Proteste
Entro dicembre il programma per l’edizione 2018
Il Festival della robotica centra gli obiettivi Mosca: «Bocelli ci sarà anche il prossimo anno»
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PISA. «Il festival della robotica di Pisa è stato, e sarà, un evento un evento cui venire avendo la garanzia di essere informati bene, con contenuti scientificamente solidi, di trovare industrie e ricercatori al top, di approfondire tematiche culturali e anche di divertirsi. Perché la robotica, come ben sanno i bambini, è anche allegra e divertente». Così Paolo Dario, direttore scientifico del primo Festival internazionale della Robotica di Pisa promosso da Comune di Pisa, Fondazione Arpa, Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, Centro di Ricerca “E. Piaggio”, con i co-promotori scientifici Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Irccs Stella Maris, Centro di eccellenza Endocas dell’Università di Pisa, che si è concluso mercoledì 13 settembre con 10mila presenze. Una settimana intensa che ha consentito al grande pubblico di entrare in contatto con realtà percepite spesso come lontane e in alcuni casi vissute con un certo timore. «Un grande successo – sono le parole di Franco Mosca (nella foto piccola accanto), organizzatore del Festival con la Fondazione Arpa di cui è presidente – l’obiettivo di avvicinare le persone alla robotica è stato pienamente centrato. Alto il livello scientifico assicurato, grazie al quale è stata validata la credibilità del festival». «Una straordinaria occasione, perfettamente riuscita, per mostrare il tipo di ricerca in robotica a cui teniamo e che ci muove nel lavoro quotidiano, con lo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone» chiosa Arti Ahluwalia, direttrice del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa.
«L’idea principale – prosegue Dario – era fare un evento di portata internazionale a Pisa. Ci siamo riusciti ed è il risultato più importante, che rimarrà. Si tratta, inoltre, di un evento originale e unico: viaggio molto ma in Usa, Corea o Giappone i festival sono dedicati a singoli settori: industriali, di servizio, robotica educativa o le competizioni, mentre l’aspetto più originale e voluto del festival è stata la combinazione di tutte queste cose. Perché la robotica è un settore che unisce quasi tutte le discipline, dalla scienza, filosofia, arte, storia, etica, aspetti applicativi medicali, ludici, teatrali, industriali etc. Chi legge il programma resta impressionato dalla varietà di eventi e dal livello dei relatori. Ora restano alla città un’eredità e un’occasione straordinarie. Dall’anno prossimo vorrei decine di robot di servizio e industriali, che camminano tra la gente, che parlano, cantano, ballano, che esistono già e possono venire. Il prossimo passaggio sarà portare a Pisa decine di migliaia di visitatori. Ci auguriamo che la città e la Regione credano in questo evento».
Il lavoro per “fare il bis” e possibilmente crescere ancora in termini di eventi e visitatori è di fatto già cominciato. Del futuro del festival parla Mosca: «Stiamo facendo un bilancio, che presenteremo in Comune. E siamo già operativi per il 2018, per poter lanciare il programma entro dicembre. Che ci sia stato un ritorno per la città è evidente, già dalla presenza di media internazionali come BBC, Reuters, Getty, Sky, France Presse. Andrea Bocelli ha già dato disponibilità per il 2018». Sentiti e condivisi i ringraziamenti: «Ci tengo a ringraziare tutti quelli che si sono impegnati a lavorare in modo così intenso e coinvolgente – conclude il presidente della Fondazione Arpa – Ci ha confortato la presenza dell’assessore regionale Saccardi, che ha rappresentato l’interesse della Regione Toscana per Festival. Ora, un evento del genere si merita attenzione e sostegno: siamo aperti a consigli, suggerimenti e analisi».
«L’idea principale – prosegue Dario – era fare un evento di portata internazionale a Pisa. Ci siamo riusciti ed è il risultato più importante, che rimarrà. Si tratta, inoltre, di un evento originale e unico: viaggio molto ma in Usa, Corea o Giappone i festival sono dedicati a singoli settori: industriali, di servizio, robotica educativa o le competizioni, mentre l’aspetto più originale e voluto del festival è stata la combinazione di tutte queste cose. Perché la robotica è un settore che unisce quasi tutte le discipline, dalla scienza, filosofia, arte, storia, etica, aspetti applicativi medicali, ludici, teatrali, industriali etc. Chi legge il programma resta impressionato dalla varietà di eventi e dal livello dei relatori. Ora restano alla città un’eredità e un’occasione straordinarie. Dall’anno prossimo vorrei decine di robot di servizio e industriali, che camminano tra la gente, che parlano, cantano, ballano, che esistono già e possono venire. Il prossimo passaggio sarà portare a Pisa decine di migliaia di visitatori. Ci auguriamo che la città e la Regione credano in questo evento».
Il lavoro per “fare il bis” e possibilmente crescere ancora in termini di eventi e visitatori è di fatto già cominciato. Del futuro del festival parla Mosca: «Stiamo facendo un bilancio, che presenteremo in Comune. E siamo già operativi per il 2018, per poter lanciare il programma entro dicembre. Che ci sia stato un ritorno per la città è evidente, già dalla presenza di media internazionali come BBC, Reuters, Getty, Sky, France Presse. Andrea Bocelli ha già dato disponibilità per il 2018». Sentiti e condivisi i ringraziamenti: «Ci tengo a ringraziare tutti quelli che si sono impegnati a lavorare in modo così intenso e coinvolgente – conclude il presidente della Fondazione Arpa – Ci ha confortato la presenza dell’assessore regionale Saccardi, che ha rappresentato l’interesse della Regione Toscana per Festival. Ora, un evento del genere si merita attenzione e sostegno: siamo aperti a consigli, suggerimenti e analisi».
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