Il Tirreno

Pisa

Lo sciopero lascia a terra i passeggeri di ventotto voli

di Danilo Renzullo
Lo sciopero lascia a terra i passeggeri di ventotto voli

Tante le cancellazioni in uno scalo aeroportuale insolitamente deserto Protesta contro le esternalizzazioni, i lavoratori annunciano nuove agitazioni

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PISA. La soddisfazione dei sindacati è inversamente proporzionale alla rabbia degli utenti. I pochi che, nonostante le comunicazioni dei giorni scorsi, hanno raggiunto l’aeroporto Galilei con la speranza di vedere inserito il proprio volo nella ristretta lista di quelli in partenza.

Il terminal aeroportuale è insolitamente semideserto. Lo speaker, ad intervalli regolari, avverte i pochi viaggiatori presenti nelle sale di attesa dei possibili disagi che potrebbero derivare dallo sciopero nazionale del settore aeroportuale indetto dall’Unione sindacale di base (Usb). Materializzati sui display dell’aerostazione in un lungo elenco di voli cancellati. Almeno 28 quelli in partenza dallo scalo pisano saltati. Decine anche gli aerei non atterrati. Un lunedì nero per il trasporto aereo in cui, nelle rivendicazioni nazionali, confluisce anche la mobilitazione locale avviata dai sindacati regionali e dai dipendenti di Toscana Aeroporti contro il piano di esternalizzazioni annunciato la scorsa settimana dalla società nata dalla fusione di Sat e Adf.

A Pisa, la protesta ha registrato numeri quasi da record. L’adesione allo sciopero ha raggiunto quasi il 100% in alcuni settori. Un’astensione proclamata dal sindacato di base per rivendicare una maggiore attenzione per i lavoratori di un comparto in continuo sviluppo, la cui espansione non è coincisa con la crescita dei livelli e delle garanzie occupazionali (a livello nazionale) e per chiedere un incremento del personale, più formazione e un rinnovo dei mezzi, «ormai obsoleti» accusa l’Usb, per le lavorazioni di terra (sul fronte locale).

Le conseguenze dello sciopero si sono materializzate già alle prime luci dell’alba con la cancellazione di decine di voli e di lunghe code ai pochi check-in operativi, la cui apertura è stata assicurata dai lavoratori stagionali e da quelli “precettati” dall’azienda per far fronte alle fasce orarie garantire (dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21) in una giornata da bollino rosso. Che potrebbe avere uno strascico di disagi e di ulteriori voli depennati anche nella mattinata di oggi. I dati saranno analizzati ed ufficializzati oggi da Toscana Aeroporti, ma il sindacato di base parla di un’adesione quasi “bulgara”. I numeri maggiori sono stati raggiunti tra gli operatori di rampa e gli addetti alla security. Ad incrociare le braccia soprattutto i lavoratori aderenti ad altre sigle sindacali che hanno deciso di scioperare in quella che per molti è la prima vera giornata di mobilitazione contro il piano di esternalizzazioni annunciato la scorsa settimana da Toscana Aeroporti. Un intero settore, il cosiddetto handling che raggruppa tutte le attività di terra, entro sei mesi potrebbe essere ceduto o affidato in appalto ad aziende o cooperative esterne.

Circa ottocento i dipendenti della società, tra l’aeroporto di Pisa e quello di Firenze, che rischiano di essere coinvolti nel progetto di riorganizzazione. Molti si sono riuniti ieri mattina all’esterno del Galilei per manifestare una preoccupazione già espressa nei giorni scorsi nelle assemblee indette dai sindacati per decidere le tappe di una mobilitazione inaugurata ieri con uno stop di 24 ore.

«L’adesione allo sciopero è un chiaro messaggio alla società», commentano laconici i delegati dell’Usb di Pisa fuori dal Galilei con cinquanta lavoratori. Bandiere, striscioni e un presidio durato ore per rivendicare il ritiro del piano di esternalizzazioni, che tra i passeggeri in attesa si è materializzato con la consegna da parte dei dipendenti in sciopero di un volantino bilingue per spiegare i motivi della protesta e per annunciare un braccio di ferro con la società che potrebbe, presto, paralizzare nuovamente gli aeroporti toscani.

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