Proteste
l’affondo di ceccardi
«I dottorati agli studenti “rossi”»
di Mario Neri
L’ironia del collettivo: grazie del pensiero Susy, ma dacci le prove
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PISA. Ovvio, alcuni dei follower della Susy si sono subito adeguati al registro accademico, al tenore aulico della discussione sollevata dalla sindaca con il suo post. Tipo: «Fuori le zecche dall’università», scrive Francesco Restauri Lopéz. Dove i parassiti sarebbero gli studenti di “Sinistra per”, il collettivo universitario più rappresentativo in ateneo accusato dalla leonessa della Lega di essere da anni il destinatario privilegiato dei posti da ricercatore all’università di Pisa, insomma una sorta di sotto-cartello delle spartizioni baronali all’ombra della Torre.
Sì, proprio così. Susanna Ceccardi, impegnata da mesi a battagliare in tv sui fronti più congeniali al Carroccio - dai migranti agli sgomberi dei rom - prova a far entrare i lumbard di Toscana nel dibattito nazionale scatenato dall’inchiesta fiorentina. Risultato? Il solito: la sindaca fa il pieno di “I like” ed innesca una scia di accuse e contro accuse, bisticci, polemiche, psuedo-denunce di presunte vittime del “sistema” e soprattutto la replica (ironica) degli studenti.
«La storia dei concorsi truccati all’università impegna le pagine di tutti i giornali - scrive la prima cittadina di Cascina alle 10 di mattina - E ora lancio io un altro filone, un dubbio che mi sono sempre posta e che magari non ha fondamento ma è comunque un caso statistico. Come mai la maggioranza di quelli che si candidavano in “Sinistra per” all’università di Pisa, poi vincevano i dottorati di ricerca come noccioline o facevano gli assistenti ai professori?».
La leonessa della piana è convinta: «È ampiamente risaputo: quelli di sinistra, sono più intelligenti di quelli di destra». I ragazzi di “Sinistra per” non cadono nel tranello. Ribattono sul punto, ma senza drammatizzare. Raccolgono l’affondo della sindaca - che la laurea in giurisprudenza non l’ha mai presa - ma la prendono sul ridere.
«Cara Susanna, apprezziamo molto di essere nei tuoi pensieri». Poi ricordano di venir eletti a Pisa da 22 anni, di costituire la lista più rappresentativa, «forse perché siamo totalmente indipendenti, senza sindacati, partiti o lobby alle spalle» e che «la maggior parte di coloro che fanno e hanno fatto parte» del gruppo «negli ultimi anni (più di 100 a tornata elettorale), anche se il sistema corrotto e baronale lo avesse voluto, non sarebbero potuti essere assorbiti in alcun modo, nemmeno la metà di loro».
«Sai, noi di sinistra, oltre ad essere raccomandati, siamo anche un po’ troppi per un sistema in cui le borse sono poche, l’università è de-finanziata, i professori non sono abbastanza e il diritto allo studio sta sparendo dal Paese».
E se il mondo accademico è in queste condizioni, ricordano gli studenti alla sindaca, è a causa dei tagli e del blocco del turn over «che il tuo partito ha votato ripetute volte fra il 2008 e il 2010». In fondo, sottolineano gli studenti, proprio la riforma Gelmini si prefiggeva di spazzare via dalle università italiane baronie e corruzione. E quella riforma passò anche con i voti della Lega. Ma oggi, a stare alle inchieste, non sembra essere bastata ad arginare le aberrazioni del sistema universitario.
Quel «obiettivo non solo non è stato raggiunto - concludono gli studenti che chiedono a Ceccardi di poter vedere le stime e statistiche in suo possesso e a cui ha agganciato il suo ragionamento - ma al contrario è stato come buttare altra benzina sul fuoco. Il mostro della corsia preferenziale si crea quando le strade sono strette e la corruzione come ogni altro tipo di reato si alimenta quando un sistema ha fame ed è affamato. E di fame tu nei hai tanta, se in tutto questo pensi a noi (ma di questo ti ringrazia mo con affetto. Ciao Susy». No comment invece da Palazzo alla Giornata. «Non entriamo nella polemica politica», liquidano la questione dal rettorato.
@mario78neri. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sì, proprio così. Susanna Ceccardi, impegnata da mesi a battagliare in tv sui fronti più congeniali al Carroccio - dai migranti agli sgomberi dei rom - prova a far entrare i lumbard di Toscana nel dibattito nazionale scatenato dall’inchiesta fiorentina. Risultato? Il solito: la sindaca fa il pieno di “I like” ed innesca una scia di accuse e contro accuse, bisticci, polemiche, psuedo-denunce di presunte vittime del “sistema” e soprattutto la replica (ironica) degli studenti.
«La storia dei concorsi truccati all’università impegna le pagine di tutti i giornali - scrive la prima cittadina di Cascina alle 10 di mattina - E ora lancio io un altro filone, un dubbio che mi sono sempre posta e che magari non ha fondamento ma è comunque un caso statistico. Come mai la maggioranza di quelli che si candidavano in “Sinistra per” all’università di Pisa, poi vincevano i dottorati di ricerca come noccioline o facevano gli assistenti ai professori?».
La leonessa della piana è convinta: «È ampiamente risaputo: quelli di sinistra, sono più intelligenti di quelli di destra». I ragazzi di “Sinistra per” non cadono nel tranello. Ribattono sul punto, ma senza drammatizzare. Raccolgono l’affondo della sindaca - che la laurea in giurisprudenza non l’ha mai presa - ma la prendono sul ridere.
«Cara Susanna, apprezziamo molto di essere nei tuoi pensieri». Poi ricordano di venir eletti a Pisa da 22 anni, di costituire la lista più rappresentativa, «forse perché siamo totalmente indipendenti, senza sindacati, partiti o lobby alle spalle» e che «la maggior parte di coloro che fanno e hanno fatto parte» del gruppo «negli ultimi anni (più di 100 a tornata elettorale), anche se il sistema corrotto e baronale lo avesse voluto, non sarebbero potuti essere assorbiti in alcun modo, nemmeno la metà di loro».
«Sai, noi di sinistra, oltre ad essere raccomandati, siamo anche un po’ troppi per un sistema in cui le borse sono poche, l’università è de-finanziata, i professori non sono abbastanza e il diritto allo studio sta sparendo dal Paese».
E se il mondo accademico è in queste condizioni, ricordano gli studenti alla sindaca, è a causa dei tagli e del blocco del turn over «che il tuo partito ha votato ripetute volte fra il 2008 e il 2010». In fondo, sottolineano gli studenti, proprio la riforma Gelmini si prefiggeva di spazzare via dalle università italiane baronie e corruzione. E quella riforma passò anche con i voti della Lega. Ma oggi, a stare alle inchieste, non sembra essere bastata ad arginare le aberrazioni del sistema universitario.
Quel «obiettivo non solo non è stato raggiunto - concludono gli studenti che chiedono a Ceccardi di poter vedere le stime e statistiche in suo possesso e a cui ha agganciato il suo ragionamento - ma al contrario è stato come buttare altra benzina sul fuoco. Il mostro della corsia preferenziale si crea quando le strade sono strette e la corruzione come ogni altro tipo di reato si alimenta quando un sistema ha fame ed è affamato. E di fame tu nei hai tanta, se in tutto questo pensi a noi (ma di questo ti ringrazia mo con affetto. Ciao Susy». No comment invece da Palazzo alla Giornata. «Non entriamo nella polemica politica», liquidano la questione dal rettorato.
@mario78neri. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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