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PISA. Sette progetti per la “nuova” Arena Garibaldi. Alla fine ne verrà scelto uno. La società deciderà in base alla valutazione degli esperti, alle migliori condizioni di fattibilità e anche sui consigli dei tifosi. In queste pagine i sette progetti in corsa e per ognuno una breve descrizione delle caratteristiche, sia per quanto riguarda la struttura che per l’inserimento nel quartiere di Porta a Lucca. Lunedì 25, al Palacongressi (ore 18,30), i progetti saranno illustrati dai loro ideatori in tutti i dettagli.
*** (al termine dell'articolo potete dire la vostra votando il progetto che vi piace di più)
1. LO STILE “TORINO”
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Visuale migliore su quello che accade in campo
Tra i sette progetti per la nuova Arena quello che abbiamo indicato con il numero 1 è, a livello estetico, anche quello più somiglainte all’Allianz Stadium di Torino, ovviamente in miniatura. Prende comunque spunto dalle arene ovali tradizionali ed è costruito su un anello unico. La copertura e il rivestimento saranno realizzati con materiali e pannelli di alta qualità, con una tecnologia considerata all’avanguardia. Come in tutti i progetti l’abbattimento delle curve permette ai tifosi di essere molto più vicini al rettangolo di gioco. Da quello che si intuisce questo progetto permette di avere un’ottima visuale della partita in ogni settore. Sopra una delle tribune comparirà la scritta Pisa in bianco sul completo sfondo azzurro. All’esterno è prevista la realizzazione di un ampio spazio destinato ad aree commerciali.
Lo stadio sarà leggermente sopraelevato. A terra vi sarà un accesso a un porticato che gira attorno al volume fisico dello stadio. Da qui si accede a un camminamento sopraelevato dove si entra nello stadio vero e proprio per godersi la partita e le altre attività che dovranno portare attrattive sette giorni su sette. Il progetto prevede anche un ristorante all’interno dell’impianto e una piazza pubblica da realizzare nello spazio che sarà ricavato alle spalle della Curva Nord. Un progetto in linea con quello di molte realtà italiane e internazionali degli ultimi anni. La dacia Arena dell’Udinese ma soprattutto, come detto, l’Allianz Stadium della Juventus ovviamente in versione ridotta rispetto a quello dell’architetto Zavanella che fu incaricato di progettare anche lo stadio di Ospedaletto. L’idea comunque è la stessa: stadio più piccolo ma maggiormente accogliente.
2. NON SOLO LA PARTITA
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Spazi per lo shopping ma anche per il museo
Un progetto all’inglese con uno stile classico anche all’esterno mantenendo un occhio di riguardo sul verde. La struttura è rettangolare e molto vicina al campo. La copertura è leggera e riguarda tutti i settori dello stadio. Anche qui l’abbattimento delle curve permette un sostanziale avvicinamento al campo e un’ottima visuale. Anche in questo caso posti tutti coperti e a sedere. Verrà costruito anche un terrazzino con vista stadio in tribuna, lato curva nord, che probabilmente diventerà l’area Hospitality. D’impatto anche l’ingresso delle nuove gradinate contraddistinto da un’ampia scalinata che porta all’ingresso con tanto di fioriere sulla balconata che si affaccia verso l’esterno. In pratica un piccolo anello più alto per accedere alle tribune mentre sotto sorgeranno bar e negozi vari.
Come in altri progetti si curerà molto l’aspetto del merchandising del club ma anche a quello storico. Non è un mistero che tanti tifosi vogliono il museo del calcio all’interno dell’Arena Garibaldi. Sono tanti i cimeli che potrebbero trovare posto proprio in un impianto di questo tipo che per di più evoca il fascino degli stadi di oltre manica del secolo scorso, pur essendo moderno e all’avanguardia. Si potrà accedere comodamente ai tanti servizi all’interno dello stadio e anche all’esterno dove aree commerciali funzionali pensate proprio per questo quartiere. Per concettualità molto diverso dal Ferraris di Genova e probabilmente più vicino a quello dei progetti per i futuri impianti di Bergamo e Pescara che rappresentano un ritorno al modello britannico nel nostro paese. Questo progetto resta ancora un po’ misterioso ma proprio per questo tra i più affascinanti da conoscere una volta che sarà presentato alla città e ai tifosi.
