Il Tirreno

Pisa

«Qui mancano almeno 70 agenti»

«Qui mancano almeno 70 agenti»

Problemi strutturali e sovraffollamento tra i problemi denunciati dal comandante della penitenziaria

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una festa alla quale non sono mancate le presenze istituzionali, civili e militari, dell’intera provincia. E che ha confermato l’attenzione e la vicinanza della città al corpo di polizia penitenziaria costretto a fra fronte con grande volontà ma scarsissime risorse umane e economiche a problematiche gravi.

Ieri si sono tenute le celebrazioni per i 200 anni dalla fondazione del Corpo alla presenza del direttore del carcere, Fabio Prestopino, del vice presidente del consiglio comunale Riccardo Buscemi e di numerose altre autorità civili e militari del territorio. È stata l’occasione per elogiare il lavoro che quotidianamente il personale in servizio a Pisa svolge ma anche per mettere in luce alcune gravi criticità che gli agenti si trovano a dover gestire nella quotidianità. Criticità sulle quali è stato netto il comandante del reparto di polizia penitenziaria, il commissario capo Vincenzo Pennetti. Il commissario ha in primo luogo ricordato il personale in forza alla casa circondariale, che sulla carta dovrebbe ammontare a 250 unità nei vari ruoli. «La forza presente ad oggi è la seguente: 2 commissari (rispetto ai 3 previsti); 12 ispettori (rispetto ai 24 previsti, con una percentuale di carenza del 50%); 10 sovrintendenti (rispetto ai 23 previsti); 156 agenti ed assistenti (rispetto ai 200 previsti); per un totale di 180 unità. Il divario negativo è, pertanto, di 70 unità, delle quali ben 41 risultano distaccate in altre sedi penitenziarie o extra moenia».

E la carenza di personale non va certo di pari passo con una riduzione dell’attività svolta. Semmai è vero il contrario. Lo confermano i numeri ricordati dal commissario. Attività varie e complesse che vanno dai deferimenti all’Autorità Giudiziaria, agli interrogatori, i sequestri, l’enorme volume di perquisizioni, i trasferimenti dei detenuti.

«Oggi, all'interno dei padiglioni detentivi di questa Casa Circondariale - ha detto Pennetti - sono ristretti oltre 250 detenuti, soggetti pericolosi e con problemi di tossicodipendenza e con gravi problemi psichiatrici. L’Agente di polizia penitenziaria che fa servizio a Pisa, oggi si deve confrontare con una popolazione detenuta multietnica e variegata, per il tipo di reati, lingua, religioni ed abitudini. Da solo deve gestire anche dai 20 ai 50 detenuti per sezione, potendo utilizzare gli unici strumenti che tutti noi abbiamo come bagaglio professionale quali: coraggio, fermezza , equilibrio e senso dello Stato. Ma queste caratteristiche sembrano non bastare più, ormai l’attuale tipologia di popolazione detenuta non ha più remore ad aggredire il personale, sia verbalmente che fisicamente e quindi le parole “disagio” e “sofferenza” per noi sono attuali e costantemente avvertite». Pennetti, nell’evidenziare il non venir mai meno dell’impegno degli agenti pisani, si chiede però se «in queste condizioni, di sovraffollamento, di problemi strutturali, di carenza di personale, di mancanza di mezzi di trasporto e di risorse economiche, quanto potremo ancora resistere?».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web