La manifestazione
Piazza blindata, ma è bagno di folla
di Carlotta Lattanzi
Rigide misure di sicurezza per l’ingresso davanti alla Normale. Centinaia di studenti e bambini: «Benvenuto maestro»
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PISA. «Welcome Dalai Lama» srotolano il loro saluto i bambini delle Zerboglio su uno striscione a fine mattinata. La sicurezza non ha risparmiato nessuno, anche loro sono passati dai filtri degli agenti di polizia. E anche loro, come centinaia di persone, hanno atteso ore in fila per entrare in piazza dei Cavalieri. Blindato e gremito, nell’emiciclo di fronte alla Normale la folla scolta in silenzio per un’ora le parole del maestro buddhista.
I rigidi controlli ieri non scoraggiano il pubblico. Ci sono studenti e docenti delle superiori, non solo pisani, come il liceo scientifico De Ambrosis Natta di Sestri Levante: «Non abbiamo ancora parlato del Dalai Lama in classe – commenta Marco, a nome della quinta –, ma quello di oggi è il presupposto di un lavoro di approfondimento con gli insegnati di filosofia e storia». Ci sono i ragazzi del Carducci e del Galilei.
E per loro parlano due insegnati di religione: «Siamo all’inizio dell’anno scolastico e la conferenza di oggi è un’interessante premessa per affrontare questioni filosofiche e di attualità, a maggior ragione considerando che questi studenti seguono il corso di Scienze Umane», commenta la prof Di Pierro. «Anche noi partecipiamo per gettare premesse da discutere in seconda battuta con gli studenti – sottolinea il prof Cerrai – Io insegno religione e questo oggi significa insegnare le religioni, cioè a conoscere i vari approcci teologici al mondo, in modo trasversale e critico».
Multiculturalità e tolleranza. Per l’assessore alla cultura Andrea Ferrante sono la bussola dell’incontro. «La giornata di oggi costituisce un’occasione di confronto interculturale di grande rilievo – dice Ferrante –, oltre che uno spunto per parlare a tutto tondo dell’uomo. Pisa assume ancora il ruolo di centro propulsore di conoscenza: il Dalai Lama è infatti ospite d’onore dell’ateneo che domani gli conferirà la laurea honoris causa in psicologia. Questa iniziativa rivela ancora una volta la natura di Pisa come città internazionale e connessa al resto del mondo ai massimi livelli. Si pensi che Pomaia ospita uno dei maggiori istituti buddisti in Italia, l’Istituto Lama Tzong Khapa. Non tutti hanno la possibilità di vivere in una città che offre occasioni come questa per guardare al mondo con mente aperta. Mi auguro che questo aspetto si ripercuota nella quotidianità di ognuno e che il messaggio di tolleranza faccia passare uno spiraglio di luce in un’epoca molto buia».
Aspetti questi, ribaditi proprio dall’Istituto di Pomaia. «La quantità di giovani presenti è incoraggiante – commenta Raffaello Longo, –, loro sono il futuro ed è su di loro che bisogna lavorare. L’intolleranza non offre beneficio a nessuno, neanche agli stessi che la promuovono».
L’incontro non manca di affascinare anche i più piccoli, grazie al lavoro svolto da insegnanti come Agnieszka Bursztyka, Silvia Paganelli e Antonella Marazzìa delle Scuole Zerboglio, primarie dell’I. C. Fucini. «Abbiamo fatto un bello striscione a seguito di un percorso sulla solidarietà intrapreso lo scorso anno con l’Associazione Ciardelli – dice Paganelli –. Si trattava di una sorta di “telegiornale delle buone notizie”, tra le quali abbiamo incluso l’arrivo del Maestro del buddismo tibetano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I rigidi controlli ieri non scoraggiano il pubblico. Ci sono studenti e docenti delle superiori, non solo pisani, come il liceo scientifico De Ambrosis Natta di Sestri Levante: «Non abbiamo ancora parlato del Dalai Lama in classe – commenta Marco, a nome della quinta –, ma quello di oggi è il presupposto di un lavoro di approfondimento con gli insegnati di filosofia e storia». Ci sono i ragazzi del Carducci e del Galilei.
E per loro parlano due insegnati di religione: «Siamo all’inizio dell’anno scolastico e la conferenza di oggi è un’interessante premessa per affrontare questioni filosofiche e di attualità, a maggior ragione considerando che questi studenti seguono il corso di Scienze Umane», commenta la prof Di Pierro. «Anche noi partecipiamo per gettare premesse da discutere in seconda battuta con gli studenti – sottolinea il prof Cerrai – Io insegno religione e questo oggi significa insegnare le religioni, cioè a conoscere i vari approcci teologici al mondo, in modo trasversale e critico».
Multiculturalità e tolleranza. Per l’assessore alla cultura Andrea Ferrante sono la bussola dell’incontro. «La giornata di oggi costituisce un’occasione di confronto interculturale di grande rilievo – dice Ferrante –, oltre che uno spunto per parlare a tutto tondo dell’uomo. Pisa assume ancora il ruolo di centro propulsore di conoscenza: il Dalai Lama è infatti ospite d’onore dell’ateneo che domani gli conferirà la laurea honoris causa in psicologia. Questa iniziativa rivela ancora una volta la natura di Pisa come città internazionale e connessa al resto del mondo ai massimi livelli. Si pensi che Pomaia ospita uno dei maggiori istituti buddisti in Italia, l’Istituto Lama Tzong Khapa. Non tutti hanno la possibilità di vivere in una città che offre occasioni come questa per guardare al mondo con mente aperta. Mi auguro che questo aspetto si ripercuota nella quotidianità di ognuno e che il messaggio di tolleranza faccia passare uno spiraglio di luce in un’epoca molto buia».
Aspetti questi, ribaditi proprio dall’Istituto di Pomaia. «La quantità di giovani presenti è incoraggiante – commenta Raffaello Longo, –, loro sono il futuro ed è su di loro che bisogna lavorare. L’intolleranza non offre beneficio a nessuno, neanche agli stessi che la promuovono».
L’incontro non manca di affascinare anche i più piccoli, grazie al lavoro svolto da insegnanti come Agnieszka Bursztyka, Silvia Paganelli e Antonella Marazzìa delle Scuole Zerboglio, primarie dell’I. C. Fucini. «Abbiamo fatto un bello striscione a seguito di un percorso sulla solidarietà intrapreso lo scorso anno con l’Associazione Ciardelli – dice Paganelli –. Si trattava di una sorta di “telegiornale delle buone notizie”, tra le quali abbiamo incluso l’arrivo del Maestro del buddismo tibetano».
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