3. COME IN INGHILTERRA
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Un parco tutto da vivere al posto del tetto
Il più verde di tutti. Di grande bellezza visiva soprattutto dall’alto. Questo progetto prevede una copertura totalmente nuova e a grandissimo impatto ambientale. Infatti sul tetto dello stadio saranno costruiti dei giardini percorribili e calpestabili. Ci sarà la possibilità di poter vedere la città dall’alto circondati dal verde. L’idea del progettista è quella di far rivivere i giardini rinascimentali proprio sopra lo stadio cittadino. L’ecologia qui è al centro di tutto ma anche gli altri aspetti non passano in secondo piano. A cominciare da quello sportivo. Dai rendering sembra proprio il classico stadio “caldo” con tutti i settori molto vicini al campo. I posti a sedere sono meno di 20mila e le gradinate sono quadrate e aperte ai lati. Il classico stadio all’inglese con la novità del giardino al piano di sopra. All’esterno il piazzale rettangolare circonda l’esterno dell’arena segnando il confine con le abitazioni.
All’esterno un altro richiamo al verde sulle nuove facciate dello stadio con le piante che toccano quasi terra che ricordano quelle dei giardini di via Giulia a Roma. La tribuna a livello di struttura interna subirà meno modifiche rispetto agli altri settori e anche questa è una costante di tutti i progetti. Ovviamente non mancheranno servizi e funzioni di pubblica utilità. All’interno è prevista, come in diversi progetti, la costruzione di una nuova sala stampa moderna per poter accogliere tutti i giornalisti. Uno stadio ecosostenibile, non è l’unico tra quelli in gara, sul modello di quello del Forest Green Rovers Fottball Club, squadra che milita nella football league two inglese, progettato e realizzato da Dale Vince proprietario di una compagnia che produce energia pulita.
4. IL MODELLO OPORTO
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L’astronave con vista sulla Torre pendente
Lo stadio astronave. In Italia veniva chiamato così il progetto di Renzo Piano per il San Nicola di Bari, divenuta poi una vera e propria cattedrale nel deserto per 58mila spettatori e il simbolo dello spreco di denaro di Italia 90. Il progetto astronave pensato per Pisa è molto diverso e a misura d’uomo. Anche qui si va su una capienza intorno ai 18mila posti con questa copertura che desta un grande fascino soprattutto in notturna. Più che al San Nicola l’ispirazione è quella del Do Dragao di Oporto dove gioca il Porto di Iker Casillas. L’impianto lusitano tra l’altro piace molto allo stesso presidente nerazzurro Giuseppe Corrado, il quale rimase molto colpito quando lo scorso inverno ha avuto il privilegio di visitarlo.
Il progetto si snoderà su un unico anello che non ricorda gli impianti inglesi ma resta piuttosto curvo e snodato come la sua copertura esterna. Si resta sempre a due passi dal terreno di gioco e in questo caso la tribuna sarà modificata nella copertura (per modernità e tipologia ricorda in parte quella del primo progetto) ma non del tutto nella facciata esterna. Questo progetto punta molto sulla costruzione di un grande spazio pubblico all’esterno e una imponente galleria commerciale di fronte alla piazza che sorgerà all’esterno della curva nord. Anche qui dovrebbero trovare collocazione aree a verde. Questo progetto probabilmente è tra quelli più all’avanguardia e al contempo cerca di non dimenticare il rispetto dell’ambiente, nonostante l’aspetto moderno sia in grande risalto. Infatti sorgeranno spazi commerciali anche all’interno dell’Arena con la possibilità di fare un ampia passeggiata con vista piuttosto ravvicinato verso la piazza più bella del mondo.
5. ATTENZIONE AL QUARTIERE
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Coperture trasparenti e giardini all’esterno
Il numero 5 è un progetto che mette insieme varie idee di stadio. Quella più classica visto che la copertura della tribuna centrale resta praticamente uguale e anche a un primo impatto sembra quello più simile allo stadio attuale. Anche internamente sia la tribuna che la gradinata manterranno la stessa struttura, la quale sarà consolidata e migliorata, mentre in questi due settori la distanza dal campo è maggiore rispetto agli altri progetti. Le modifiche però sono sostanzialmente importanti. Anche qui le curve saranno demolite e sorgeranno più vicine al campo. Ai lati della tribuna vi sarà uno spazio aperto che in pratica fa da stacco tra i due nuovi settori popolari che in pratica sono due vere e proprie gradinate. L’estetica interna ricorda quella della Veltins Arena di Gelsenkirchen con i seggiolini tutti blu, ma lo stadio è completamente diverso. Non solo per le dimensioni ma anche per estetica.
