Il dolore
Elianto, il catamarano per tutti
di Danilo Renzullo
È ecologico e soprattutto adatto ad ospitare velisti con disabilità fisiche
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PISA. Non è una barca da sogno, ma la barca che tanti sognavano. Per abbattere quelle frontiere, ideali e materiali, che hanno impedito di esplorare, conoscere e vivere il mare.
E tra qualche mese diventerà accessibile a tutti. E tutti avranno l’opportunità di cavalcare le onde, immergersi tra i segreti custoditi dalle acque e dimostrare che, nonostante i limiti fisici, è possibile navigare e vivere l’infinito del mare.
A Pisa è in costruzione il primo catamarano a vela al mondo senza barriere architettoniche. Ecosostenibile e fruibile da tutti. In cui i portatori di disabilità fisiche potranno spiegare le vele, comandare il timone e spingersi oltre le barriere che finora hanno rappresentano un limite invalicabile. Una suggestione trasformata in realtà da un progetto, “Sole senza frontiere”, sviluppato a Viareggio dalla onlus Handy Superabile e dall’associazione no-profit Cetus, dalla cui unione è nata la fondazione Mare oltre onlus che ha progettato e sta realizzando (grazie ad un contributo delle Fondazioni Cassa di risparmio di Lucca e Banca del monte di Lucca e della Cassa di risparmio di Volterra e di Banca Prossima) Elianto, un catamarano a vela di 20 metri per 9 capace di ospitare sedici persone, di cui una decina in sedia a rotelle.
Per adesso è un enorme scheletro in alluminio riciclato, uscito giovedì scorso dopo un anno di lavori dai cantieri Effebi di Overmarine group di Porta a Mare per accarezzare le acque del Canale dei Navicelli. Nei cantieri Seven Star, saranno allestiti gli interni e fra circa tre settimane Elianto salperà alla volta di Viareggio. A fine novembre il varo tecnico. E successivamente uscite, corsi e attività ricreative e didattiche.
Nei prossimi anni, Elianto abbandonerà le acque toscane per attraversare l’Atlantico e far conoscere un progetto nato dalle capacità artigianali e dalla sensibilità di decine di ditte locali. A bordo del catamarano, i portatori di disabilità fisiche, psichiche e psicomotorie potranno godere della natura, del mare e della vela e dei molti spazi che avranno a disposizione: i passavanti laterali e nelle varie salette dell’imbarcazione permetteranno di percorrere l’intera lunghezza della barca, da poppa a prua, in tutta libertà, mentre una piattaforma mobile consentirà all’equipaggio di immergersi nelle profondità del mare.
L’imbarcazione all’assoluta assenza di barriere architettoniche unisce la forte valenza ecologica e di ecosostenibilità. Elianto sarà infatti dotato di un’ampia superficie destinata ai pannelli fotovoltaici, che si aggiungono alle turbine eoliche e marine, ed è costruito interamente da materiale riciclato: alluminio, legno e cordame di origine vegetale (canapa, juta e cellulosa).
«Un’imbarcazione di scopo - la definisce Francesca Salvioli, presidente della Fondazione Mare oltre onlus - che sarà impiegata in attività ricreative, ma anche per progetti di ricerca con equipaggi formati anche da diversamente abili». Alle uscite in mare, ai corsi di vela per disabili (che potranno conseguire anche la patente nautica) e alla partecipazione ad eventi e manifestazioni sportive, il catamarano sarà usato anche come una sorta di laboratorio mobile a disposizione di Università e centri di ricerca. Costruito dall’azienda Marine Project di Viareggio, nella sua realizzazione Elianto ha coinvolto decine di aziende locali ed oltre cinquanta operai, impegnati nella costruzione di quell’enorme scheletro che giovedì scorso, per la prima volta, ha abbandonato il cantiere. «Un lavoro svolto con grande entusiasmo, per il progetto innovativo, ma soprattutto per la finalità», sottolinea Daniele Maffei dell’azienda viareggina specializzata nella realizzazione di yachts. Nel primo e secondo anno di attività, Elianto sarà impegnato in un “tour” nei porti italiani e mediterranei con lo scopo di sensibilizzare sull’uso delle energie rinnovabili in barca e l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’anno successivo, il catamarano, “guidato” da un equipaggio di velisti con diverse disabilità, sarà invece impegnato nella prima traversata atlantica. Un progetto sociale, quello di Elianto, nato dalla volontà e dalla sensibilità di associazioni e aziende private che ha lo scopo di lanciare anche una sfida alle istituzioni e alle amministrazioni.
