Sicurezza
Alleati presenti e (forse) futuri, Mdp apre le danze
Confronti in agenda con Campo Progressista, Riformisti e “In lista per Pisa”. E il Pd? «Ora hanno congressi e saggi»
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PISA. In agenda incontri con quelli che sono (o sono stati) gli alleati nella maggioranza di Palazzo Gambacorti. E che alle prossime elezioni potranno essere alleati futuri oppure ex compagni di viaggio. Nello scenario politico pisano si notano in questi giorni le mosse di Articolo Uno-Mdp. Costituito il coordinamento cittadino e ripartiti i compiti, è Andrea Marchetti (uno dei più recenti ex Pd) ad essere stato incaricato di seguire i rapporti con le altre forze del centrosinistra.
Il primo incontro, in omaggio alle dinamiche nazionali, sarà con Campo Progressista che in città ha come principale punto di riferimento l’ex assessore Dario Danti. Poi sarà la volta di “In lista per Pisa” del vicesindaco Paolo Ghezzi e un faccia a faccia è stato proposto anche ai Riformisti, che pure hanno già annunciato e ribadito una loro linea autonoma con la candidatura a sindaco di Antonio Veronese. «Noi incontriamo tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, Riformisti compresi, e non diamo niente per scontato», sottolinea Marchetti. E il confronto con il Pd, vero interrogativo nel mosaico delle alleanze? «Si avvicinano i congressi dei democratici e poi hanno il comitati dei saggi al lavoro. Quando ci incontreremo non avremo alcun tipo di preclusione verso i nomi che ci saranno presentati per le candidatura, ma vorremo un confronto a 360 gradi».
Sulla linea di Articolo Uno-Mdp, tolgono qualsiasi dubbio le parole del deputato Paolo Fontanelli: «Esistono oggi le condizioni politiche per una vittoria del centrosinistra senza il recupero di almeno una gran parte di quegli elettori? A mio parere no. Il punto è che gran parte di coloro che hanno scelto di non votare non sono solo delusi dal Pd, ma non vogliono assolutamente sentir parlare di Renzi e di un centrosinistra a trazione Pd. Questa è la questione da risolvere: in che modo, con quale proposta politica è possibile recuperare al voto quella vasta area di persone demotivate e sfiduciate? Basta il richiamo al fronte comune contro i barbari del populismo rappresentati dal M5S e da Salvini? Bisogna fare argine ed essere uniti, si dice, sotto le insegne del Pd. Ma la storia di questi anni dimostra il contrario. Il populismo da noi è cresciuto in presenza di un governo dominato da Renzi e dal Pd».
«Il vero problema - scrive Fontanelli nel suo blog - sta nei contenuti reali delle politiche che si portano avanti. Se non si parte da una svolta profonda nelle politiche economiche e sociali non è assolutamente immaginabile recuperare i consensi dei delusi. Per recuperare fiducia e credibilità non serve agitare lo spauracchio del populismo o generici discorsi sulle divisioni che lo favoriscono. Il centrosinistra, in coalizione o separato, con il maggioritario o con il proporzionale, non potrà comunque vincere se non riconquista il voto di una parte del popolo che ha perso. L’appello al voto utile in questo contesto, senza una svolta politica, rischia di aumentare il disimpegno anziché ridurlo».
Per Fontanelli l’unica strada è «ragionare sul fatto che la presenza di un nuovo soggetto politico di sinistra, capace di motivare e unire quell’area, è forse la speranza più concreta che oggi può far recuperare voglia e voti tra i tanti fuoriusciti. E se questo tentativo riesce allora sì che le ragioni della sinistra ritrovano in Parlamento e nella società le condizioni per farsi valere. Altrimenti c’è il centrismo di Renzi e l’accordo con Berlusconi».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il primo incontro, in omaggio alle dinamiche nazionali, sarà con Campo Progressista che in città ha come principale punto di riferimento l’ex assessore Dario Danti. Poi sarà la volta di “In lista per Pisa” del vicesindaco Paolo Ghezzi e un faccia a faccia è stato proposto anche ai Riformisti, che pure hanno già annunciato e ribadito una loro linea autonoma con la candidatura a sindaco di Antonio Veronese. «Noi incontriamo tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, Riformisti compresi, e non diamo niente per scontato», sottolinea Marchetti. E il confronto con il Pd, vero interrogativo nel mosaico delle alleanze? «Si avvicinano i congressi dei democratici e poi hanno il comitati dei saggi al lavoro. Quando ci incontreremo non avremo alcun tipo di preclusione verso i nomi che ci saranno presentati per le candidatura, ma vorremo un confronto a 360 gradi».
Sulla linea di Articolo Uno-Mdp, tolgono qualsiasi dubbio le parole del deputato Paolo Fontanelli: «Esistono oggi le condizioni politiche per una vittoria del centrosinistra senza il recupero di almeno una gran parte di quegli elettori? A mio parere no. Il punto è che gran parte di coloro che hanno scelto di non votare non sono solo delusi dal Pd, ma non vogliono assolutamente sentir parlare di Renzi e di un centrosinistra a trazione Pd. Questa è la questione da risolvere: in che modo, con quale proposta politica è possibile recuperare al voto quella vasta area di persone demotivate e sfiduciate? Basta il richiamo al fronte comune contro i barbari del populismo rappresentati dal M5S e da Salvini? Bisogna fare argine ed essere uniti, si dice, sotto le insegne del Pd. Ma la storia di questi anni dimostra il contrario. Il populismo da noi è cresciuto in presenza di un governo dominato da Renzi e dal Pd».
«Il vero problema - scrive Fontanelli nel suo blog - sta nei contenuti reali delle politiche che si portano avanti. Se non si parte da una svolta profonda nelle politiche economiche e sociali non è assolutamente immaginabile recuperare i consensi dei delusi. Per recuperare fiducia e credibilità non serve agitare lo spauracchio del populismo o generici discorsi sulle divisioni che lo favoriscono. Il centrosinistra, in coalizione o separato, con il maggioritario o con il proporzionale, non potrà comunque vincere se non riconquista il voto di una parte del popolo che ha perso. L’appello al voto utile in questo contesto, senza una svolta politica, rischia di aumentare il disimpegno anziché ridurlo».
Per Fontanelli l’unica strada è «ragionare sul fatto che la presenza di un nuovo soggetto politico di sinistra, capace di motivare e unire quell’area, è forse la speranza più concreta che oggi può far recuperare voglia e voti tra i tanti fuoriusciti. E se questo tentativo riesce allora sì che le ragioni della sinistra ritrovano in Parlamento e nella società le condizioni per farsi valere. Altrimenti c’è il centrismo di Renzi e l’accordo con Berlusconi».
Francesco Loi
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