Il Tirreno

Pisa

A pedali sulla costa ecco i soldi da Roma

di Mario Neri
A pedali sulla costa ecco i soldi da Roma

Ceccarelli: la Toscana parte di un percorso dalla Liguria alla capitale

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PISA. La Tirrenica. No, fermi, non quella. Non l’autostrada che la Toscana aspetta da oltre quarant’anni. Quella è ancora un miraggio. Ma un tracciato da fare a pedali lungo la dorsale rivierasca, un itinerario dolce fra porti, golfi, sabbia, pontili, la terra di Puccini, pini e lagune non è più un miraggio irraggiungibile. Da Luni a Capalbio, da Carrara a Grosseto, 540 km da percorrere con il vento in faccia. Appassionati ciclisti, pedalatori per caso, amanti della vita raminga, cicloturisti, ciclisti della domenica o per necessità, o addirittura i ciclo-filosofi, per cui “gira il mondo gira” ma sempre e comunque a due ruote, da oggi hanno una speranza in più.

Il sogno di un percorso green sulla costa cullato dalla Regione, di cui il Tirreno è media partner, sembra un po’ più vicino, meno vago ed evanescente. «Non solo – dice l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli – nel 2016 siamo riusciti a vincere un bando europeo per finanziare un tratto di quella che dovrebbe essere una dorsale marina trans frontaliera che dalla Provenza arriverà al Lazio, ma dal governo abbiamo avuto rassicurazioni. Prima, quest’estate, siamo riusciti a convincere l’esecutivo di Gentiloni ad inserire la Ventimiglia-Roma all’interno nell’elenco dei percorsi di interesse nazionale e adesso dal ministero delle Infrastrutture ci rassicurano. Abbiamo avuto un incontro da poco e in finanziaria potrebbe essere inserita una prima tranche di finanziamenti per realizzarla. Alla Toscana dovrebbe giungere una quota di circa 8-10 milioni».

Ceccarelli ne parlerà oggi (ore 10) a Intense, la due giorni dedicata al turismo e alla mobilità sostenibile organizzata dalla Regione a San Rossore. È la seconda volta che la tenuta viene incoronata capitale della vita a pedali, cuore di un bici-pride. È stato così a settembre di due anni fa e lo sarà anche oggi alle 12,30, quando nel parco approderà la Bicistaffetta, il cicloraduno promosso dalla Fiab che quest’anno ospita come testimonial l’ex campione olimpico e del mondo Paolo Bettini.

La Federazione italiana degli amici della bici è da sempre una delle sostenitrici più tenaci della realizzazione di una ciclovia tirrenica. Il finanziamento del governo - sostiene Ceccarelli - potrebbe dare slancio a molti cantieri. Con circa 1,4 milioni la Regione in questi mesi ha finanziato già molti tratti.

Cinquecentomila sono arrivati proprio dai fondi comunitari dedicati all’itinerario ciclabile che coinvolge Provenza, Alpi Marittime, Costa Azzurra, Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. «Trecentomila euro - dice l’assessore - son stati destinati alla realizzazione tragitto interno al parco della Maremma, poi con queste risorse abbiamo finanziato la progettazione di altri pezzi, ad esempio quello del Monte Argentario e una via di accesso alle spiagge a Castiglion della Pescaia». Non solo. Altri 500 mila euro li ha investiti la Regione stessa. A cosa servono? «A due ponti ciclopedonali, uno sul Serchio, con cui si potranno raccordare così la costa apuana, la Versilia e parte della Pucciniana a San Rossore e Marina di Pisa, e uno sull’Ombrone per in collegamenti in Maremma. Inoltre 211 mila li abbiamo investiti sui Comuni della Versilia e 188 mila al Comune di Orbetello per fare una ciclabile alla Giannella».

In molti casi si tratta di interventi che servono a creare ciclabili per congiungere tronconi già esistenti, ad adeguare quelli che ci sono o ad intervenire per riqualificare quelli già realizzati ma deteriorati. In gran parte (per il 78%), infatti, la ciclabile del Tirreno esiste già, ma spesso è un percorso a ostacoli, interrotto da vuoti o spezzoni pericolosi, che costringono a lasciare strade bianche ed immettersi sulle vie più trafficate per poter continuare il viaggio. «Quando si parla di una ciclovia non si deve pensare alla classica pista ciclabile rossa - dice Ceccarelli - ma a un tragitto sicuro, magari alternato a percorsi nelle pinete, sterrati o su vie poco battute dalle auto. Abbiamo calcolato che per completarlo servirebbero 40 milioni, ma con 20 riusciremmo a creare connessioni e a realizzare tratti mancanti dando vita a tre o quattro lunghi tragitti che insieme darebbero vita a un percorso continuo di circa 200 km». Con il finanziamento del governo si darebbe ossigeno più della metà di questo tragitto. «Abbiamo già i progetti definitivi, entro primavera potrebbero andare a gara ed essere affidati gli appalti. Insomma, quello che fino a due anni fa sembrava una bella idea, adesso potrebbe trasformarsi in realtà». Entro quando? L’obiettivo è il 2020, almeno per la Tirrenica a 20 km. Quella a pedali, ovviamente. Non l’autostrada, si intende.

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