Il Tirreno

Pisa

Case per gli studenti Lavori fermi da 2 anni

di Danilo Renzullo
Case per gli studenti Lavori fermi da 2 anni

Erano cominciati del luglio 2016 ma il permesso di costruire era scaduto

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PISA. Il cantiere è stato inaugurato poco più di un anno fa, ma i permessi per costruire sono arrivati solo ieri mattina. O meglio, solo ieri l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana (Dsu) ha ottenuto dagli uffici tecnici del Comune la nuova autorizzazione per la costruzione della casa dello studente di San Cataldo.

Lo studentato, che nel 2019 avrebbe dovuto ospitare oltre 240 studenti universitari borsisti, da oltre un anno è in attesa dei mezzi e degli operai che dopo poche settimane dalla posa della prima pietra hanno abbandonato la zona tra via Luzzatto e il tratto finale di via Garibaldi, su un’area concessa dal Demanio al Dsu appositamente per realizzare una residenza universitaria nei pressi della caserma della Guardia di Finanza, dove per il momento resta solo un cumulo di terra che cinge il perimetro del cantiere.

Ricorsi e burocrazia hanno costretto il Dsu a bloccare per più di due anni i lavori che, promette il presidente Marco Moretti «riprenderanno dalla prossima settimana».

Dopo l’ok ottenuto dal Dsu dalla conferenza dei servizi nel giugno 2015, il bando di gara e l’aggiudicazione dei lavori per circa 15 milioni di euro alla ditta Edificanda srl di Latina, il primo stop è stato imposto da un ricorso al Tar presentato da una delle imprese escluse dal piano di realizzazione della struttura che fornirà 242 posti alloggi su una superficie complessiva di 6.980 metri quadrati. Dopo il via libera del Tribunale amministrativo, l’inaugurazione del cantiere nel luglio 2016 con il sindaco Marco Filippeschi, i consiglieri regionali Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo e i vertici del Dsu impegnati nella posa della prima pietra e a sviscerare le tappe fondamentali di un cronoprogramma che si è interrotto poche settimane dopo. «Con il ricorso al Tar presentato da una delle aziende escluse dal bando di gara, l’inizio dei lavori è slittato a tredici mesi dopo la conferenza dei servizi che aveva autorizzato il cantiere», spiega Moretti. Nel frattempo sono decaduti i permessi per avviare la realizzazione dello studentato e dopo poche settimane dall’arrivo di mezzi e operai, Palazzo Gambacorti ha chiesto al Dsu di produrre tutti i documenti necessari per ottenere una nuova autorizzazione.

«Per evitare un contenzioso con il Comune - prosegue il presidente dell’Azienda per il diritto allo studio universitario - abbiamo preferito interrompere i lavori e riprodurre tutta la documentazione necessaria. Nel frattempo sono cambiate anche alcune richieste e gli atti presentanti alla conferenza dei servizi non erano più sufficienti: abbiamo quindi dovuto produrre anche documentazione aggiuntiva. Una tipica situazione burocratica che si è conclusa questa mattina (ieri per chi legge, ndr) quando abbiamo ritirato il nuovo permesso».

Dopo circa un anno di interruzione, il cantiere dovrebbe ripartire la prossima settimana per concretizzare un progetto che si pone l’obiettivo di aggiungere un altro tassello a quella sorta di cittadella universitaria e della ricerca che si sta sviluppando nella zona di San Cataldo. La costruzione del nuovo immobile (un unico blocco di quattro piani con camere singole e doppie dotate di servizi igienici privati, oltre a numerosi spazi comuni) sarà realizzato con un cofinanziamento del ministero dell'Istruzione (6,8 milioni tramite la Cassa Depositi e Prestiti), della Regione e del Dsu con proprie risorse e con un’operazione di permuta con la ditta costruttrice alla quale, al termine dei lavori, saranno ceduti gli immobili di via dell’Occhio e la residenza Campaldino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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