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Pisa

E il Palacongressi è da tutto esaurito

E il Palacongressi è da tutto esaurito

Mille persone hanno affollato l’auditorium per conoscere le idee sul futuro dell’Arena. Corrado: «Progetto oltre lo sport»

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PISA. Mille tifosi di calcio che ascoltano concentrati sette diversi architetti per un paio d’ore, senza interrompere, senza far sentire un minimo di brusìo, applaudendo per simpatia, per speranza o anche a scena aperta alcuni passaggi dei professionisti e del presidente del Pisa Giuseppe Corrado.

Il Palazzo dei Congressi ha regalato ieri questo ambiente, con un lungo incontro condotto da Marina Presello, giornalista di Sky Sport: per il Pisa c’era anche il socio di maggioranza Enzo Ricci, che segue sì l’azienda ma non ama apparire e quindi non è salito sul palco degli oratori, dove invece hanno portato il loro saluto sia il sindaco Filippeschi sia il questore Francini.

A seguire la manifestazione c’era anche lo stato maggiore della Lega Pro, rappresentato dal presidente Gravina e dal segretario generale Ghirelli: la serata è stata sicuramente un bel biglietto da visita per il Pisa. Non solo per la partecipazione massiccia del pubblico, ma anche per la circostanza che è la prima volta in assoluto, in Italia, che i progetti di uno stadio vengono presentati alla cittadinanza.

A prendere la parola, con dieci minuti concessi a ciascuno e l’uso delle slide presentate su tre grandi schermi, sette architetti (sei italiani e uno francese) in rappresentanza dei gruppi che hanno elaborato i loro lavoro in questa sfida internazionale; alcuni di essi hanno già realizzato altri stadi, anche di dimensioni molto maggiori dell’Arena.

I progetti sono visivamente molto diversi fra di loro; cambiano le forme, cambiano le idee sugli spazi da dedicare all’accoglienza extracalcistica (bar, ristoranti, negozi, passeggiate in un paio di casi anche sulle coperture, ma in tutti i progetti ci sono le ipotesi di rimozione degli attuali orribili cancelli, di distanziamento della struttura dalle case più vicine e di una nuova viabilità.

L’attenzione del pubblico, che ha iniziato a mettersi in fila molto prima dell’orario di inizio previsto (le 18, poi in realtà i lavori sono iniziati intorno alle 18.40) è stata massima.

Per fortuna la memoria della gente non è così corta come si vorrebbe far credere: oggi la polemica in città verte sulla fattibilità e l’utilità di un’opera da 25-30 milioni di euro (uno degli architetti, che faceva presente che per uno stadio inglese da 10mila posti l’investimento è di 70 milioni, e all’Arena i posti previsti a fina lavori sono intorno a 17-18mila). Ma un anno fa di questi tempi, festeggiando la vittoria casalinga con l’Ascoli con il pubblico fuori dallo stadio inagibile, scrivevamo della difesa del presidente Petroni che si diceva convinta di evitare la condanna e la bancarotta (di lì a poche settimane invece sarebbe arrivata la condanna a nove anni e mezzo) mentre il presidente della Lega B Abodi finalmente si spazientiva con lo stesso Petroni scoprendo che c’erano due milioni di debiti, e Zazzaroni chiedeva ad Abodi di fare da intermediario tra la proprietà e Dana o qualsiasi altro probabile acquirente. Ricordi da paura.

Anche questo spiega l’entusiasmo di ieri sera da parte dei tifosi, a partire dal momento in cui sono state abbassate le luci ed è partito l’inno del Pisa. Dopo un “inciampo” iniziale con i complimenti al Pisa per la vittoria di Como (in realtà era Cuneo) anche la conduzione della serata è stata molto gradevole ma soprattutto puntuale. «Viabilità, trasporti pubblici e privati, accoglienza, interazione con il quartiere - ha ricordato Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di Ire - sono state le linee guida che abbiamo dato ai progettisti. Qualche mese fa, quando il Pisa è retrocesso, io e Beppe Corrado ci siamo guardati negli occhi: non c’è stata nessuna esitazione nell’idea di andare avanti».

È stato proprio Corrado a scaldare la platea guadagnandosi gli applausi più convinti nel suo breve saluto: «L’ammodernamento dell’Arena è un progetto che va oltre lo sport. Vogliamo creare valore attraverso il calcio e spero di meritare l’affetto che la gente dà al Pisa. Lo stadio è la casa dello sport, ma pensiamo a un centro di intrattenimento trasversale anche per i giorni in cui non c’è la partita». (a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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