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Pisa

nel canale fossa chiara dopo il nubifragio 

Pesci morti, prime ipotesi «Poco ossigeno nell’acqua»

Pesci morti, prime ipotesi «Poco ossigeno nell’acqua»

PISA. Uffici ambiente di Regione e Comune, oltre all’Arpat, si sono attivati ieri lungo il canale Fossa Chiara per capire i motivi che hanno portato ad una moria di pesci coincisa con il post-nubifrag...

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PISA. Uffici ambiente di Regione e Comune, oltre all’Arpat, si sono attivati ieri lungo il canale Fossa Chiara per capire i motivi che hanno portato ad una moria di pesci coincisa con il post-nubifragio di dieci giorni fa. Carpe, muggini, anguille affioravano infatti lungo il canale che corre parallelo all’Arnaccio nel territorio pisano per poi confluire nello Scolmatore. Dopo la segnalazione della moria di pesci, evento che non si era mai visto in questo corso d’acqua, si è subito pensato ad una conseguenza del maltempo che nella notte tra sabato e domenica di una settimana fa ha devastato Livorno. In particolare all’allagamento della raffineria Eni che aveva portato allo sversamento di idrocarburi pesanti nel torrente Ugione e probabilmente in altri corsi d’acqua della zona, con macchie nero petrolio ben visibili.

Ma da una prima ricognizione da parte dei tecnici di Arpat l’inquinamento sembra essere escluso. Il nubifragio sarebbe stato comunque la causa per l’enorme quantità di acqua riversata nel canale; quantità che ha smosso il fondale alzando molto fango e riducendo al minimo l’ossigenazione dell’acqua. Da qui la morte dei pesci. Un fenomeno che accade anche nel caso di una siccità e quindi, al contrario del nubifragio, di una carenza di acqua.

Alla ricerca di certezze si è attivato il settore ambiente della Regione (che ha rilevato dalla Provincia le competenze sul reticolo di canali) di compiere un sopralluogo per una relazione sull’accaduto. Una volta completata questa prima fase, sarà dato mandato all’ufficio ambiente del Comune di Pisa di intervenire; anzitutto per la rimozione delle carcasse dei pesci e poi eventualmente per un’opera di bonifica qualora ce ne fosse la necessità. Il canale Fossa Chiara (Antifosso dell’Arnaccio) sono, insieme al Rio Pozzale, i corsi d’acqua che corrono lungo l’Arnaccio: il primo alla sua destra e quindi in territorio pisano, l’altro alla sua sinistra e quindi in territorio livornese. Un canale proprio contraddistinto da una grande quantità di pesci. A segnalare la moria sono stati proprio alcuni residenti. «Dopo l’alluvione e il conseguente caos tra le case e le strade - hanno spiegato - abbiamo ripulito l’area e lungo gli argini abbiamo trovato i primi pesci morti, probabilmente contaminati da quelle macchie oleose lungo il fiume. E intorno c’erano anche le carcasse di alcuni aironi. Poi c’era un odore insopportabile».

Nei prossimi giorni saranno resi noti i risultati del sopralluogo ma, almeno dalle prime notizie che provengono dai tecnici, sembra davvero esclusa la causa dell’inquinamento da idrocarburi. Inquinamento che avrebbe potuto danneggiare in modo prolungato l’intero ecosistema.

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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