La capienza sarà al massimo di 18mila posti a sedere. La copertura delle nuove curve e della gradinata sarà molto sottile e trasparente, simile a quella di tanti stadi di nuova generazione come quello di Città del Capo o al solito Do Dragao di Oporto. I negozi e gli esercizi commerciali sorgeranno quasi tutti sotto la tribuna coperta. Grande importanza all’ambiente anche in questo progetto soprattutto all’esterno dove la zona di Porta a Lucca sarà diventerà una specie di grande giardino pubblico con la costruzione di tante aiuole. L’idea anche qui è quella di abbinare il verde a un percorso itinerante che potrà accontentare tutti i turisti con spirito ecologico che avranno così un motivo in più per fare un salto allo stadio per una struttura che anche in questo caso vuol essere funzionante tutta la settimana.
6. UN RETTANGOLO
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Una grande piazza per un pubblico giovane
Altro stadio all’inglese, ma in questo caso con una copertura particolarmente ampia e di forma rettangolare. Via quindi il tetto attuale della tribuna e spazio ad un tetto piastrellato e trasparente che permette l’intera copertura per uno stadio sempre vicino ai 20mila posti come capienza complessiva. Per certi versi il progetto di questa struttura ricorda il “Dino Manuzzi” di Cesena, ma nasce su un solo grande anello rettangolare, mentre l’ormai trentennale impianto romagnolo è disposto su due piani fatta eccezione per la piccola tribuna centrale. La caratteristica principale all’esterno è dovuta proprio a questa copertura che copre anche la grande piazza che nascerebbe nello spazio esterno in corrispondenza della curva Nord e della tribuna centrale. Grazie a queste caratteristiche strutturali, sarebbe possibile frequentare l’impianto sia in estate che in inverno restando al riparo dalla pioggia. Ma anche all’esterno degli altri settori ci sarà la possibilità di vedere sorgere nuovi locali.
Un progetto che sposa bene la possibilità di accoglienza all’esterno soprattutto da parte di un pubblico giovane, interessato ad eventi non solo sportivi. Molto caratteristiche anche le colonne portanti dell’impianto, simili a quelle del progetto del nuovo stadio di Bordeaux in Francia. Anche questo progetto pone l’accento sulla questione ambientale con una parete esterna completamente verde. Il progetto prevede anche la piantumazione di alberi nella zona antistante al piazzale esterno. Altra caratteristica di tutti i progetti, compreso questo, è quella di capire se sarà possibile realizzare nuovi parcheggi e nuove opere di utilità pubblica.
7. LO STILE NORDICO
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Architettura “green” e omaggio alla storia
Un vero omaggio al gioco del calcio e in particolare al terreno di gioco. Quest’ultimo progetto, il numero 7, presenta una copertura che cattura subito l’attenzione di tutti visto che è completamente verde e rettangolare. Il concetto si può allargare anche a una libera interpretazione del contesto paesaggistico di Pisa e della sua provincia. Infatti questo tipo di copertura più che una parte della tribuna della Dacia Arena di Udine ricorda quella tipica dell’architettura green tradizionale nei paesi nordici oppure quello di alcuni hotel di extra lusso in India. La copertura ha un valore solamente estetico perché non è calpestabile. Un’idea visiva molto originale con un solo aspetto conservativo. La tribuna centrale, almeno per quanto riguarda la copertura, resta identica a quella attuale. Struttura rettangolare e all’interno posti tutti a sedere (seggiolini celesti con sfondo bianco) su un unico anello sempre a due passi dal campo di gioco. In ogni settore la parte superiore sembra una specie di terrazza leggermente rialzata.
L’allestimento esterno è composto da un grande numero di colonnati che è un richiamo alle radici storiche di Pisa visto che ricorda le preesistenze di Piazza dei Miracoli e in particolare del Duomo. Quindi la facciata esterna è completamente bianca. Come negli altri progetti c’è attenzione al verde e alla costruzione di progetti importanti per riqualificare il quartiere. Anche qui ovviamente saranno costruite aree commerciali all’interno dello stadio con un occhio ovviamente al merchandising. Stadio tipicamente all’inglese, ma con punte di originalità dal punto di vista estetico e che non ha grossi modelli di riferimento nel nostro Paese.ù
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