Sicurezza
«Presto nuovi fondi per la Certosa»
di Sharon Braithwaite
L’annuncio del sindaco Ghimenti durante il convegno dal quale è emersa con forza la necessità di fare sistema
4 MINUTI DI LETTURA
CALCI. Il turismo sui Monti Pisani può crescere solo grazie alla collaborazione tra enti locali, nella tutela del territorio e nella pianificazione di un’offerta turistica diversificata. Ne sono convinti gli amministratori e i rappresentanti delle istituzioni intervenuti ieri al dibattito alla Certosa Monumentale. Tra gli ospiti il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, il sindaco di Buti, Alessio Lari, Luciana Cipriani assessore del Comune di San Giuliano e la collega d Vecchiano Lara Biondi, il vicesindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci, Cristina Martelli per la Camera di Commercio, la direttrice del Museo della Certosa Antonia D’Aniello e Patrizia Scaglia dell’ufficio comunicazione del Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa. Come anticipato nei giorni scorsi dal Tirreno, la stagione estiva a Calci è stata più lunga degli anni passati. «Si vedono i primi frutti del lavoro che stiamo portando avanti insieme alla comunità. Il nostro territorio è così grazie all’impegno dei calcesani e non solo – ha detto Ghimenti che ha parlato anche dei lavori di recupero della Certosa - Dopo anni di abbandono, oggi la Certosa è destinataria di finanziamenti importanti: 3,5 milioni sono stati già stanziati dal Ministero e non saranno gli ultimi». Il primo cittadino reduce da una visita istituzionale a Roma, lascia intendere che le novità per il gioiello della Valgraziosa non sono finite. Nelle prossime settimane potrebbero essere destinati altri due milioni di euro per ulteriori interventi al complesso monumentale. «Dall’inizio della legislatura stiamo lavorando per favorire la collaborazione tra territori. Il turismo è centrale per la nostra amministrazione, è il motore vero per l’economia locale: puntiamo sulla Certosa, ma anche sulla sentieristica, il turismo sportivo in bassa stagione e la posizione strategica, a pochi passi da altre mete importanti. Fare turismo vuol dire avere cura del territorio, mantenerlo pulito, fare degli interventi per migliorare la percezione di sicurezza e la vivibilità dei residenti e quindi anche dei turisti. Detto questo, ci sono ampi margini di miglioramento per enti e operatori privati». Margini sui quali «lavorare insieme - aggiunge Lari - io sono il sindaco di un Comune piccolo ma in questo contesto non mi sento piccolo perché partiamo da un concetto chiave: lavorare in squadra».
Sul fronte delle presenze a fornire qualche numero sono stati i due musei ospitati del convento certosino. Dopo una lieve flessione tra 2015 e 2016, l’anno scorso il museo nazionale della Certosa ha registrato 20.567 visitatori, di cui 13.500 paganti. Tante le scuole che visitano la struttura, provengono dalla provincia e non solo, anche dalla Germania; gran parte degli utenti è di sesso femminile e di nazionalità italiana (18.381); solo in minima parte provengono dall’estero (Gran Bretagna, Francia e Germania). «Non sappiamo attraverso quali canali i nostri visitatori arrivino in Certosa – dice la direttrice Antonia D’Aniello - Sarebbe interessante capire che percentuale visita anche il museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. La Certosa ha due anime che arricchiscono l’offerta, ma possono anche penalizzarla: il pubblico dei due plessi ha interessi e età diversi». Dal 2013 al 2016 nel museo di Storia Naturale il numero di visitatori è triplicato: notevole anche qui l’afflusso di scolaresche, provenienti dalla provincia di Pisa, Lucca, Livorno e Firenze. La presenza degli stranieri è del 10%, concentrata soprattutto durante l’estate. Nel primo semestre del 2017 le presenze sono state in lieve calo, perché l’istituto è parzialmente chiuso perché in fase di intenso rinnovamento. «Alla fine del 2016 abbiamo ricevuto una donazione di oltre 550 animali tassidermizzati che, grazie anche ad un finanziamento della Fondazione Pisa, esporremo nei prossimi tre anni – dice Patrizia Scaglia, responsabile della comunicazione del museo - A dicembre riapriremo il museo interamente con l’inaugurazione delle nuove gallerie dei mammiferi. Nel 2018 e 2019 è prevista l’apertura di locali mai utilizzate finora. Sarebbe interessante approfondire l’afflusso di visitatori: a questo proposito, dedicheremo rilevazioni puntuali grazie all’attivazione due borse di studio dedicate proprio all’audience del museo».
