colombo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Comune di Pisa, si legge ancora, «è stato informato per gli eventuali provvedimenti di competenza, ma a questo punto ci chiediamo quanto ha vigilato: a noi risulta che abbia ignorato la nostra richiesta di un controllo da parte degli enti preposti sullo stato dell’area, controllo che avevamo chiesto per garantire che fosse adeguatamente bonificata e messa in sicurezza. Ma sono tutte le istituzioni di governo del territorio che devono rispondere, comprese Regione e Provincia. Tutte sono state assenti, nessuna ha dato risposta, e tutte sono governate dal Pd, in base ad uno schema secondo cui si “fa sviluppo” stendendo un tappeto rosso alle imprese, mai costrette a prendere impegni precisi nei confronti dei territori che alimentano la loro crescita. A questo punto è necessario chiarire ulteriormente qual è il quadro dell’inquinamento sul sito della Carlo Colombo. E quali sono le responsabilità delle amministrazioni Pd? Tanto al Comune quanto alla Regione, con due interrogazioni, chiediamo quali azioni intendano intraprendere affinché i danni ambientali ed i costi del risanamento non ricadano sulla collettività, ma siano addebitati alla Carlo Colombo».
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