La protesta
Bastione Sangallo, dagli scavi alle mura sbuca una sala segreta
di Enza Chiappone
Gli archeologi presentano nuove scoperte dal cantiere dell’antica fortezza, e spuntano anche le stalattiti A breve via ai lavori per recuperare la cinta storica sul lungarno Fibonacci e in via Bonanno
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Scavo dopo scavo, lavoro dopo lavoro, la città della Torre Pendente non smette di regalare sorprese dal grande valore storico. È di ieri, infatti, l’annuncio del ritrovamento di un’antica struttura muraria riaffiorata nel resede del Bastione Sangallo. Nel fare il punto su come proceda l’intervento di riqualificazione dello spazio verde che collega i sotterranei all’ingresso al Giardino Scotto da Piazza Guerrazzi, iniziati il 18 luglio scorso, l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli e l’architetto Fabio Daole hanno presentato nuove e importanti scoperte che, col contributo di archeologi e storici, permetteranno di conoscere meglio la storia della fortezza fiorentina del XV secolo.
L’intervento di riqualificazione del cortiletto, intrapreso per garantire l’accesso agli interni del Bastione anche a persone diversamente abili e realizzare ulteriori vie di fuga, ha portato gli operai a scavare per quasi 5 metri, facendo emergere un muro difensivo con delle cannoniere alla base. «Ciò che è ambiguo – ha fatto notare Serfogli – è che le volte per i cannoni sono dirette verso il Bastione, il che fa ipotizzare che la funzione di questo muro fosse quella di proteggere la guarnigione fiorentina in una fase precedente alla costruzione del torrione e dei puntoni».
La seconda scoperta, invece, riguarda proprio uno dei due “spigoli” della vecchia fortezza fiorentina rimasti in piedi rispetto ai tre originari, un puntone appunto, al cui interno sono stati rinvenuti un’iscrizione facente riferimento all’anno 1511 (secondo Daole una «semplice traccia delle maestranze») e una sala di forma circolare con un pozzo adiacente. Quale fosse la funzione della sala, sotterranea rispetto all’ingresso del puntone, non è ancora possibile dirlo, ma secondo un esperto delle fortezze del Sangallo venuto a Pisa qualche anno fa si tratterebbe di una sorta di magazzino di derrate alimentari e vettovaglie.
«Adesso è pulito e visitabile – ha commentato l’architetto responsabile dei lavori – ma va intrapresa un’opera di impermeabilizzazione e di raccoglimento delle acque, che nei secoli hanno portato alla formazione di stalattiti e stalagmiti». Procedono, intanto, i lavori di riqualificazione del resede tra il Bastione e il Torrione, che dovrebbero terminare a fine ottobre e prevedono il restauro delle murature storiche nella porta di accesso sul lato est, la sistemazione dei piani esterni, la pavimentazione e l’istallazione di luci a led. Il progetto, del valore di 215mila euro, è finanziato interamente dal Comune. Cofinanziato dalla Fondazione Pisa è invece il progetto del restauro del tratto di mura sul lungarno Fibonacci, che si aggira intorno ai 480mila euro e prevede, nella stessa gara, anche il restauro delle mura sulla via Bonanno, dalla Torre Ghibellina fino al porto di San Giorgio. «Il bando di gara di questo ulteriore progetto – ha concluso Serfogli – è attualmente in pubblicazione, mentre entro fine anno speriamo di avere pronto anche quello per l’impermeabilizzazione del torrione e la ricollocazione dei lecci sul suo tetto. Rimane infine da acquisire l’area verde demaniale, un’area strategica sia per la sua posizione che per le sue potenzialità d’impiego».
L’intervento di riqualificazione del cortiletto, intrapreso per garantire l’accesso agli interni del Bastione anche a persone diversamente abili e realizzare ulteriori vie di fuga, ha portato gli operai a scavare per quasi 5 metri, facendo emergere un muro difensivo con delle cannoniere alla base. «Ciò che è ambiguo – ha fatto notare Serfogli – è che le volte per i cannoni sono dirette verso il Bastione, il che fa ipotizzare che la funzione di questo muro fosse quella di proteggere la guarnigione fiorentina in una fase precedente alla costruzione del torrione e dei puntoni».
La seconda scoperta, invece, riguarda proprio uno dei due “spigoli” della vecchia fortezza fiorentina rimasti in piedi rispetto ai tre originari, un puntone appunto, al cui interno sono stati rinvenuti un’iscrizione facente riferimento all’anno 1511 (secondo Daole una «semplice traccia delle maestranze») e una sala di forma circolare con un pozzo adiacente. Quale fosse la funzione della sala, sotterranea rispetto all’ingresso del puntone, non è ancora possibile dirlo, ma secondo un esperto delle fortezze del Sangallo venuto a Pisa qualche anno fa si tratterebbe di una sorta di magazzino di derrate alimentari e vettovaglie.
«Adesso è pulito e visitabile – ha commentato l’architetto responsabile dei lavori – ma va intrapresa un’opera di impermeabilizzazione e di raccoglimento delle acque, che nei secoli hanno portato alla formazione di stalattiti e stalagmiti». Procedono, intanto, i lavori di riqualificazione del resede tra il Bastione e il Torrione, che dovrebbero terminare a fine ottobre e prevedono il restauro delle murature storiche nella porta di accesso sul lato est, la sistemazione dei piani esterni, la pavimentazione e l’istallazione di luci a led. Il progetto, del valore di 215mila euro, è finanziato interamente dal Comune. Cofinanziato dalla Fondazione Pisa è invece il progetto del restauro del tratto di mura sul lungarno Fibonacci, che si aggira intorno ai 480mila euro e prevede, nella stessa gara, anche il restauro delle mura sulla via Bonanno, dalla Torre Ghibellina fino al porto di San Giorgio. «Il bando di gara di questo ulteriore progetto – ha concluso Serfogli – è attualmente in pubblicazione, mentre entro fine anno speriamo di avere pronto anche quello per l’impermeabilizzazione del torrione e la ricollocazione dei lecci sul suo tetto. Rimane infine da acquisire l’area verde demaniale, un’area strategica sia per la sua posizione che per le sue potenzialità d’impiego».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
