Sicurezza
Associazione Senologica Internazionale
Riabilitazione in acqua per donne
Sedute di fisioterapia a gruppi nella piscina dell’Eden Park
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SAN GIULIANO. Si chiama “Artemisia”, è un progetto di fisioterapia in acqua rivolto a donne che hanno subìto interventi chirurgici a causa di un carcinoma mammario. Lo propone l’Associazione Senologica Internazionale (Asi) che ha sede presso la Senologia di Pisa, attraverso la professionalità e la motivazione di due giovani fisioterapiste, le dottoresse Eleonora Trifirò ed Ilaria Grella.
Il progetto, che vede la collaborazione della Farmacia dei Borghi e dalla Misericordia di Navacchio, si realizzerà presso la piscina “La Fornace” dell’Eden Park a Mezzana-Colignola. L’inizio è previsto nel mese di ottobre, avrà una durata trimestrale e prevede l’inclusione di 10 donne (divise in due gruppi) con accesso al servizio due volte a settimana.
«Sono anni che ci occupiamo di riabilitazione in acqua - affermano dall’associazione - e siamo molto felici di essere finalmente riuscite a portare la nostra esperienza in un progetto in cui crediamo moltissimo e che speriamo sia destinato a crescere nei prossimi anni».
La fisioterapia in acqua è una tecnica che deve essere esclusivamente applicata da fisioterapisti specializzati e che non deve essere assolutamente confusa con una generica attività di nuoto, di acquagym o altra attività fisica adattata. Durante le sedute le fisioterapiste sono in acqua con le pazienti. Se necessario effettuano delle mobilizzazioni passive e/o attive assistite. Ogni persona ha il suo programma di esercizi, tagliato su misura sulla base di un’attenta valutazione fisioterapica e delle indicazioni dello specialista.
«L’acqua infatti - spiegano le dottoresse dell’associazione - è un setting favoloso, con grandi opportunità ludiche e sociali, ma il cuore della terapia rimane l’esercizio come in una qualsiasi seduta di fisioterapia a secco».
Un progetto importante il cui punto di forza è la proposta di gestire le pazienti in piccoli gruppi. «Questo aspetto - affermano sempre dall’associazione - è nato dalla riflessione sull’importanza della condivisione con persone con un vissuto recente simile al proprio, ma anche dalla necessità di offrire un’attività all’apparenza non sanitaria e dai costi contenuti. La partecipazione non è totalmente gratuita, ma grazie ad alcuni fondi raccolti dall’associazione sarà richiesto solo un piccolo contributo mensile (orientativamente si parla di meno di 5 euro a seduta, cifra irrisoria per una seduta di fisioterapia). Questo si è reso necessario - spiegano dall’associazione - da una parte perché i fondi raccolti non erano sufficienti per coprire tutti i costi (struttura, materiale, personale), ma anche perché abbiamo ritenuto fosse un buon modo per avere una presa di impegno reale da parte delle partecipanti visto il numero di posti limitati».
Roberta Galli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il progetto, che vede la collaborazione della Farmacia dei Borghi e dalla Misericordia di Navacchio, si realizzerà presso la piscina “La Fornace” dell’Eden Park a Mezzana-Colignola. L’inizio è previsto nel mese di ottobre, avrà una durata trimestrale e prevede l’inclusione di 10 donne (divise in due gruppi) con accesso al servizio due volte a settimana.
«Sono anni che ci occupiamo di riabilitazione in acqua - affermano dall’associazione - e siamo molto felici di essere finalmente riuscite a portare la nostra esperienza in un progetto in cui crediamo moltissimo e che speriamo sia destinato a crescere nei prossimi anni».
La fisioterapia in acqua è una tecnica che deve essere esclusivamente applicata da fisioterapisti specializzati e che non deve essere assolutamente confusa con una generica attività di nuoto, di acquagym o altra attività fisica adattata. Durante le sedute le fisioterapiste sono in acqua con le pazienti. Se necessario effettuano delle mobilizzazioni passive e/o attive assistite. Ogni persona ha il suo programma di esercizi, tagliato su misura sulla base di un’attenta valutazione fisioterapica e delle indicazioni dello specialista.
«L’acqua infatti - spiegano le dottoresse dell’associazione - è un setting favoloso, con grandi opportunità ludiche e sociali, ma il cuore della terapia rimane l’esercizio come in una qualsiasi seduta di fisioterapia a secco».
Un progetto importante il cui punto di forza è la proposta di gestire le pazienti in piccoli gruppi. «Questo aspetto - affermano sempre dall’associazione - è nato dalla riflessione sull’importanza della condivisione con persone con un vissuto recente simile al proprio, ma anche dalla necessità di offrire un’attività all’apparenza non sanitaria e dai costi contenuti. La partecipazione non è totalmente gratuita, ma grazie ad alcuni fondi raccolti dall’associazione sarà richiesto solo un piccolo contributo mensile (orientativamente si parla di meno di 5 euro a seduta, cifra irrisoria per una seduta di fisioterapia). Questo si è reso necessario - spiegano dall’associazione - da una parte perché i fondi raccolti non erano sufficienti per coprire tutti i costi (struttura, materiale, personale), ma anche perché abbiamo ritenuto fosse un buon modo per avere una presa di impegno reale da parte delle partecipanti visto il numero di posti limitati».
Roberta Galli
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