Il Tirreno

Pisa

Ripulisce la cassaforte della suocera: a processo

di Pietro Barghigiani
Ripulisce la cassaforte della suocera: a processo

L’accusa è furto aggravato per il forziere svuotato nel corso di alcuni mesi I gioielli venduti a un compro oro del centro. Vittima famiglia di commercianti

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PISA. Poco alla volta. Un drenaggio continuo, chirurgico. Senza lasciare traccia. Una spoliazione silenziosa capace, nel giro di qualche mese, di svuotare la cassaforte della suocera riempiendo le tasche della nuora.

È un furto aggravato, in cui si mescolano fiducia tradita e sentimenti che si sbriciolano davanti alla sparizione di un piccolo patrimonio di famiglia, quello approdato in Tribunale.

Per l’accusa Elena Gaggini, 33 anni, di Pisa, nel tempo avrebbe approfittato della confidenza e dell’accesso nella casa dei familiari del fidanzato per alleggerire il forziere in cui erano custoditi gioielli e preziosi. Una parte ereditata dalla derubata direttamente dalla mamma. Un’altra messa insieme negli anni con i sacrifici di chi è abituato a lavorare sodo e anche per volersi bene ogni tanto si fa un regalo.

Davanti al giudice Anna Fabbricatore ieri mattina hanno testimoniato il maresciallo Vittorino Cavaliero della stazione di Porta a Mare e l’impiegata di un compro oro in centro. L’imputata, difesa dall’avvocato Cristiano Baroni, nel frattempo ha cambiato look. E quando è stato chiesto alla commerciante del compro oro se in aula riconoscesse la giovane che all’epoca dei fatti - siamo nel 2013 - non è stata stentorea nell’indicarla tra il pubblico. Ha tergiversato. La certezza, senza indugio, l’ha, invece dimostrata quando le hanno sottoposto la foto della giovane risalente al periodo in contestazione: «Sì, è lei. È venuta più volte per vendere dei gioielli».

In aula anche le tre parti civili, l’ex fidanzato e i suoi genitori, conosciuti commercianti di Porta a Mare, assistiti dall’avvocato Flavio Costamagna. Quando la famiglia si accorse che la cassaforte era stata depredata - agli atti il valore indicato è sui 50mila euro - cercarono di capire chi poteva essere stato. E dopo qualche tempo i sospetti si concentrarono sulla giovane che ha sempre negato ogni accusa sostenendo che quei monili glieli avesse regalati il fidanzato.

Non trovavano più la chiave per aprire il forziere e la fidanzata del figlio sapeva dove la tenevano nascosta. I riscontri dei carabinieri ottenuti dal compro oro non fu solo una svolta nell’indagine. Segnò anche la fine della storia e le premesse di un processo per furto aggravato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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