Italia
Croci rovesciate e simboli fallici Sfregiata la chiesa
di Valentina Landucci
Deturpate con lo spray la facciata e il sagrato dell’edificio Il parroco: «Disagio e preoccupazione per l’accaduto»
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PISA. Il sonno della ragione genera mostri. È il titolo di un’opera di Francisco Goya, uno dei maestri dell’arte vissuti a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. Ma è anche una delle grandi verità della nostra cultura.
Non c’è un briciolo di raziocinio, un lume di intelligenza nell’azione violenta con la quale sono stati imbrattati la facciata e il sagrato della chiesa di San Giovanni al Gatano in via Conte Fazio a Porta a Mare. Simboli fallici e croci rovesciate tracciati con uno spray nero nella tarda serata di venerdì: un capolavoro di ignoranza e oscenità che ha lasciato senza parole i tanti, credenti e non credenti, che se lo sono ritrovato di fronte. Un orrore che qualcuno ha voluto esorcizzare facendosi il segno della croce nel passarci davanti.
E pensare che accanto alla chiesa, proprio venerdì, poche ore prima del blitz dei vandali, il quartiere, la parrocchia, gli amministratori locali festeggiavano il completamento del quarto murales realizzato nell’ambito di un festival di street art, Welcome to Pisa, che intende riqualificare il quartiere partendo dai suoi storici muri. Accanto alla chiesa sulle pareti del ex circolino c’è l’opera di Tellas, urban artist sardo, che è un trionfo di colore e poesia, di bellezza alla portata di tutti nei confronti della quale qualcuno ha voluto lasciare uno sfregio che in qualche modo è anche un voler dileggiare il tentativo di una intera comunità di fare più bello il luogo dove vive e lavora.
«Che vuole che le dica, sono a disagio e sono anche preoccupato» racconta don Luca Volpi, il parroco di San Giovanni al Gatano. Sul volto non c’è la tensione della rabbia ma l’amarezza e quasi l’imbarazzo per come si mostra ai passanti la sua chiesa. «Speriamo di riuscire a pulire, domani (oggi, ndr) c’è la messa. E qui davanti ci sono le scuole» dice preoccupato. «Certo quelle croci rovesciate... verrebbe da pensare a satanisti» commenta indignato Andrea Serfogli. L’assessore ha una figlia che va a scuola lì vicino. «Quando stamani (ieri, ndr) l’ho accompagnata mi hanno subito fermato chiedendomi di venire a vedere quello che era successo» racconta ancora l’assessore.
L’allarme per la presenza delle scritte oscene e sacrileghe è arrivato venerdì notte. «Le testimonianze sono discordanti - prosegue don Luca - ma da quello che ci hanno riferito dovrebbe essere successo tutto tra le ventidue e la mezzanotte». Intorno non ci sono telecamere che possano aver immortalato gli autori dello sfregio. «C’è un progetto importante di estensione della video sorveglianza - spiega Serfogli - ma al momento è difficile che possa arrivare fino a qui. Vedremo». E la cosa non aiuta cero i carabinieri intervenuti per effettuare rilievi tecnici sui segni lasciati dai vandali per mettersi sulle loro tracce. Guanti, buste di plastica e cartellini a terra a segnare le “prove”. Il sagrato della chiesa si trasforma per qualche minuto in una zona del crimine. Anche perché accanto alla siepe sul pavimento di marmo di fronte all’edificio ieri mattina è stato trovato un piccolo carrello di stoffa, di quelli che spesso gli anziani usano per andare a fare la spesa. Era rovesciato e dentro i carabinieri hanno trovato abiti, un portafoglio, un paio di occhiali. Tutto refertato, tutto sotto sequestro. Che sia dei vandali? Difficile. Ma ogni pista va seguita. Anche se di indicazioni non ce ne sono tante. Neppure don Luca è in grado di darne: «Non abbiamo problemi con nessuno nè ci sono stati episodi, recentemente, di discussione o che possano fra pensare a un gesto di reazione di questo tipo» commenta. Si parte da zero, insomma. «Ci appelliamo a quanto possano aver visto qualche cosa nella serata di ieri (venerdì, ndr) -aggiunge Serfogli - tutto può essere utile per riuscire a trovare i responsabili».
