Sicurezza
I SALUTI e le curiosità
L’associazione Alba cucina per il Dalai Lama
PISA. I saluti al Dalai Lama sono stati portati dal sindaco Marco Filippeschi e da Filippo Scianna responsabile dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia. «Nell’era digitale – dice Filippeschi – il...
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PISA. I saluti al Dalai Lama sono stati portati dal sindaco Marco Filippeschi e da Filippo Scianna responsabile dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia.
«Nell’era digitale – dice Filippeschi – il tempo è scandito dalla rapidità e dalla frammentarietà della vicinanza – una vicinanza sempre più spesso virtuale –, e del linguaggio informatico per risposte rapide, automatiche, che sono simili alle risposte di sopravvivenza, ad impulsi che sfuggono il dominio della volontà». E sempre il primo cittadino aggiunge: «Il pensiero digitale si fa strada, grazie alla plasticità, modificando funzioni e strutture cerebrali: ciò si vede già nell’educazione dei bambini, anche per potere “ipnotico” della comunicazione digitale. Già oggi, incide, per esempio, sulla spinta al consumo, per la nella schiavitù alle mode, o aiuta il dilagare delle paure, di odi irrazionali, di chiusure impossibili». «Siamo tutti curiosi e desiderosi di sapere – ha detto il rettore Palo Mancarella – come procederà lo sforzo di traduzione di due culture e di due tradizioni che, pur nella loro diversità, o forse soprattutto grazie alla loro diversità, potranno aiutare a far crescere la conoscenza nel campo della mente su cui, è vero, si sono fatti grandi passi in avanti, ma che rimane, come l’universo fisico, un mondo dove vi è ancora molto da esplorare». «L’origine del simposio – spiegano Angelo Gemignani, Alfonso Maurizio Iacono e Bruno Neri, i docenti dell’Università di Pisa che fanno parte del comitato scientifico – è nella convenzione firmata all’inizio del 2016 tra l’Università di Pisa e l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia – uno dei centri di studi e pratica del Buddismo Mahayana più importanti in Europa e punto di riferimento per le comunità tibetane in Occidente – che ha favorito sinergie e convergenze sullo studio della mente, nell’ottica di un confronto tra l’approccio occidentale e quello tipico delle tradizioni contemplative e della cultura tibetana». Finiti gli interventi a Palazzo dei Congressi, i tutti a pranzo, Dalai Lama compreso, a mangiar il suo piatto preferito: gli straccetti di vitello al limone cucinati dall’associazione L’Alba.
«Nell’era digitale – dice Filippeschi – il tempo è scandito dalla rapidità e dalla frammentarietà della vicinanza – una vicinanza sempre più spesso virtuale –, e del linguaggio informatico per risposte rapide, automatiche, che sono simili alle risposte di sopravvivenza, ad impulsi che sfuggono il dominio della volontà». E sempre il primo cittadino aggiunge: «Il pensiero digitale si fa strada, grazie alla plasticità, modificando funzioni e strutture cerebrali: ciò si vede già nell’educazione dei bambini, anche per potere “ipnotico” della comunicazione digitale. Già oggi, incide, per esempio, sulla spinta al consumo, per la nella schiavitù alle mode, o aiuta il dilagare delle paure, di odi irrazionali, di chiusure impossibili». «Siamo tutti curiosi e desiderosi di sapere – ha detto il rettore Palo Mancarella – come procederà lo sforzo di traduzione di due culture e di due tradizioni che, pur nella loro diversità, o forse soprattutto grazie alla loro diversità, potranno aiutare a far crescere la conoscenza nel campo della mente su cui, è vero, si sono fatti grandi passi in avanti, ma che rimane, come l’universo fisico, un mondo dove vi è ancora molto da esplorare». «L’origine del simposio – spiegano Angelo Gemignani, Alfonso Maurizio Iacono e Bruno Neri, i docenti dell’Università di Pisa che fanno parte del comitato scientifico – è nella convenzione firmata all’inizio del 2016 tra l’Università di Pisa e l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia – uno dei centri di studi e pratica del Buddismo Mahayana più importanti in Europa e punto di riferimento per le comunità tibetane in Occidente – che ha favorito sinergie e convergenze sullo studio della mente, nell’ottica di un confronto tra l’approccio occidentale e quello tipico delle tradizioni contemplative e della cultura tibetana». Finiti gli interventi a Palazzo dei Congressi, i tutti a pranzo, Dalai Lama compreso, a mangiar il suo piatto preferito: gli straccetti di vitello al limone cucinati dall’associazione L’Alba.
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