Proteste
Ecco come rinasce l’antica Certosa
di Sharon Braithwaite
In corso i lavori del primo lotto e la progettazione del secondo che consentirà un più agevole accesso ai disabili
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CALCI. In Valgraziosa si trova un storico complesso di fama internazionale e indubbia bellezza, la Certosa Monumentale. Al centro dei flussi turistici sui Monti Pisani c’è senz’altro il monumento certosino, il più visitato della provincia dopo la Torre Pendente. Il bilancio sulla stagione turistica appena conclusa sarà presentato oggi alle 9.30, all’interno del museo, durante il dibattito organizzato dal Tirreno e Confesercenti Toscana Nord.
La Certosa, fondata nel 1366, ospitò l’ordine certosino di San Bruno e fu abitata dai monaci fino al 1969. Il convento necessita da decenni importanti interventi strutturali e solo di recente sono iniziati i lavori di recupero delle coperture più ammalorate. I fondi ministeriali spesi nell’attuale cantiere sono pari a 1 milione e 100mila euro: sono giunti dopo una partecipatissima campagna di mobilitazione lanciata dalla comunità per il concorso dei “luoghi del cuore 2014”, promosso da Fai e Banca Intesa. Grazie alla visibilità ottenuta dal monumento furono promessi fondi pari a 2 milioni e 100mila euro, confermati a giugno e che saranno spesi nel secondo lotto di lavori. «Quelli in corso non sono interventi risolutivi, ma fondamentali; è senza dubbio un buon inizio – spiega Antonia d’Aniello, direttrice del museo della Certosa e delle residenze napoleoniche dell'Elba - La gara del Fai ha attirato molto l’attenzione sull’edificio; poi ci furono le visite del ministro Franceschini e della sottosegretaria Buitoni. Il comitato cittadino si è mosso molto bene e ha lavorato con Comune e Università di Pisa (ente che gestisce il Museo di Storia Naturale all’interno della Certosa, ndr). I fondi erano chiesti da tempo, dopo anni di scarsa manutenzione». I lavori iniziati ad ottobre 2016 prevedono la completa revisione della copertura della chiesa, «ovvero lo smontaggio del tetto con revisione della struttura portante tutta in legno e su capriate datate; in corso anche il rifacimento delle coperture di due lati del chiostro grande e di due cappelle adiacenti alla chiesa– spiega Gino Cenci, del Polo Museale della Toscana - Questi interventi termineranno a maggio 2018 e poi contiamo di iniziare il secondo lotto dei lavori, che ora è in fase di progettazione. Interverremo in base alle priorità». «Un altro problema da risolvere è quello dell’accessibilità per le persone diversamente abili o coloro che hanno disabilità temporanee - aggiunge D’Aniello - Con il secondo lotto di lavori speriamo di poter installare un ascensore, il punto è stato già individuato. D’altra parte, il pubblico dei musei è in gran parte composto da anziani e bisogna pensare a loro». Altro problema della struttura è la carenza di organico: i pochi concorsi pubblici in programma possono ben poco per colmare l’emorragia di pensionamenti. Otto i lavoratori attualmente impiegati nella Certosa monumentale in due turni: si tratta di vigilanti che informano gli utenti e gestiscono i gruppi di visitatori. Per poter funzionare meglio il museo avrebbe bisogno di almeno altre tre dipendenti: in questo modo, in caso di assenza improvvisa o malattia di un lavoratore, la struttura non sarebbe costretta a chiudere come avviene oggi.
La Certosa, fondata nel 1366, ospitò l’ordine certosino di San Bruno e fu abitata dai monaci fino al 1969. Il convento necessita da decenni importanti interventi strutturali e solo di recente sono iniziati i lavori di recupero delle coperture più ammalorate. I fondi ministeriali spesi nell’attuale cantiere sono pari a 1 milione e 100mila euro: sono giunti dopo una partecipatissima campagna di mobilitazione lanciata dalla comunità per il concorso dei “luoghi del cuore 2014”, promosso da Fai e Banca Intesa. Grazie alla visibilità ottenuta dal monumento furono promessi fondi pari a 2 milioni e 100mila euro, confermati a giugno e che saranno spesi nel secondo lotto di lavori. «Quelli in corso non sono interventi risolutivi, ma fondamentali; è senza dubbio un buon inizio – spiega Antonia d’Aniello, direttrice del museo della Certosa e delle residenze napoleoniche dell'Elba - La gara del Fai ha attirato molto l’attenzione sull’edificio; poi ci furono le visite del ministro Franceschini e della sottosegretaria Buitoni. Il comitato cittadino si è mosso molto bene e ha lavorato con Comune e Università di Pisa (ente che gestisce il Museo di Storia Naturale all’interno della Certosa, ndr). I fondi erano chiesti da tempo, dopo anni di scarsa manutenzione». I lavori iniziati ad ottobre 2016 prevedono la completa revisione della copertura della chiesa, «ovvero lo smontaggio del tetto con revisione della struttura portante tutta in legno e su capriate datate; in corso anche il rifacimento delle coperture di due lati del chiostro grande e di due cappelle adiacenti alla chiesa– spiega Gino Cenci, del Polo Museale della Toscana - Questi interventi termineranno a maggio 2018 e poi contiamo di iniziare il secondo lotto dei lavori, che ora è in fase di progettazione. Interverremo in base alle priorità». «Un altro problema da risolvere è quello dell’accessibilità per le persone diversamente abili o coloro che hanno disabilità temporanee - aggiunge D’Aniello - Con il secondo lotto di lavori speriamo di poter installare un ascensore, il punto è stato già individuato. D’altra parte, il pubblico dei musei è in gran parte composto da anziani e bisogna pensare a loro». Altro problema della struttura è la carenza di organico: i pochi concorsi pubblici in programma possono ben poco per colmare l’emorragia di pensionamenti. Otto i lavoratori attualmente impiegati nella Certosa monumentale in due turni: si tratta di vigilanti che informano gli utenti e gestiscono i gruppi di visitatori. Per poter funzionare meglio il museo avrebbe bisogno di almeno altre tre dipendenti: in questo modo, in caso di assenza improvvisa o malattia di un lavoratore, la struttura non sarebbe costretta a chiudere come avviene oggi.
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