Intanto da ieri mattina si pulisce la chiesa. Lo fanno i volontari e anche i rappresentanti del Ctp2. Un chiaro segno che la comunità non solo non ha gradito ma certamente non intende subire l’affronto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non c’è un briciolo di raziocinio, un lume di intelligenza nell’azione violenta con la quale sono stati imbrattati la facciata e il sagrato della chiesa di San Giovanni al Gatano in via Conte Fazio a Porta a Mare. Simboli fallici e croci rovesciate tracciati con uno spray nero nella tarda serata di venerdì: un capolavoro di ignoranza e oscenità che ha lasciato senza parole i tanti, credenti e non credenti, che se lo sono ritrovato di fronte. Un orrore che qualcuno ha voluto esorcizzare facendosi il segno della croce nel passarci davanti.
E pensare che accanto alla chiesa, proprio venerdì, poche ore prima del blitz dei vandali, il quartiere, la parrocchia, gli amministratori locali festeggiavano il completamento del quarto murales realizzato nell’ambito di un festival di street art, Welcome to Pisa, che intende riqualificare il quartiere partendo dai suoi storici muri. Accanto alla chiesa sulle pareti del ex circolino c’è l’opera di Tellas, urban artist sardo, che è un trionfo di colore e poesia, di bellezza alla portata di tutti nei confronti della quale qualcuno ha voluto lasciare uno sfregio che in qualche modo è anche un voler dileggiare il tentativo di una intera comunità di fare più bello il luogo dove vive e lavora.
«Che vuole che le dica, sono a disagio e sono anche preoccupato» racconta don Luca Volpi, il parroco di San Giovanni al Gatano. Sul volto non c’è la tensione della rabbia ma l’amarezza e quasi l’imbarazzo per come si mostra ai passanti la sua chiesa. «Speriamo di riuscire a pulire, domani (oggi, ndr) c’è la messa. E qui davanti ci sono le scuole» dice preoccupato. «Certo quelle croci rovesciate... verrebbe da pensare a satanisti» commenta indignato Andrea Serfogli. L’assessore ha una figlia che va a scuola lì vicino. «Quando stamani (ieri, ndr) l’ho accompagnata mi hanno subito fermato chiedendomi di venire a vedere quello che era successo» racconta ancora l’assessore.
L’allarme per la presenza delle scritte oscene e sacrileghe è arrivato venerdì notte. «Le testimonianze sono discordanti - prosegue don Luca - ma da quello che ci hanno riferito dovrebbe essere successo tutto tra le ventidue e la mezzanotte». Intorno non ci sono telecamere che possano aver immortalato gli autori dello sfregio. «C’è un progetto importante di estensione della video sorveglianza - spiega Serfogli - ma al momento è difficile che possa arrivare fino a qui. Vedremo». E la cosa non aiuta cero i carabinieri intervenuti per effettuare rilievi tecnici sui segni lasciati dai vandali per mettersi sulle loro tracce. Guanti, buste di plastica e cartellini a terra a segnare le “prove”. Il sagrato della chiesa si trasforma per qualche minuto in una zona del crimine. Anche perché accanto alla siepe sul pavimento di marmo di fronte all’edificio ieri mattina è stato trovato un piccolo carrello di stoffa, di quelli che spesso gli anziani usano per andare a fare la spesa. Era rovesciato e dentro i carabinieri hanno trovato abiti, un portafoglio, un paio di occhiali. Tutto refertato, tutto sotto sequestro. Che sia dei vandali? Difficile. Ma ogni pista va seguita. Anche se di indicazioni non ce ne sono tante. Neppure don Luca è in grado di darne: «Non abbiamo problemi con nessuno nè ci sono stati episodi, recentemente, di discussione o che possano fra pensare a un gesto di reazione di questo tipo» commenta. Si parte da zero, insomma. «Ci appelliamo a quanto possano aver visto qualche cosa nella serata di ieri (venerdì, ndr) -aggiunge Serfogli - tutto può essere utile per riuscire a trovare i responsabili».
Intanto da ieri mattina si pulisce la chiesa. Lo fanno i volontari e anche i rappresentanti del Ctp2. Un chiaro segno che la comunità non solo non ha gradito ma certamente non intende subire l’affronto.
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