«Se si può realizzare un catamarano senza barriere architettoniche - conclude Silvio Nuti, biologo e direttore della Fondazione Mare Oltre - si può anche arrivare ad avere delle città senza barriere architettoniche. Spesso gli ostacoli sono solo nella testa di chi guarda i portatori di handicap».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E tra qualche mese diventerà accessibile a tutti. E tutti avranno l’opportunità di cavalcare le onde, immergersi tra i segreti custoditi dalle acque e dimostrare che, nonostante i limiti fisici, è possibile navigare e vivere l’infinito del mare.
A Pisa è in costruzione il primo catamarano a vela al mondo senza barriere architettoniche. Ecosostenibile e fruibile da tutti. In cui i portatori di disabilità fisiche potranno spiegare le vele, comandare il timone e spingersi oltre le barriere che finora hanno rappresentano un limite invalicabile. Una suggestione trasformata in realtà da un progetto, “Sole senza frontiere”, sviluppato a Viareggio dalla onlus Handy Superabile e dall’associazione no-profit Cetus, dalla cui unione è nata la fondazione Mare oltre onlus che ha progettato e sta realizzando (grazie ad un contributo delle Fondazioni Cassa di risparmio di Lucca e Banca del monte di Lucca e della Cassa di risparmio di Volterra e di Banca Prossima) Elianto, un catamarano a vela di 20 metri per 9 capace di ospitare sedici persone, di cui una decina in sedia a rotelle.
Per adesso è un enorme scheletro in alluminio riciclato, uscito giovedì scorso dopo un anno di lavori dai cantieri Effebi di Overmarine group di Porta a Mare per accarezzare le acque del Canale dei Navicelli. Nei cantieri Seven Star, saranno allestiti gli interni e fra circa tre settimane Elianto salperà alla volta di Viareggio. A fine novembre il varo tecnico. E successivamente uscite, corsi e attività ricreative e didattiche.
Nei prossimi anni, Elianto abbandonerà le acque toscane per attraversare l’Atlantico e far conoscere un progetto nato dalle capacità artigianali e dalla sensibilità di decine di ditte locali. A bordo del catamarano, i portatori di disabilità fisiche, psichiche e psicomotorie potranno godere della natura, del mare e della vela e dei molti spazi che avranno a disposizione: i passavanti laterali e nelle varie salette dell’imbarcazione permetteranno di percorrere l’intera lunghezza della barca, da poppa a prua, in tutta libertà, mentre una piattaforma mobile consentirà all’equipaggio di immergersi nelle profondità del mare.
L’imbarcazione all’assoluta assenza di barriere architettoniche unisce la forte valenza ecologica e di ecosostenibilità. Elianto sarà infatti dotato di un’ampia superficie destinata ai pannelli fotovoltaici, che si aggiungono alle turbine eoliche e marine, ed è costruito interamente da materiale riciclato: alluminio, legno e cordame di origine vegetale (canapa, juta e cellulosa).
«Un’imbarcazione di scopo - la definisce Francesca Salvioli, presidente della Fondazione Mare oltre onlus - che sarà impiegata in attività ricreative, ma anche per progetti di ricerca con equipaggi formati anche da diversamente abili». Alle uscite in mare, ai corsi di vela per disabili (che potranno conseguire anche la patente nautica) e alla partecipazione ad eventi e manifestazioni sportive, il catamarano sarà usato anche come una sorta di laboratorio mobile a disposizione di Università e centri di ricerca. Costruito dall’azienda Marine Project di Viareggio, nella sua realizzazione Elianto ha coinvolto decine di aziende locali ed oltre cinquanta operai, impegnati nella costruzione di quell’enorme scheletro che giovedì scorso, per la prima volta, ha abbandonato il cantiere. «Un lavoro svolto con grande entusiasmo, per il progetto innovativo, ma soprattutto per la finalità», sottolinea Daniele Maffei dell’azienda viareggina specializzata nella realizzazione di yachts. Nel primo e secondo anno di attività, Elianto sarà impegnato in un “tour” nei porti italiani e mediterranei con lo scopo di sensibilizzare sull’uso delle energie rinnovabili in barca e l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’anno successivo, il catamarano, “guidato” da un equipaggio di velisti con diverse disabilità, sarà invece impegnato nella prima traversata atlantica. Un progetto sociale, quello di Elianto, nato dalla volontà e dalla sensibilità di associazioni e aziende private che ha lo scopo di lanciare anche una sfida alle istituzioni e alle amministrazioni.
«Se si può realizzare un catamarano senza barriere architettoniche - conclude Silvio Nuti, biologo e direttore della Fondazione Mare Oltre - si può anche arrivare ad avere delle città senza barriere architettoniche. Spesso gli ostacoli sono solo nella testa di chi guarda i portatori di handicap».
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