Guasto all’ascensore, impossibile fare lezione
di Mario Neri
Leonardomaria, studente disabile, resta fuori dal Polo Guidotti. È la quarta volta che succede. L’università al lavoro per risolvere quanto prima la situazione
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PISA. Ancora lì, di fronte alla porta dell’ascensore come ad una montagna. Con un foglio A4 e la scritta rossa che suona come un po’ come una beffa. Anche una scala per Leonardomaria Guarini può essere l’Everest. Sebbene lui, sull’Everest della vita, potrebbe starci come tutti gli altri. Anzi, anche meglio. «Non lo dice perché non vuole dare l’idea di fare lo spaccone. Ma ha tutti trenta e trenta e lode, massimo ventinove. Per un ventotto potrebbe cascare il mondo», dice la mamma, Maria Colombo. Una cinquantina di gradini, invece, per salire al primo piano del Polo Guidotti da lunedì lo dividono da una delle aule da frequentare per completare per la sua corsa verso la laurea.
Leonardomaria è tetraplegico dalla nascita. Ipossia, si chiama così, è la causa che lo costringe sulla sedia a rotelle. Un cervello col turbo imprigionato in un corpo che non lo segue, non ascolta i comandi. Ipossia, la nemica a cui da 26 anni non la dà vinta neppure per un giorno, un’ora, un minuto. Leonardomaria è un lottatore, elementari, medie, il liceo: non ha mai rinunciato a nulla, seppure diviso fra l’America e Cuba, dove ha vissuto a sprazzi per le cure e la riabilitazione. Ora invece deve arrendersi a un cortocircuito. «L’ascensore è guasto. Non si sale - dice - Ho perso la mia prima lezione di Storia e critica del cinema lunedì. Dicono di aver già allertato le ditte, di aver fatto partire la richiesta di riparazione ma niente, a causa dei “tempi burocratici” gli operai non sono ancora venuti. Mi sono iscritto a Pisa nel 2014 perché dicono fosse un’eccellenza nel garantire il diritto allo studio ai disabili». Non è la prima volta, ma la quarta che preme il tasto dell’ascensore al Guidotti e niente. «È vero ci avevano avvertito che era guasto prima di venire. Un’accortezza apprezzabile, ma non può bastare. Questa è la quarta volta che si guasta - dice Maria - Perché non sostituirlo direttamente invece di ripararlo. E perché non spostare le lezioni in un’aula che sia al piano terra? A luglio eravamo stati all’Usid, l’ufficio disabilità, per affrontare i nodi spinosi della sua esperienza in ateneo. Tutor, barriere architettoniche. Sembrava tutto risolto». In realtà - dicono dall’ateneo - il guasto sarà riparato al più presto, e se non lo è ancora stato è perché dalla ditta a non è ancora arrivato il pezzo di ricambio. Non solo. Del caso di Leonardomaria si è occupato direttamente il rettore Paolo Mancarella, per cui l’integrazione dei disabili è una priorità. Non è un caso che quasi ogni suo corso si svolga in aule accessibili. Il Guidotti è l’unico neo. E Leonarsdomaria non è l’unico disabile a frequentarlo. Tiziano Palese, ventenne, arriva ogni giorno a Pisa da Livorno. «Eh sì, l’ascensore rotto non è il massimo. Ma la tutor e un mio amico mi hanno preso di peso e io oggi sono riuscito a partecipare alla lezione».
Leonardomaria è tetraplegico dalla nascita. Ipossia, si chiama così, è la causa che lo costringe sulla sedia a rotelle. Un cervello col turbo imprigionato in un corpo che non lo segue, non ascolta i comandi. Ipossia, la nemica a cui da 26 anni non la dà vinta neppure per un giorno, un’ora, un minuto. Leonardomaria è un lottatore, elementari, medie, il liceo: non ha mai rinunciato a nulla, seppure diviso fra l’America e Cuba, dove ha vissuto a sprazzi per le cure e la riabilitazione. Ora invece deve arrendersi a un cortocircuito. «L’ascensore è guasto. Non si sale - dice - Ho perso la mia prima lezione di Storia e critica del cinema lunedì. Dicono di aver già allertato le ditte, di aver fatto partire la richiesta di riparazione ma niente, a causa dei “tempi burocratici” gli operai non sono ancora venuti. Mi sono iscritto a Pisa nel 2014 perché dicono fosse un’eccellenza nel garantire il diritto allo studio ai disabili». Non è la prima volta, ma la quarta che preme il tasto dell’ascensore al Guidotti e niente. «È vero ci avevano avvertito che era guasto prima di venire. Un’accortezza apprezzabile, ma non può bastare. Questa è la quarta volta che si guasta - dice Maria - Perché non sostituirlo direttamente invece di ripararlo. E perché non spostare le lezioni in un’aula che sia al piano terra? A luglio eravamo stati all’Usid, l’ufficio disabilità, per affrontare i nodi spinosi della sua esperienza in ateneo. Tutor, barriere architettoniche. Sembrava tutto risolto». In realtà - dicono dall’ateneo - il guasto sarà riparato al più presto, e se non lo è ancora stato è perché dalla ditta a non è ancora arrivato il pezzo di ricambio. Non solo. Del caso di Leonardomaria si è occupato direttamente il rettore Paolo Mancarella, per cui l’integrazione dei disabili è una priorità. Non è un caso che quasi ogni suo corso si svolga in aule accessibili. Il Guidotti è l’unico neo. E Leonarsdomaria non è l’unico disabile a frequentarlo. Tiziano Palese, ventenne, arriva ogni giorno a Pisa da Livorno. «Eh sì, l’ascensore rotto non è il massimo. Ma la tutor e un mio amico mi hanno preso di peso e io oggi sono riuscito a partecipare alla lezione».
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