I Comuni del Lungomonte hanno sottoscritto il protocollo dei Monti Pisani insieme a Lucca e Capannori per far conoscere meglio l’offerta turistica del territorio, al di là dei confini amministrativi. «A Vicopisano stanno aumentando le strutture recettive e si è allungata la stagione: ce lo ha confermato il 90% degli operatori – afferma il vicesindaco Matteo Ferrucci - Per troppi anni abbiamo aspettato che Pisa facesse da traino per intensificare il turismo sul Lungomonte. Dalla creazione del protocollo, i sette Comuni si confrontano settimanalmente su questo tema». Il tema della crescita del territorio partendo dagli indubbi vantaggi derivanti dalla posizione strategica dei Comuni dell’area dei Monti Pisani è stato per certi versi l’orizzonte del dibattito di ieri alla Certosa che è stato in grado di mettere in campo numerosi spunti, anche critici. Da una parte la necessità di una formazione degli operatori turistici del territorio e quindi una più stretta collaborazione tra pubblico e privato, come sottolineato da Ferrucci. Dall’altra l’esigenza di definire con precisione l’offerta turistica da portare sui mercati definendo con precisione a quali mercati rivolgersi, tema questo sviluppato dalla segretaria generale della Camera di Commercio, Cristina Martelli. E in questo contesto, quello della promozione turistica dei molteplici “valori” del territorio dei Monti Pisani, da sottolineare l’invito arrivato dal Comune di Vecchiano a far capire ai turisti, più e meglio, la varietà dell’offerta che va, appunto, dai monti al mare.
Sul fronte delle presenze a fornire qualche numero sono stati i due musei ospitati del convento certosino. Dopo una lieve flessione tra 2015 e 2016, l’anno scorso il museo nazionale della Certosa ha registrato 20.567 visitatori, di cui 13.500 paganti. Tante le scuole che visitano la struttura, provengono dalla provincia e non solo, anche dalla Germania; gran parte degli utenti è di sesso femminile e di nazionalità italiana (18.381); solo in minima parte provengono dall’estero (Gran Bretagna, Francia e Germania). «Non sappiamo attraverso quali canali i nostri visitatori arrivino in Certosa – dice la direttrice Antonia D’Aniello - Sarebbe interessante capire che percentuale visita anche il museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. La Certosa ha due anime che arricchiscono l’offerta, ma possono anche penalizzarla: il pubblico dei due plessi ha interessi e età diversi». Dal 2013 al 2016 nel museo di Storia Naturale il numero di visitatori è triplicato: notevole anche qui l’afflusso di scolaresche, provenienti dalla provincia di Pisa, Lucca, Livorno e Firenze. La presenza degli stranieri è del 10%, concentrata soprattutto durante l’estate. Nel primo semestre del 2017 le presenze sono state in lieve calo, perché l’istituto è parzialmente chiuso perché in fase di intenso rinnovamento. «Alla fine del 2016 abbiamo ricevuto una donazione di oltre 550 animali tassidermizzati che, grazie anche ad un finanziamento della Fondazione Pisa, esporremo nei prossimi tre anni – dice Patrizia Scaglia, responsabile della comunicazione del museo - A dicembre riapriremo il museo interamente con l’inaugurazione delle nuove gallerie dei mammiferi. Nel 2018 e 2019 è prevista l’apertura di locali mai utilizzate finora. Sarebbe interessante approfondire l’afflusso di visitatori: a questo proposito, dedicheremo rilevazioni puntuali grazie all’attivazione due borse di studio dedicate proprio all’audience del museo».
I Comuni del Lungomonte hanno sottoscritto il protocollo dei Monti Pisani insieme a Lucca e Capannori per far conoscere meglio l’offerta turistica del territorio, al di là dei confini amministrativi. «A Vicopisano stanno aumentando le strutture recettive e si è allungata la stagione: ce lo ha confermato il 90% degli operatori – afferma il vicesindaco Matteo Ferrucci - Per troppi anni abbiamo aspettato che Pisa facesse da traino per intensificare il turismo sul Lungomonte. Dalla creazione del protocollo, i sette Comuni si confrontano settimanalmente su questo tema». Il tema della crescita del territorio partendo dagli indubbi vantaggi derivanti dalla posizione strategica dei Comuni dell’area dei Monti Pisani è stato per certi versi l’orizzonte del dibattito di ieri alla Certosa che è stato in grado di mettere in campo numerosi spunti, anche critici. Da una parte la necessità di una formazione degli operatori turistici del territorio e quindi una più stretta collaborazione tra pubblico e privato, come sottolineato da Ferrucci. Dall’altra l’esigenza di definire con precisione l’offerta turistica da portare sui mercati definendo con precisione a quali mercati rivolgersi, tema questo sviluppato dalla segretaria generale della Camera di Commercio, Cristina Martelli. E in questo contesto, quello della promozione turistica dei molteplici “valori” del territorio dei Monti Pisani, da sottolineare l’invito arrivato dal Comune di Vecchiano a far capire ai turisti, più e meglio, la varietà dell’offerta che va, appunto, dai monti al mare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
