Toscana
E nel Battistero “entrano” personaggi contemporanei
Rivoluzionaria la scelta della commissione sui soggetti delle quattro nuove vetrate Accanto a San Ranieri ci saranno Giuseppe Toniolo, Paolo VI e Giovanni Paolo II
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PISA. Un talentuoso artista grossetano ha vinto il concorso internazionale bandito dall’Opera della Primaziale Pisana e co-finanziato dalla Fondazione Pisa, per la realizzazione di quattro vetrate mancanti del Battistero. Francesco Mori avrà l’onere e l’onore di creare ex novo le vetrate che sostituiranno quelle non più recuperabili, a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le opere andate parzialmente perdute furono ideate da artisti italiani e francesi tra il 1839 e il 1865 e caratterizzano le aperture del primo volume del monumento: dieci sono state riportate all’antico splendore grazie ad un importante intervento di restauro realizzato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino e sotto la direzione dell’Istituto Centrale di Restauro di Roma.
Le vetrate di Mori saranno installate entro il 30 aprile 2018 e completeranno il ciclo decorativo di sedici vetrate istoriate del Battistero; raffigureranno quattro personaggi chiave della storia pisana e non solo: il patrono San Ranieri, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Giuseppe Toniolo. Al concorso hanno partecipato 57 artisti provenienti da Francia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti. Mori ha sbaragliato la concorrenza «per l’originalità e la forza dei personaggi unita, in particolare, all’equilibrio e all’armonia con le vetrate preesistenti. Così ha deciso la commissione giudicatrice all’unanimità, composto da monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto Centrale Superiore di Restauro di Roma; Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Mauro Ciampa della Fondazione Pisa e Andrea Muzzi, sovrintendente per le province di Pisa e Livorno», spiega Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana e membro della commissione. «Le nuove vetrate rappresentano una realtà nuova che ben si sposa con il contesto – commenta Benotto - San Ranieri sostituirà una vetrata dedicata a lui, ma che è andata completamente perduta durante l’ultimo conflitto bellico. Abbiamo pensato di unire al patrono tre personaggi del nostro tempo, che hanno avuto a che fare con Pisa e la Piazza del Duomo». Giuseppe Toniolo fu il primo beato dichiarato dalla Chiesa in tempi recenti e apparteneva alla chiesa pisana; Paolo VI, nel 1965, aveva celebrato la messa tra il Battistero e il Duomo, in occasione del congresso eucaristico nazionale. Stesso onere per Giovanni Paolo II, in città nel 1989. «Mentre San Ranieri evoca una iconografia classica che ormai appartiene alla tradizione pisana, le altre figure manifestano un’ iconografia particolare: Toniolo fu uno studioso di dottrina sociale della chiesa e sempre capace di indicare l’origine della sua identità cristiana tra le correnti culturali dell’epoca – sottolinea l’ arcivescovo - Giovanni Paolo II è raffigurato nel momento dell’attentato a San Pietro, protetto dal manto della Madonna. Paolo VI si trova tra la nuova e la vecchia liturgia, alla soglia del concilio Vaticano II; è rappresentato con riferimento alla sua visita pisana, infatti tiene in mano l’ostensorio. Dopo il congresso eucaristico di Pisa, che avvenne nel giugno 1965, Paolo VI emanò un’enciclica fondamentale per quei tempi, per ribadire il mistero dell’eucarestia e del tema della transustanziazione». Nel 2006 Mori, classe 1975, ottenne l’incarico di dipingere una riproduzione della celebre vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegna per l’oculo absidale della cattedrale di Siena nel 1288, copia che ha sostituito l’originale, ora conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.
Sharon Braithwaite
Le vetrate di Mori saranno installate entro il 30 aprile 2018 e completeranno il ciclo decorativo di sedici vetrate istoriate del Battistero; raffigureranno quattro personaggi chiave della storia pisana e non solo: il patrono San Ranieri, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Giuseppe Toniolo. Al concorso hanno partecipato 57 artisti provenienti da Francia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti. Mori ha sbaragliato la concorrenza «per l’originalità e la forza dei personaggi unita, in particolare, all’equilibrio e all’armonia con le vetrate preesistenti. Così ha deciso la commissione giudicatrice all’unanimità, composto da monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto Centrale Superiore di Restauro di Roma; Marco Ciatti direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Mauro Ciampa della Fondazione Pisa e Andrea Muzzi, sovrintendente per le province di Pisa e Livorno», spiega Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana e membro della commissione. «Le nuove vetrate rappresentano una realtà nuova che ben si sposa con il contesto – commenta Benotto - San Ranieri sostituirà una vetrata dedicata a lui, ma che è andata completamente perduta durante l’ultimo conflitto bellico. Abbiamo pensato di unire al patrono tre personaggi del nostro tempo, che hanno avuto a che fare con Pisa e la Piazza del Duomo». Giuseppe Toniolo fu il primo beato dichiarato dalla Chiesa in tempi recenti e apparteneva alla chiesa pisana; Paolo VI, nel 1965, aveva celebrato la messa tra il Battistero e il Duomo, in occasione del congresso eucaristico nazionale. Stesso onere per Giovanni Paolo II, in città nel 1989. «Mentre San Ranieri evoca una iconografia classica che ormai appartiene alla tradizione pisana, le altre figure manifestano un’ iconografia particolare: Toniolo fu uno studioso di dottrina sociale della chiesa e sempre capace di indicare l’origine della sua identità cristiana tra le correnti culturali dell’epoca – sottolinea l’ arcivescovo - Giovanni Paolo II è raffigurato nel momento dell’attentato a San Pietro, protetto dal manto della Madonna. Paolo VI si trova tra la nuova e la vecchia liturgia, alla soglia del concilio Vaticano II; è rappresentato con riferimento alla sua visita pisana, infatti tiene in mano l’ostensorio. Dopo il congresso eucaristico di Pisa, che avvenne nel giugno 1965, Paolo VI emanò un’enciclica fondamentale per quei tempi, per ribadire il mistero dell’eucarestia e del tema della transustanziazione». Nel 2006 Mori, classe 1975, ottenne l’incarico di dipingere una riproduzione della celebre vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegna per l’oculo absidale della cattedrale di Siena nel 1288, copia che ha sostituito l’originale, ora conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.
Sharon Braithwaite
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