Sicurezza
il sindaco
«Con i murales Porta a Mare risorge, e che belli i Navicelli»
PISA. «Sono per l’arte con la A maiuscola, che si definisca muralismo o arte contemporanea. Sono per l’arte come ideale, capace di offrire a tutti un valore aggiunto». Parola di Ozmo, autore dell’ulti...
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PISA. «Sono per l’arte con la A maiuscola, che si definisca muralismo o arte contemporanea. Sono per l’arte come ideale, capace di offrire a tutti un valore aggiunto».
Parola di Ozmo, autore dell’ultimo murale st-Art Welcome to Pisa, in occasione della serata conclusiva del festival. E in effetti la manifestazione pare davvero essere riuscita nel suo intento, regalando un nuovo volto alla parte marittima e lavoratrice di Pisa.
Quasi commossi i ringraziamenti del curatore, Gian Guido Maria Grassi: «Senza l’assessore Andrea Ferrante, gli artisti e la mia compagna queste opere non esisterebbero, io li ringrazio tutti. Devo molto anche a chi come voi ha partecipato al festival, realizzando il fine di questa manifestazione oltre che la mia idea dell’arte, un’arte pubblica, che esce dai musei e guida tutti i cittadini, grandi o piccoli, alla scoperta del bello».
Emozionato l’assessore Ferrante: «Ho visto crescere questo progetto, oggi arriviamo al termine di un lavoro vissuto molto intensamente e che ci ha impegnato non solo sul piano fisico, ma soprattutto su quello emotivo. Un progetto che segna una vera trasformazione e corona il sogno che avevamo nel cassetto da tempo, un progetto di carattere memoriale della storia del quartiere e di riformulazione della sua identità. Aver visto questi ragazzi lavorare è stata un’iniezione di entusiasmo e li ringrazio per avermi fatto rivivere il modo giovane e vitale con cui anch’io facevo le cose alla loro età».
La grande festa, iniziata già nel pomeriggio di sabato con visite guidate al “Museo urbano di Porta a Mare”, partite proprio dal più celebre dei murales pisani, Tuttomondo di Keith Haring, ha visto, tra gli altri, la partecipazione del sindaco Marco Filippeschi, che ha parlato dei Navicelli come di una zona «resa da invivibile non solo vivibile, ma vitale e bella».
Il lavoro è infatti uno degli snodi tematici principali dei muralisti di st-Art, insieme al tema dell’acqua e del fiume Arno.
Il lavoro degli street artist è stato oggetto anche di una riflessione da parte del critico Giorgio Bonomi, che ha parlato di opere nuove, ma che non nascono dal nulla: «Hanno dei veri e propri antenati, basti pensare ai muralisti messicani che negli anni ’30 facevano politica e comunicavano alla popolazione attraverso l’arte sui muri. Fino ad arrivare al muralismo come contestazione. Io da giovane, quando ero contestatore, guidavo la squadra dei muralisti. Sono stato fulminato in un certo senso, non sulla via di Damasco, ma sulla via Aurelia e posso dire che la freschezza di questi artisti rende i loro murales dei bei lavori. Vedrete che gli abitanti del quartiere saranno i primi difensori di questa arte».
Arte che non manca di far sentire il suo peso sociale, anche a detta di Andrea Pertici, costituzionalista. «Questo progetto – ha messo in luce Pertici – è molto valido anche per il collegamento tra la città e l’università. Inoltre, in questa iniziativa la Costituzione è molto presente nel metodo e nel contenuto delle opere realizzate, come nel caso di Art. 21 di Gaia, che fa riferimento al fondamentale diritto di sciopero, di forte valore per la storia del quartiere. Questa iniziativa permette di considerare le cose pubbliche nel vero senso giuridico della parola pubblico, di tutti e non di nessuno».
Carlotta Lattanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Parola di Ozmo, autore dell’ultimo murale st-Art Welcome to Pisa, in occasione della serata conclusiva del festival. E in effetti la manifestazione pare davvero essere riuscita nel suo intento, regalando un nuovo volto alla parte marittima e lavoratrice di Pisa.
Quasi commossi i ringraziamenti del curatore, Gian Guido Maria Grassi: «Senza l’assessore Andrea Ferrante, gli artisti e la mia compagna queste opere non esisterebbero, io li ringrazio tutti. Devo molto anche a chi come voi ha partecipato al festival, realizzando il fine di questa manifestazione oltre che la mia idea dell’arte, un’arte pubblica, che esce dai musei e guida tutti i cittadini, grandi o piccoli, alla scoperta del bello».
Emozionato l’assessore Ferrante: «Ho visto crescere questo progetto, oggi arriviamo al termine di un lavoro vissuto molto intensamente e che ci ha impegnato non solo sul piano fisico, ma soprattutto su quello emotivo. Un progetto che segna una vera trasformazione e corona il sogno che avevamo nel cassetto da tempo, un progetto di carattere memoriale della storia del quartiere e di riformulazione della sua identità. Aver visto questi ragazzi lavorare è stata un’iniezione di entusiasmo e li ringrazio per avermi fatto rivivere il modo giovane e vitale con cui anch’io facevo le cose alla loro età».
La grande festa, iniziata già nel pomeriggio di sabato con visite guidate al “Museo urbano di Porta a Mare”, partite proprio dal più celebre dei murales pisani, Tuttomondo di Keith Haring, ha visto, tra gli altri, la partecipazione del sindaco Marco Filippeschi, che ha parlato dei Navicelli come di una zona «resa da invivibile non solo vivibile, ma vitale e bella».
Il lavoro è infatti uno degli snodi tematici principali dei muralisti di st-Art, insieme al tema dell’acqua e del fiume Arno.
Il lavoro degli street artist è stato oggetto anche di una riflessione da parte del critico Giorgio Bonomi, che ha parlato di opere nuove, ma che non nascono dal nulla: «Hanno dei veri e propri antenati, basti pensare ai muralisti messicani che negli anni ’30 facevano politica e comunicavano alla popolazione attraverso l’arte sui muri. Fino ad arrivare al muralismo come contestazione. Io da giovane, quando ero contestatore, guidavo la squadra dei muralisti. Sono stato fulminato in un certo senso, non sulla via di Damasco, ma sulla via Aurelia e posso dire che la freschezza di questi artisti rende i loro murales dei bei lavori. Vedrete che gli abitanti del quartiere saranno i primi difensori di questa arte».
Arte che non manca di far sentire il suo peso sociale, anche a detta di Andrea Pertici, costituzionalista. «Questo progetto – ha messo in luce Pertici – è molto valido anche per il collegamento tra la città e l’università. Inoltre, in questa iniziativa la Costituzione è molto presente nel metodo e nel contenuto delle opere realizzate, come nel caso di Art. 21 di Gaia, che fa riferimento al fondamentale diritto di sciopero, di forte valore per la storia del quartiere. Questa iniziativa permette di considerare le cose pubbliche nel vero senso giuridico della parola pubblico, di tutti e non di nessuno».
Carlotta Lattanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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