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Pisa

«Tanti pezzi di città da recuperare in un progetto civico»

«Tanti pezzi di città da recuperare in un progetto civico»

Paolo Fontanelli (Articolo Uno-Mdp): il clima politico nazionale potrebbe complicare il dialogo con il Pd anche a livello locale 

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PISA. Lunedì prossimo Articolo Uno-Mdp riunisce l’assemblea comunale nella sede di via San Martino per concentrare l’attenzione sulle prossime elezioni comunali di Pisa. Il primo passo sarà la costituzione di un coordinamento cittadino che avrà il compito di avviare il lavoro sul programma, organizzare gli incontri con i cittadini, tenere i rapporti con le forze politiche.

«La nostra idea è che in primo luogo sia necessario recuperare un rapporto ampio con la città per costruire insieme un progetto civico. Per il centrosinistra partire dalle liste e dai candidati è un errore. In questo modo c’è il rischio di perdere. I risultati delle elezioni amministrative di giugno (Pistoia, Lucca, Carrara) ci dicono che bisogna allargare il coinvolgimento e rimotivare tanti elettori di sinistra», indica la rotta il deputato Paolo Fontanelli, leader del movimento.

Il dialogo del Pd con i “fuoriusciti” sembra però almeno per ora un percorso ad ostacoli. «È un dialogo necessario - dice Fontanelli - ma non può essere impostato sul fatto che il Pd, in quanto partito più grande, si fa carico da solo di avanzare le candidature per il sindaco e semmai, se ci sono proposte diverse, si fanno le primarie di coalizione. Noi diciamo che prima delle candidature c’è il confronto politico e programmatico e se nel rapporto con la società pisana vengono fuori ipotesi autonome dai partiti vanno valutate attentamente».

Mdp non concorda dunque con il cammino proposto dalla segreteria comunale dei democratici. «È evidente a tutti - riprende l’ex sindaco - che c’è una domanda di novità e di cambiamento. Non perché la città sia stata amministrata male e le cose non sono state fatte. Sono più le luci che le ombre. Però il contesto attuale chiede cose nuove, cambiano le esigenze e le priorità, non si può proporre la pura continuità. In primis, oggi, dobbiamo fare i conti con una crescente crisi sociale che moltiplica le insicurezze. Per recuperare certezze abbiamo bisogno di rimettere al centro l’idea della convivenza e degli interessi della comunità. Questo è il significato del civismo. Non è con la militarizzazione che si risolvono i problemi, ma è con una convivenza che tenga fermi i diritti, ma anche i doveri di ciascuno. Sul piano politico vuol dire diffidare dei seminatori di confusione e di odio».

I nomi dei candidati comunque girano. Direttamente Matteo Renzi ha mandato in campo il deputato Federico Gelli, di fatto collocando in pole position tra i possibili candidati. «Indubbiamente si tratterebbe di una candidatura autorevole, ma il discorso è il solito: non si parte dalle candidature, e senza un confronto reale niente è scontato. Uso il condizionale perché non è chiaro cosa voglia fare il Pd sulle candidature». Rispetto alle quali Fontanelli ha due certezze. Domanda: sosterrebbe l’ipotesi Gina Giani, manager di Toscana Aeroporti? «No. E comunque, ripeto, non accettiamo di partire dai nomi». Seconda certezza: «Non esiste la possibilità di una mia ricandidatura: ho già dato. Inoltre penso che in genere i ritorni non siano una cosa buona».

Ma da dove ripartire per costruire un rapporto con la città? «Pisa ha grandi potenzialità e straordinarie risorse sul piano delle competenze e della cultura. E questo lo vediamo in molte iniziative, ultima delle quali il festival della robotica. Ma si avverte una diffusa difficoltà a coinvolgere queste risorse nel “governo allargato” della città. La presenza di grandi servizi pubblici e la centralità territoriale di Pisa hanno attenuato l’incidenza della crisi sul nostro territorio rispetto ad altre città. Ma la crisi pesa anche qui ed ha favorito processi di frantumazione sociale. Ecco, ricostruire un rapporto significa partire da qui, dall’esigenza di ricomporre una visione sul futuro della città, fatta di riqualificazione urbana, di tutela dei più deboli, di mobilità e di sviluppo del servizio pubblico, di potenziamento dell’offerta culturale e turistica. Per questo c’è bisogno di un coinvolgimento più forte di tutte le nostre risorse».

Sul piano politico però si pone un nodo vero: quello dei rapporti nazionali da Pd (Renzi) e Mdp (D’Alema), con evidenti riflessi anche in ambito locale. «Sì, è un nodo vero - ammette Fontanelli - e può porsi come un elemento di ulteriore difficoltà nel dialogo. Conteranno molto i tempi in cui si andrà al voto tra elezioni politiche e consultazioni comunali, peraltro con sistemi elettorali diversi. Una a marzo e l’altra a giugno? Oppure ci sarà un election day? La situazione è fluida. Ricordo, quando sono stato candidato sindaco la prima volta, la rottura di Bertinotti con l’Ulivo e la conseguenza rottura dell’accordo con Rifondazione anche a livello locale. Il rischio che la polemica generale, in certe condizioni, possa prendere il sopravvento va effettivamente preso in considerazione».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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