Il dolore
«Agenti presi a sassate dai nomadi»
La denuncia dell’Ugl: poliziotti aggrediti mentre proteggevano i vigili del fuoco
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PISA. Minacciati e bersagli di lancio di pietre da parte di decine di nomadi.
A prendere le sassate sono stati i poliziotti delle volanti intervenuti al campo nomadi di via Maggiore di Oratoio a supporto dei vigili del fuoco intervenuti per spegnere un incendio di dimensioni rilevanti. Lo spegnimento, secondo la polizia, veniva disturbato dai residenti del campo. Di qui la richiesta di aiuto al 113.
Lorenzo Cardogna, segretario provinciale Ugl della polizia, scrive: «Ci sono state minacce e lancio di pietre (almeno 100 nomadi denuncia il sindacalista) nei confronti dei quattro colleghi intervenuti, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Per fortuna, grazie alla professionalità dei colleghi, la vicenda si è conclusa senza feriti e nel migliore dei modi possibile. Spesso nei campi nomadi i poliziotti vengono aggrediti, siamo stanchi di dover rischiare la nostra incolumità personale ogni volta che interveniamo. Quanto è successo sabato sera, è l'ennesima riprova che qui si vuol giocare con la sicurezza dei poliziotti e dei cittadini. Campi nomadi, che insistono sul territorio della provincia di Pisa, che sono vere e proprie polveriere, bombe ecologiche, aree ad altissimo rischio di incendi, discariche a cielo aperto con stratificazione di rifiuti tossici nel terreno, con il beneplacito delle competenti autorità»-
Per Cardogna «al pari degli altri cittadini, anche per il loro bene, devono rispettare le regole. Auspichiamo interventi immediati e definitivi (non quelli di solidarietà successivi a qualche disgrazia) per ristabilire una situazione “normale”, in quelle aree che da sempre rappresentano situazioni di criticità ambientale e di ordine pubblico molto gravi».
Raffaella Bonsangue, segretario provinciale di Forza Italia, interviene con una nota in cui parla di «illegalità nell’illegalità. Un vortice inarrestabile ed intollerabile, non solo per i cittadini, ma anche per chi, quotidianamente, mette a rischio se stesso per tutelarli. L’amministrazione, nonostante l’impegno del programma di mandato, per il “superamento dei campi e la riduzione delle presenze”, resta cieca e sorda rispetto a quella che è la situazione reale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A prendere le sassate sono stati i poliziotti delle volanti intervenuti al campo nomadi di via Maggiore di Oratoio a supporto dei vigili del fuoco intervenuti per spegnere un incendio di dimensioni rilevanti. Lo spegnimento, secondo la polizia, veniva disturbato dai residenti del campo. Di qui la richiesta di aiuto al 113.
Lorenzo Cardogna, segretario provinciale Ugl della polizia, scrive: «Ci sono state minacce e lancio di pietre (almeno 100 nomadi denuncia il sindacalista) nei confronti dei quattro colleghi intervenuti, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Per fortuna, grazie alla professionalità dei colleghi, la vicenda si è conclusa senza feriti e nel migliore dei modi possibile. Spesso nei campi nomadi i poliziotti vengono aggrediti, siamo stanchi di dover rischiare la nostra incolumità personale ogni volta che interveniamo. Quanto è successo sabato sera, è l'ennesima riprova che qui si vuol giocare con la sicurezza dei poliziotti e dei cittadini. Campi nomadi, che insistono sul territorio della provincia di Pisa, che sono vere e proprie polveriere, bombe ecologiche, aree ad altissimo rischio di incendi, discariche a cielo aperto con stratificazione di rifiuti tossici nel terreno, con il beneplacito delle competenti autorità»-
Per Cardogna «al pari degli altri cittadini, anche per il loro bene, devono rispettare le regole. Auspichiamo interventi immediati e definitivi (non quelli di solidarietà successivi a qualche disgrazia) per ristabilire una situazione “normale”, in quelle aree che da sempre rappresentano situazioni di criticità ambientale e di ordine pubblico molto gravi».
Raffaella Bonsangue, segretario provinciale di Forza Italia, interviene con una nota in cui parla di «illegalità nell’illegalità. Un vortice inarrestabile ed intollerabile, non solo per i cittadini, ma anche per chi, quotidianamente, mette a rischio se stesso per tutelarli. L’amministrazione, nonostante l’impegno del programma di mandato, per il “superamento dei campi e la riduzione delle presenze”, resta cieca e sorda rispetto a quella che è la situazione reale».
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