Proteste
Corsi chiusi e test errato «Faremo ricorso al Tar»
PISA. «Non accetteremo un altro concorso e vogliamo che vengano ammessi tutti i partecipanti ai test come ha fatto l’università di Firenzel e siamo pronti ad adire il Tar». Lo dicono i rappresentanti...
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PISA. «Non accetteremo un altro concorso e vogliamo che vengano ammessi tutti i partecipanti ai test come ha fatto l’università di Firenzel e siamo pronti ad adire il Tar».
Lo dicono i rappresentanti del sindacato studentesco “Unione degli universitari-Diritti a Sinistra” alla luce degli errori formali sul concorso di ammissione a Scienze biologiche e Biotecnologie due corsi di laurea a numero chiuso. I partecipanti a questo concorso erano rispettivamente 811 e 624 per un totale di 300 posti. Il vizio formale che gli studenti contestano è che il bando prevedeva 75 domande mentre se ne sono ritrovate 50. L’errore è imputabile all’ateneo? «Secondo noi no, se non in parte, chi ha sbagliato è il Cisia che è la società che viene usata dal nostro ateneo assieme ad altri, per gestire questi mega concorsi» dice Gianluca Ficini del sindacato studentesco. Come si esce da questo empasse? L’ateno pisano rispose in maniera salomonica, dicendo: «Riconosciamo l’errore ma non facciamo un passo indietro, le graduatorie rimangono». L’Università per rimediare in qualche modo, fece una sorta di correttivo, e cioè quello di dare a tutti dieci punti. «Peccato che se si danno 10 punti al primo in graduatoria e dieci all’ultimo, questa graduatoria non si muove, non cambia. Resta tale e quale» dicono gli studenti che chiedono al rettore di aprire le iscrizioni a tutti i candidati al test.
Riannodando l’ingarbugliata vicenda, in data 8 settembre si è svolto a Lucca il test di ingresso di Scienze biologiche e Biotecnologie valido per l’iscrizione al nostro Ateneo. «Sin da subito abbiamo iniziato a ricevere lamentele da parte degli studenti sulle modalità con cui si erano svolte le operazioni di valutazione dei candidati – dicono gli studenti – e in seguito a quella che è stata la decisione del Rettore dell’università di Firenze, siamo stati sommersi dalle centinaia richieste di chiarimenti». A Firenze infatti, quasi simultaneamente, era successa la stessa cosa e cioè un test diverso da quello previsto nel bando del concorso. «Solo che la reazione dell’ateneo gigliato è stata diversa ossia ha aperto l’iscrizione a tutti i partecipanti» dice Ficini.
Una cosa è certa e cioè che «non vogliamo fare un nuovo concorso anche perché è costoso sia a noi studenti che alla stessa università e siamo in tempi di spending review». Gli studenti sono pronti a fare ricorso in massa ed infatti hanno allertato un loro legale di fiducia, l’avvocato Michele Bonetti.
«I presupposti per fare ricorso al Tar ci sono tutti e il nostro legale sta valutando quando fare la domanda» concludono dal sindacato studentesco che ha tenuto la conferenza stampa presso ala Cgil pisana.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo dicono i rappresentanti del sindacato studentesco “Unione degli universitari-Diritti a Sinistra” alla luce degli errori formali sul concorso di ammissione a Scienze biologiche e Biotecnologie due corsi di laurea a numero chiuso. I partecipanti a questo concorso erano rispettivamente 811 e 624 per un totale di 300 posti. Il vizio formale che gli studenti contestano è che il bando prevedeva 75 domande mentre se ne sono ritrovate 50. L’errore è imputabile all’ateneo? «Secondo noi no, se non in parte, chi ha sbagliato è il Cisia che è la società che viene usata dal nostro ateneo assieme ad altri, per gestire questi mega concorsi» dice Gianluca Ficini del sindacato studentesco. Come si esce da questo empasse? L’ateno pisano rispose in maniera salomonica, dicendo: «Riconosciamo l’errore ma non facciamo un passo indietro, le graduatorie rimangono». L’Università per rimediare in qualche modo, fece una sorta di correttivo, e cioè quello di dare a tutti dieci punti. «Peccato che se si danno 10 punti al primo in graduatoria e dieci all’ultimo, questa graduatoria non si muove, non cambia. Resta tale e quale» dicono gli studenti che chiedono al rettore di aprire le iscrizioni a tutti i candidati al test.
Riannodando l’ingarbugliata vicenda, in data 8 settembre si è svolto a Lucca il test di ingresso di Scienze biologiche e Biotecnologie valido per l’iscrizione al nostro Ateneo. «Sin da subito abbiamo iniziato a ricevere lamentele da parte degli studenti sulle modalità con cui si erano svolte le operazioni di valutazione dei candidati – dicono gli studenti – e in seguito a quella che è stata la decisione del Rettore dell’università di Firenze, siamo stati sommersi dalle centinaia richieste di chiarimenti». A Firenze infatti, quasi simultaneamente, era successa la stessa cosa e cioè un test diverso da quello previsto nel bando del concorso. «Solo che la reazione dell’ateneo gigliato è stata diversa ossia ha aperto l’iscrizione a tutti i partecipanti» dice Ficini.
Una cosa è certa e cioè che «non vogliamo fare un nuovo concorso anche perché è costoso sia a noi studenti che alla stessa università e siamo in tempi di spending review». Gli studenti sono pronti a fare ricorso in massa ed infatti hanno allertato un loro legale di fiducia, l’avvocato Michele Bonetti.
«I presupposti per fare ricorso al Tar ci sono tutti e il nostro legale sta valutando quando fare la domanda» concludono dal sindacato studentesco che ha tenuto la conferenza stampa presso ala Cgil pisana.
Carlo Venturini
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